Una serata al Roxy Bar – parte seconda

scultura Marco Lodola

qui la prima parte

Il pubblico è eterogeneo: di ogni età e di ogni abito, dal jeans e maglia molto casual all’abitino strizzato con tutto di fuori.
L’ambiente è molto bello, con grandi sculture (un esempio in foto) di Marco Lodola, luminose e colorate. Red Ronnie ci elenca cosa non dobbiamo fare, ma è svogliato, non gli piace fare questa parte e ha voglia di iniziare. Alle ventuno si parte con la diretta, lo streaming sul web (il Roxy Bar ora è solo sul web, indipendente e libero: nessuna tv ha voluto prendere il programma e Red ha deciso di usare questo canale. Ora, ad esempio, c’è il backstage con Gianluca Grignani che è il secondo ospite che arriva dopo Gianni Morandi ), i vari tweet, alcuni letti durante la serata nelle pause tra un artista e l’altro.
Tra Grignani e Morandi ci sono alcune chiacchiere in libertà, prese in giro e battute. Grignani sembra una persona genuina (cosa non sempre vera per gli artisti che spesso si atteggiano, e non parlo di ‘fare il personaggio’, ma di tirarsela), uno con le idee chiare e una vita fuori dallo schermo. Mi piace.
Morandi è sempre lui, l’eterno ragazzo, ma ora inizia ad avere il viso segnato (ahimè non solo lui); è comunque un simbolo per noi bolognesi, assimilabile alle Due Torri e a San Luca, ed è sempre bravo.
Dopo l’esibizione Morandi/Grignani, e Grignani da solo, inizia lo spettacolo con artisti meno noti (o noti da un minor numero di anni), ma che comunque hanno un buon seguito anche sul web, con video che realizzano migliaia di visualizzazioni, e qui iniziano le sorprese.

Emis Killa è un rapper (che io non conoscevo ma che ha già combinato molte cose, cito dalla sua bio sul sito: Il singolo “Parole di ghiaccio” ha raggiunto il disco di platino digitale, il relativo video ha oltre 21 milioni di visualizzazioni, il suo canale Youtube ha superato i 67 milioni di views, anche i numeri sui suoi social sono sorprendenti: conta oltre 625 mila fan su Facebook,  oltre 238 mila followers su Twitter e oltre 98 mila seguaci su Instagram.) Sono numeri impressionanti, numeri che solo con la rete si possono realizzare in un tempo relativamente breve. Infatti in sala Emis Killa, berrettino nero di lana e voce in tono, ha parecchi fan, tutti corredati di cd per dimostrare il loro affetto all’artista. Il brano che canta (non ricordo il titolo, mi scuso con l’artista) mi piace molto. Il ritmo è ottimo e le parole hanno un senso che capisco pure io.
Il secondo artista ‘nuovo’ l’ho individuato prima della presentazione, anche se era seduto su un divanetto di lato, davanti a un televisore su cui andava un videogioco. L’abbigliamento particolare, il capello giusto, una certa bellezza che non può passare inosservata, diceva già molto di lui. Quando sale sul palco e Red lo presenta come il re del porn groove (“il porn groove (e prendo direttamente la definizione da Wikipedia per non sbagliare), è un “termine utilizzato per descrivere il genere musicale delle colonne sonore dei film pornografici“, ma “ha assunto anche il significato di genere musicale che imita questo tipo di musica o, più in generale, che contiene riferimenti sessuali molto espliciti a livello di testi“. da questa pagina) il pubblico applaude, molti conoscono i suoi video e ne parlano sorridendo (il sesso fa spesso sorridere, avete notato?).
Immanuel ha una voce bellissima anche quando non canta e un physique du rôle perfettamente inserito nelle sue canzoni e nel personaggio. I suoi testi sono molto espliciti, ma sono recitati in chiave umoristica/melodica/rimata, e con gran classe.
Quando ci sono certi fenomeni, come accade anche in letteratura, ti domandi sempre se l’artista ci è o ci fa. Anche nel caso di Immanuel me lo sono chiesta, ma la risposta è che il risultato, che può non piacere a tutti, ma questo come sempre, è buono.

Per finire la serata, e lo spettacolo,  Gianni Fantoni, insieme a Francesca Nerozzi e alle Sorelle Marinetti, presenta alcuni brani dal suo ultimo spettacolo, una commedia musicale intitolata “Risate sotto le bombe”.

E per finire ancora: un mio commento. Credo che Roxy Bar sia un programma che andrebbe valorizzato e trasmesso anche in televisione, ma credo anche che in questo modo, sul web, sia molto più libera e possa fare cose che in tv non potrebbe fare.

Manca ancora tutta la parte sul sociale. Aggiungerò quanto prima. È una parte importante.

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2 pensieri su “Una serata al Roxy Bar – parte seconda

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