Scrivere è un’abitudine

nuvole

“Non voglio sentirmi intelligente guardando dei cretini, voglio sentirmi cretino guardando persone intelligenti”

(Franco Battiato, da “Che tempo che fa” 6 novembre 2004)

Fino a qualche mese fa, se non potevo scrivere per alcuni giorni mi sentivo irrequieta. Ne avevo voglia. O forse ‘bisogno’.
Da quando ho smesso di scrivere e ho scritto quel post, non ho più scritto un racconto o una pagina di romanzo.
Solo qualche post e pochi anche di questi.
Ma non mi sento le mani prudere come mi accadeva in passato. Continua a leggere “Scrivere è un’abitudine” →

iOS 7 – minimal e praticità

iOS 7

È solo il secondo giorno di uso del nuovo sistema operativo e già ne sono entusiasta. Lo sono stata appena l’ho scaricato e ho visto la nuova immagine della home. Apple ha abbandonato lo scheumorfismo a cui ci aveva abituati e ora la visione dei nostri dispositivi risulta più leggera, aerea, e molto gradevole.
Ci sarà, forse, qualcuno che rimpiangerà la vecchia visione ma non certo io.
E questo per quanto riguarda l’estetica Continua a leggere “iOS 7 – minimal e praticità” →

Il weekend – di Peter Cameron

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Finalmente ho letto un libro che vorrei avere scritto io (ne ho letti altri, ma questo è più ‘accessibile’ ai miei sogni. Non per sminuire Cameron naturalmente).
Una storia di coinvolgimenti e di scoperte, una bella scrittura e un’atmosfera giusta.
Forse i personaggi non sono tutti centrati, nel senso che lo sono ‘troppo’, e forse questa è l’unica pecca che riconosco a Cameron in questo romanzo.

Lyle è invitato a trascorrere un week end nella casa in campagna di una coppia di amici, Marian e John. Decide di presentarsi insieme a Robert, un ragazzo conosciuto da poco e di cui si è invaghito. Continua a leggere “Il weekend – di Peter Cameron” →

Il succo del discorso

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“C’era questo tizio, no, vestito di verde, che se ne andava in giro come se fosse il padrone del mondo. Aveva due piedi enormi, forse un 46, e le gambe lunghe. Camminava un po’ storto, come se una gamba volesse andare da una parte e l’altra dalla parte opposta. In mano aveva un pacchetto, una cosa tipo quei vassoi di pasticceria, quelli legati con il cordino rosa che forma un’asola che ci puoi infilare il dito e reggerlo mentre cerchi le chiavi in tasca e apri la porta.”

E via così per cinque minuti, o tre pagine (se si sta scrivendo, anziché parlando).
Ok, ma cosa faceva ‘sto tizio? Cosa stiamo raccontando?
Dove vogliamo andare a parare? Continua a leggere “Il succo del discorso” →

L’uomo nero e la bicicletta blu

l'uomo nero e la bicicletta blu

Nel titolo, con questo strano abbinamento, si trova un condensato dei significati che troviamo in questo romanzo di Baldini, ambientato come sempre nella bassa padana.
Siamo negli anni sessanta e Gigi ha dieci anni, un fratello strano e una famiglia che sta diventando povera. Il suo desiderio più grande è possedere la bicicletta blu che ha visto in una vetrina del paese e sta mettendo da parte ogni spicciolo per poterla comprare. L’atmosfera rurale è la solita che troviamo nei romanzi di Baldini, ma i personaggi di paese con la loro stramberia e una scrittura a tratti comica, sono tratti che non conoscevo di questo bravissimo autore. Continua a leggere “L’uomo nero e la bicicletta blu” →