Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili

Olivia Paola Calvetti

Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili

Paola Calvetti

Mondadori, 2012

Un altro prestito bibliotecario. A volte entro e prendo il primo libro che trovo, leggo la quarta e decido di portarmi a casa il libro.
Anche per Olivia è accaduto così. Paola Calvetti non l’avevo mai letta; il nome mi era noto però.
Dalla sua bio scopro che ha fatto parecchie cose, anche scritto per la Rai e curato l’ufficio stampa della Scala e la comunicazione di aziende.
Sa scrivere, questo è indubbio.
Una bella penna fluida, vocaboli che cercano di innalzarsi pur senza pretenziosità.
Il testo scorre ma la storia è scontata. Definirlo ‘lettura da ombrellone’ si potrebbe, ma non voglio dire sempre le solite cose.
Diciamo che è una storia banale che potrebbe scrivere una ragazzina assetata d’amore e di ‘casi della vita’ e ricorre il buon finale.
La protagonista è appena stata licenziata, si trascina nella neve con la sua scatola degli oggetti personali che aveva in azienda e arriva in un bar tabacchi. si siede a un tavolo e passa colà tutta la giornata.

In parallelo scorre una storia di un “lui” che capiamo da subito dove andrà a parare e infatti i due alla sera si trovano a una festa (dove nessuno dei due voleva andare ma poi decide che sì, perché no) e rimangono folgorati l’uno dell’altra e viceversa.
Una tipica storia adolescenziale, anche se i protagonisti non lo sono più. Una commedia rosa che potrebbe essere un film per ragazzine in cerca di consolazione. Molti si ritroveranno in Olivia (a chi non è mai andato storto qualcosa?) ma ‘ritrovarsi’ non è l’unica cosa che cerchiamo in un libro.
Non è facile essere originale, lo so. Ormai le storie sono già state tutte scritte; è vero pure questo.
Però questa è già stata scritta troppe volte.
Io non sono contraria alla letteratura d’intrattenimento. Amo anche i libri che fanno sorridere, i libri ironici, quelli divertenti. Abbiamo avuto anche noi dei grandi autori. Mi viene in mente Campanile e Flaiano, tanto per citare i più noti. E, se vogliamo uscire dall’Italia, non posso evitare di nominare Pennac. I loro sono libri che paiono solo divertenti, umoristici, ma sono scritti con grande maestria, con arte.
Però, anche nell’umorismo, mi piace trovare un guizzo, un tratto distintivo.
Stessa cosa anche nelle storie d’amore (se leggessi un libro che è dichiarato tale), nelle commedie rosa.
In Olivia non ho trovato guizzi. Peccato, la Calvetti poteva osare di più.

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2 pensieri su “Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili

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