Sviluppo di un racconto in un romanzo

il-brodo-di-verdura

Come si fa a trasformare un racconto in un romanzo?
Non sempre si può, si deve valutare. Ci sono racconti che contengono ben altro, e sta a chi scrive scoprirlo, e ci sono racconti che non si possono ‘allungare’ come si fa con il brodo, e anche con il brodo non è una buonissima idea. La roba allungata si sente, non ha il sapore pieno di quando era definita e corposa.
Quindi, la risposta è: se il racconto contiene altro, se ha potenzialità, si rivelerà da solo. Rileggendolo direte: “Cavolo! ma qui c’è ben altro!” e vi butterete a scrivere. Se, invece, non c’è nulla, non toccatelo: un buon racconto è meglio di un mediocre romanzo. Non si può allungare la scrittura, tirarla come un tessuto e adattarla al vostro divano: se non è elasticizzato, il coprivano non si modella e non si adatta. Se il tessuto è cotone o lino al 100% accontentavi delle pieghe negli angoli.
Quando scrissi questo e lo mandai a qualcuno in lettura, mi disse la frase di cui sopra e io accantonai il romanzo che stavo scrivendo e mi buttai sul romanzone. Non mi è capitato con nessun altro testo.
Come si procede? Io sono andata a braccio, ma ora forse non lo farei più. Ora prenderei il testo del racconto, lo dividerei in sei parti, anche otto vanno bene, anzi meglio, e costruirei una scaletta.
Ma con quel testo non era possibile, perché ciò che avevo scritto rappresentava solo la prima parte del romanzo. Infatti il primo capitolo, i tre giorni di Cervo, lo scrissi di getto. Poi iniziarono i guai. In verità, io non sapevo cosa sarebbe accaduto una volta tornati alle rispettive città e ho inventato man mano. Se il mio racconto avesse concluso tutta la storia, farlo diventare un romanzo sarebbe stato più semplice. Ma poche cose lo sono, e sviluppare un romanzo partendo da un racconto segue la regola. Non è facile ma è possibile.

* questo post deriva da una frase che qualcuno ha cercato su google

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3 pensieri su “Sviluppo di un racconto in un romanzo

  1. Io iniziai a scrivere un romanzo proprio mentre ero lì che provavo ad allungare un racconto, ma mi accorsi dopo qualche giorno che la storia stava andando oltre e che non era più quella del racconto. Stavo scrivendo altro, così accantonai il racconto e scrissi il romanzo: non ne voleva sapere di essere generato da un testo che era di per sé tutt’altro.

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