The Help – un film che tratta il razzismo dal punto di vista femminile

locandina-the-help-oscarMe l’ero perso al cinema ma ieri sera sono riuscita a vederlo in tv.
Un altro film che ci racconta storie di razzismo e ci mostra le persone trattate come schiavi e sfruttate da chi ha un colore diverso della pelle?
No. Questo film, tratto da un libro con lo stesso titolo The Help, che ha avuto grande successo, tradotto in 35 paesi e diventato ovunque un best seller, mostra la faccenda razzismo da un punto di vista che in pochi hanno trattato prima, quello delle donne di un paese del Mississippi.
Siamo negli anni ’60 e la vita a Jackson è scandita e organizzata dalle donne bianche borghesi, un gruppo di amiche che fanno capo a Hilly e seguono le idee conformiste dell’epoca.
Ma non mi interessa la trama, questa la potete trovare qui.
La cosa interessante è che in The Help e nel libro da cui è stato tratto il film, le voci narranti sono di donne. Dopo decenni di afroamericani schiavizzati dai bianchi, in film in cui si vedevano sempre gli uomini che svolgevano lavori umili con le catene ai piedi e in cui le donne afro erano mostrate come la Mammy di Rossella O’Hara, in Via col vento, una domestica di cui conoscevamo solo lati buoni e che aveva rapporti quasi amichevoli con la sua protetta,  finalmente si vede cosa succedeva davvero.
La società bigotta, chiusa e ignorante in cui vivevano queste giovani signore di buona famiglia è talmente ottusa da segregare le persone che fornivano loro un aiuto domestico indispensabile (se lasciavano tutto in mano loro non cambiavano neppure il pannolino ai figli) in un ambiente dove esistevano posate e stoviglie a uso delle cameriere e bagni in cui segregare la loro pipì e le loro malattie trasmissibili con l’uso promiscuo del water.
Le stesse cameriere cui affidavano i loro figli, che loro crescevano, educavano  e consolavano, fino ad arrivare al punto in cui i bambini dicevano: “Tu sei la mia vera mamma”.
Quindi, per sostituire le loro incapacità di donne, le domestiche afro andavano bene anche se erano scure di pelle e chissà che malattie avevano, ma per usare lo stesso bagno non erano degne.

Questi comportamenti non sfuggono agli occhi attenti di Eugenia Phelan, detta Skeeter, che torna a casa dopo avere conseguito la laurea e trova la mancanza dell’amata governante Constantine, allontanata dalla madre durante la sua assenza. L’anacroniscmo degli atteggiamenti delle amiche, allontana Eugenia da loro e la fa avvicinare ad Aibileen e a Minny, due domestiche dal carattere deciso e che hanno visto molte cose. Eugenia le convincerà ad aiutarla nella scrittura del libro che  ha in mente e che mostrerà cosa accade davvero nelle case in cui lavorano.
Nell’intera vicenda le donne sono protagoniste e le figure maschili sono in secondo piano: i mariti acconsentono alle richiesta delle mogli anche quando le trovano assurde, come quella del bagno privato per Aibileen. La società è matriarcale e anche nel caso del marito di Minny, manesco e violento, ne sentiamo solo la voce urlante e vediamo i risultati della sua furia sul viso della donna. Alla fine, Minny, dopo l’uscita del libro troverà il coraggio di lasciarlo e porterà con sé i suoi cinque figli. Non aggiungo altro al finale, ma avrete già intuito molte cose.
Le attrici sono tutte molto brave e hanno saputo coinvolgere con momenti di grande intensità e commozione.
The Help è un film da vedere e mi dicono sia anche un bel libro da leggere.

6 pensieri su “The Help – un film che tratta il razzismo dal punto di vista femminile

  1. L’ho visto anch’io ieri sera. E ti dico che non è facile tenermi lontana dal pc con la televisione (in questi ultimi mesi ho guardato solo “Tale e quale show”!).
    Ma non sono riuscita a staccarmi dalla storia e sono rimasta incollata al televisore fino alla fine.
    Meraviglioso!
    Gli occhi gonfi, stamattina, possono testimoniarlo.😀

  2. bello davvero.
    davanti alla tv c ero pure io ieri sera.
    sono rimasta anche io colpita dal fatto che alle cameriere tutto fare gli si affidava la vita dei figli, ma non potevano usare lo stesso bagno.
    era commuovente come Aibileen ripetesse alla piccolina bionda “tu sei carina, tu sei brava, tu sei importante”. sfamando la sua autostima.
    bello… coraggio tutto al femminile.

  3. Un bellissimo film. Concordo con tutto ciò che voi avete detto. Aggiungo che a me è piaciuta molto anche la leggerezza con cui è trattato un tema di così grande postata storica e culturale: meravigliosa l’ironia di scene come quella della torta ripiena di ehm…escrementi. Un’ingegnosissima rivincita.

  4. Ho visto il film e pochi mesi dopo mi sono imbattuta nel libro mentre curiosavo in una piccola, ma fornita libreria in un piccolo paese di montagna e non ho resistito. Pochi giorni fa ho prestato proprio questo libro ad un’amica. Sicuramente da leggere; molto bello anche il film!
    Ciao

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...