Scrivere non è un obbligo

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Siamo così innamorati dell’idea della scrittura da volere scrivere anche se non abbiamo niente da dire. Ci poniamo tante domande: “Cosa posso scrivere?”, “Argomento per un romanzo”, “Di cosa parlo in un racconto”, fino a cercare la frase “Cosa posso scrivere in un diario segreto?”.
Mi pare che si sia perso il senso per strada: scrivere non è un obbligo, non scriviamo perché fa fico farlo e perché ci dà un’aria d’importanza quando lo diciamo in giro. Di solito è il contrario: se dite che scrivete vi guardano come se foste dei mentecatti e dei fannulloni, quindi non fa poi così fico come credevamo, no?
Allora, perché impuntarsi su una cosa che non sentiamo nostra? Se cerchiamo delle idee su cosa potremmo scrivere è indice del fatto che non sentiamo la scrittura, non come dovremmo.
Quando si sente la scrittura, le idee arrivano da sole e spesso sono prepotenti; state facendo altro e dovete appuntarvi una parola e, se non avete da scrivere, ve la ripetete in testa sperando che non sfugga. Se di notte non dormite, costruite frasi, paragrafi interi, e come sono belli, così tanto da farvi desiderare di alzarvi e scriverli subito prima che scappino. Quando siete nel mezzo di un testo, racconto, romanzo, saggio, vi secca interrompervi per uscire, per cenare, e perfino per andare in bagno. Sotto la doccia vi immaginate il continuo della scena a cui state lavorando e sul bus inseguite le emozioni dei personaggi.
Questo è ciò che dovremmo sentire. Se ciò non accade, possiamo fare a meno di digitare frasi su google.

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8 pensieri su “Scrivere non è un obbligo

  1. Vero, scrivere per forza non è bello perché non è spontaneo. Se arriva l’ispirazione allora non si può resistere e la penna inizia a viaggiare (penna, tastiera ecc. ecc. dipende da come uno preferisce scrivere )
    Ciao, Patrizia

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  2. Sottoscrivo ogni singola sillaba di questo tuo pezzo, cara Morena: mi ci sono ritrovato, leggendolo, come se lo stessi pensando e scrivendo al momento io. E non è cosa che mi accada molto spesso… 🙂

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  3. Concordo in toto. Ancora più importante e sentito, credo sia scrivere per il piacere di scrivere, senza che questo diventi una valvola di sfogo per annegare le proprie frustrazioni. Il piacere della scrittura, così come quello della lettura, rientrano a mio avviso, nel piacere di vivere pienamente la vita. Un caro saluto
    Nicola

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