La ragazza con l’orecchino è la grande bellezza

vermeerbannersitoverticale350x600Ci sono andata anch’io. Lo dico con soddisfazione anche se, dalle tante (troppe) discussioni sul web sembra che andare a questa mostra non sia etico e intelligente. In questi giorni qualsiasi cosa si faccia, si guardi, si ammiri, si apprezzi, pare non sia cosa buona e giusta. È evidente che in Italia, e anche a Bologna che, guardacaso, è la mia città, abbiamo capolavori assoluti, opere di enorme bellezza e di genialità incomparabile. È pure evidente che non le conosciamo, non tutte di certo.
So benissimo che della mia città conosco solo un decimo (forse) e che dovrei prima conoscere tutto e poi parlare. Ma è anche evidente che un’opera di tale preziosità non si possa vedere spesso, se non si decide di andare a L’Aia, al Mauritshuis, dove tra poco ritornerà. Visto che non prevedo di andarci a breve, e visto che la mostra si svolge proprio a casa mia, ci sono andata.
La mostra comprende trentotto opere, da Rembrandt a Hals, da Steen a Ter Borch e anche un secondo Vermeer, e svolge un percorso nella Golden Age dei pittori olandesi e i vari ‘generi’ della loro pittura, dalle nature morte (con particolari di grande realtà) ai paesaggi, ai ritratti. Il pezzo forte è ovviamente LEI, la ragazza con l’orecchino, il cui vero nome è stato, fino all’uscita del libro e del film omonimo, “Ragazza col turbante” e vi assicuro che ogni foto che potete trovare sul web non è minimamente paragonabile alla visione de visu del quadro.

Intanto l’orecchino non è di perla (lo ha detto la nostra guida e io sono della sua idea) perché la luce che contiene e che riflette il bianco del colletto, non è attribuibile alla perla. Si tratta, forse, di una finta perla di vetro. La perfezione di questa goccia appesa al lobo, di cui non si vede ma si intuisce il perno, la monachella, è realizzata con due pennellate. Il resto lo immagina il nostro occhio. Stupefacente vedere come vediamo esattamente ciò che Vermeer non ha dipinto. È come in letteratura: il ‘non detto’ circonda e fa risaltare le parole scritte.
Inoltre, avendo la ragazza un turbante di colore azzurro, il colore delle serve, delle domestiche, è impossibile possedesse orecchini con perle, molto care e preziose, indossate, quindi, dalle donne della borghesia. Nella foto della locandina, come nelle altre foto del dipinto che si trovano online, il viso sembra sfumato in diversi colori, ma da vicino, anche se ‘vicino’ non eravamo, mostra una perfezione trasparente, un colore luminoso e pieno pur nell’effetto diafano che Vermeer ha saputo rendere. Una meraviglia insomma. Da vedere. Chi può, ci vada.
Anche le altre sale riservano perle di preziosità: dal Cardellino di Carel Fabritius, un allievo di Rembrandt, alle scene di vita familiare di Jan Steen, che con arguzia ci mostra momenti di gioia e ammiccamenti, con visi che rivelano lascivia e perfino lussuria, ma con l’intento di ammonire i suoi contemporanei dalla pratica di certe nocive abitudini.
Molto avvincente anche il Rembrandt di Ritratto di uomo anziano, che ci mostra come gli olandesi, Rembrandt in questo caso, dipingessero l’idea di una persona, non una persona vera, quindi, ma un tronie*.

Una mostra imperdibile, a mio parere. Anche se in giro se ne sono dette tante sull’opportunità di ospitare questi quadri quando noi abbiamo meraviglie sconosciute, e mal curate mi verrebbe da dire.
Ma in giro, sui social in particolare, se ne dicono tante e molte sono inutili. Non si può fare, o apprezzare una cosa, che tutti si scagliano a dire quanto siete snob. Non si può criticare altrimenti dicono che siete ignoranti. Ebbene, io sono una snob molto ignorante e faccio e dico quello che voglio.

Andate a ‘sta mostra, su!

* termine olandese del Seicento, che sta per faccia: ovvero un viso indistinto, una sottocategoria dei ritratti dell’Epoca d’oro, che non raffigura nessuna persona vera, ma una immaginaria. E spesso, i pittori utilizzano il proprio volto come modello. Fra gli artisti che hanno praticato maggiormente questo genere pittorico, oltre a Vermeer, c’è anche il maestro Harmenszoon van Rijn Rembrandt, che nel secondo quarto del XVII secolo, ne realizza alcune, fra cui la propria “tronie” di Uomo con berretto ornato di piume (1635-1640 circa).

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6 pensieri su “La ragazza con l’orecchino è la grande bellezza

  1. A me il creare polemiche di questo genere pare più indice di grande stupidità, di infinita ignoranza, altro che etica e intelligenza!!!!
    Se potessi verrei a bologna, e di corsa a vedere questa mostra. ma non sono riuscito a vedere Vermeer neanche quando era qui a Roma! Ed è un vero peccato.
    Ma chissà che da qui al 25 Maggio…

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