Domani è un altro giorno

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Rossella entrava sempre di corsa: sapeva bene che domani è un altro giorno, e non voleva mai perdersi l’oggi, anche se questo era spesso causa di guai, ma lei non piangeva mai sul latte versato perché non l’aveva detta lei quella frase e sapeva quanto sia inutile aggiungere lacrime salate al latte: si finisce per rovinarlo del tutto e non servirebbe a raccoglierlo. Molto meglio tirarsi su le maniche: in questo Rossella era molto brava e poi, le maniche arrotolate le stavano benissimo, aggiungevano il tocco finale alla sua aria da monella impertinente.
Quello che veramente interessava a Rossella era di non vivere invano, come la famosa poetessa disse una volta blaterando di nidi e pettirossi. Certo, non voleva paragonarsi a lei. Rossella era molto convinta di se stessa e del suo ruolo, quello che le aveva assegnato il regista, e non l’avrebbe mollato per nulla al mondo, soprattutto dopo aver visto gli abiti che doveva indossare in scena.
Le piacevano le uscite teatrali, aveva in sé una vena di drammaticità che la portava ad enfatizzare certi tocchi, fra cui quelli a fior di pelle, se la pelle era la nappa morbissima di una gonna stretta da infilare con quelle nuove scarpe a tacco alto che la produzione le aveva mandato.
Capricciosa era Rossella, aveva in sè tante parti, avrebbe potuto anche recitare da sola, visto che ballare già lo faceva, perché si era infiltrata in un altro film. Cosa avrebbe fatto pur di essere sempre protagonista! Avrebbe anche rubato la scena a quel gran fascinoso di Clark Gable, se solo avesse potuto fare a meno dei baffi.
Se c’era una cosa a cui Rossella non poteva rinunciare era la sua femminilità, anche se lei credeva di mostrarla pestando i piedi e facendo capricci, salvo poi voltarsi all’improvviso e, con sguardo languido, quello sguardo che da solo bastava, dire mentre usciva di scena:
“Quante volte ve lo devo dire? Domani è un altro giorno”.
… speriamo migliore di oggi… pensò lei, rivolgendo un pensiero all’abito che indossava in quel momento e che la stringeva tanto in vita da non poter respirare.

15 marzo 2007

** il testo è un ripescaggio da un mio vecchio blog. Ogni tanto proporrò qualcosa. Mi sono accorta di avere scritto tante cose inutili. Non vorrei che chi non mi conosceva all’epoca ne restasse privo ;)

*** inoltre, se seguite questi post (tag: ripescaggi dai miei blog), avrete la possibilità di giocare al Quali post sono dello stesso blog?. Cosa si vince? Grande soddisfazione, ovvio. Poi vedremo (info nel post).

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