Il weekend – di Peter Cameron

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Finalmente ho letto un libro che vorrei avere scritto io (ne ho letti altri, ma questo è più ‘accessibile’ ai miei sogni. Non per sminuire Cameron naturalmente).
Una storia di coinvolgimenti e di scoperte, una bella scrittura e un’atmosfera giusta.
Forse i personaggi non sono tutti centrati, nel senso che lo sono ‘troppo’, e forse questa è l’unica pecca che riconosco a Cameron in questo romanzo.

Lyle è invitato a trascorrere un week end nella casa in campagna di una coppia di amici, Marian e John. Decide di presentarsi insieme a Robert, un ragazzo conosciuto da poco e di cui si è invaghito.
Il primo problema che si presenta è che il giorno del loro arrivo coincide con l’anniversario della morte di Tony, precedente compagno di Lyle e fratello di John, e che la morte di Tony è avvenuta proprio nella casa della coppia.
Marian sente la presenza di Robert come un affronto alla memoria di Tony e vive con disagio la presenza del ragazzo in quello che doveva essere un week end di ricongiungimento emotivo con Lyle, suo grande amico, di cui lei sente la mancanza (lui non è più tornato nella loro casa dopo la morte di Tony).
Robert intuisce di non piacere a Marian e capisce che la sua presenza è per gli altri un peso. Chiede cosa ne pensa Lyle, augurandosi che lui smentisca, ma capisce dalle parole che lui non dice che l’uomo non prova per lui un sentimento forte. Decide di andarsene immediatamente, scappando di notte da quella casa che ha soffocato l’amore che poteva nascere tra lui e Lyle.
La fine è sospesa e anche questa mi sembra la scelta giusta.
Il personaggio che ho sentito come troppo ‘calato nel suo ruolo’ e poco espresso è proprio Robert: ventiquattrenne pittore, ovviamente bello, che si mantiene facendo il cameriere. Inoltre, fino al momento finale in cui affronta Lyle, Robert agisce poco, o forse è solo una mia impressione. In questo finale, però, si riscatta e diventa il personaggio chiave, l’unico che riesce a dire quello che pensa e ad agire di conseguenza.
L’atmosfera del romanzo (tradotto da Giuseppina Oneto) è sempre inquieta, nessuno è felice. John, chiuso nel suo silenzio e con la scusa dell’orto, parla poco e si allontana spesso. Marian vorrebbe stare sola con Lyle e ritrovare la sintonia e la forza della loro amicizia, ma sembra dimenticare che la morte di Tony, come ogni morte, ha modificato ogni cosa e nulla sarà più come prima.
Lyle credeva che il rapporto con Robert fosse la chiave del suo futuro, che la presenza di un nuovo amore portasse via il dolore, ma quando si rende conto che non è possibile, che nulla cancellerà la perdita di Tony, sembra perdere intensità.
Anche i personaggi di contorno, pochi a dire il vero, e anche questo mi garba, non sono male. Ma ciò che conta davvero in questo romanzo è la scrittura di Cameron e ciò che sa evocare.

Un pensiero su “Il weekend – di Peter Cameron

  1. Visto in libreria, ma non preso.
    Invece devo assolutamente farlo!
    Spero passerai a conoscermi.
    Io parlo di libri, ma con uno stile tutto mio😉
    Ti aspetto!
    Luna

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