Gloria: un film da vedere

locandina Gloria

Un film cileno, forse destinato ai cinema d’essai e ai cineforum, ma che a sorpresa troviamo in programmazione nel centro di Bologna. La storia incuriosisce: finalmente un personaggio maturo, una storia qualunque, una vita comune. Gloria è una cinquantottenne separata, con figli distanti che non la circondano d’affetto e di attenzioni, che la sera esce e va a ballare. A volte trova compagnia per una sera ma, più spesso, torna nel suo appartamento e nella sua solitudine, con un vicino rumoroso e fuori di testa e un gatto che si infila in casa non invitato.
Una sera conosce Rodolfo e finalmente pensiamo che abbia trovato l’amore, ne siamo anche un po’ contenti perché nel frattempo ci siamo affezionati a questa donna che canta in auto e che non teme di mostrarsi per quella che è.
Qualcuno ha tentato di ravvisare nella storia, una metafora della società cilena, ma io non sono in grado di valutare questo aspetto e in fondo non voglio crederci. A me piace la storia così com’è. È un racconto/romanzo che vorrei avere scritto io. Il regista Sebastian Lelio, un argentino naturalizzato cileno, ha diretto la faccenda in modo magistrale, a scene spezzate, con frammenti che si collegano e che ci fanno entrare nella vicenda narrata come se la vedessimo nascere in quel momento. Paulina Garcia ha vinto un Orso d’argento a Berlino, come miglior attrice per questa interpretazione e io sono assolutamente d’accordo con chi le ha dato il premio.
E non concordo con Massimo Bertarelli che, su Il giornale, scrive “L’occhialuta, sovrappeso Pauline Garcìa è brava, il suo nudo frontale disgustoso”, come se nel mondo fossimo tutti senza occhiali, magri e bellissimi.
Credo, invece, che questo film rappresenti la realtà e che per questo qualcuno possa definire ‘disgustoso’ un corpo nudo che non rispetta canoni inventati da chi vuole una realtà in cui si insegue il ‘bello’ a tutti i costi.
Ma torniamo al film: Rodolfo, purtroppo, non è (anche lui) un uomo perfetto, e questo non perché indossa una fascia ‘sorreggi schiena’ che tanto ha fatto ridere la signora seduta dietro di me, ma perché non riesce ad affrontare le varie fasi della sua vita e non sa prendere le distanze dall’uomo che è stato in passato.
Rodolfo non sa adeguarsi alla ‘Gloria’ che ha trovato e perderà una grande occasione.
Non rivelo il finale ma non posso esimermi da questo:

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2 pensieri su “Gloria: un film da vedere

  1. Ma questo Bertarelli è un critico cinematografico? O uno che fino ad oggi aveva guardato solo i video del backstage di Miss Italia, poi ha visto una donna nuda e si è spaventato? Chissà se ha capito il film.. Donne molto più giovani e più magre di Gloria hanno lo stesso tipo di nudo, mica siamo sempre tutte in palestra a tonificarci si sa mai che un uomo ci veda nude sennò chissà cosa dice..
    Film bellissimo, mi è piaciuto molto e mi sono immedesimata in Gloria, sia perché canta in macchina, sia per come riavvolge il cavo dell’aspirapolvere, per le sue smorfie, perché balla, perché se ne frega, perché è reale.. per tutto. La canzone alla fine ci stava magnificamente!

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