Tipi da spiaggia

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Qualche giorno fa ero in spiaggia. Non si stava male devo dire, ma questo non è il succo del post.
Proprio quel giorno iniziava la ‘settimana letteraria’ (i libri m’inseguono fin sull’arenile), quindi alle 17,30 ho preso posto al bar per ascoltare la presentazione. L’autore era un nome a me già noto, con cui ho avuto uno scambio epistolare qualche tempo fa. L’ho avuto con tanti quindi non fate gli Sherlock della situazione.
Volevo rendermi conto se la mail corrispondeva all’uomo. Della sua scrittura sapevo già, quello che m’interessava era proprio il confronto scrittore/persona.
Purtroppo è un vincolo da cui non riesco a liberarmi. Con gli scrittori del passato non mantengo questo pensiero, ma con i contemporanei italiani (che magari ci capita di incontrare o di relazionarci) non posso farne a meno.
Se l’uomo non mi convince, difficilmente mi convince la sua scrittura.
Lo so, vi state alzando dalle sedie sbattendo i pugni sul tavolo.
So già tutto: Céline era un antisemita, ma il suo Viaggio al termine della notte non si può certo buttare nel cesso. E io mica lo butto. Ormai Céline è andato e con lui i suoi pensieri politici e umani.

Di un autore dobbiamo guardare la scrittura. Sono d’accordo.
Ma se lo scrittore in una mail mi scrive (appunto. è scrittura pure questa no?. comunicazione) cose che mi urtano molto, se assume un comportamento da ‘unto dal signore’, io sono tentata di mandarlo al diavolo. Ma siccome sono educata non lo faccio e mi limito a non leggerlo.
In questo caso avevo già avuto un campione della sua scrittura e devo dire che non è proprio il mio ideale, e anche l’altra sera, durante la lettura di un suo racconto, ho avuto la conferma di non essermi sbagliata.
E parliamo di un autore che ha già scritto 21 libri (mi pare abbia detto). Ventuno!
Il racconto che hanno letto potrebbe essere scritto in un blog, avrebbe un suo pubblico e un suo consenso (magari lo leggerei pure io e potrei trovarlo ‘divertente’). Ma in un blog, non in un libro. Insomma.

Dall’altra parte, cioè da quella dove sono io, esistono autori che scrivono racconti originali, che sanno guardare il mondo e la vita, che usano una scrittura curata ma leggibile, che non scrivono d’idiozie e che sanno reggere un dialogo. Ma questi autori non sono pubblicati.
Perché?
A me queste cose fanno girare molto le palle, ve lo devo dire.
Io credo che gli editori (non tutti, ma molti) si stiano omologando e che lo stiano facendo al ribasso.

Uno di questi autori lo potete leggere qui

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