Scrivere un diario

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Mai pensato di farlo. Da bambina ne avevo uno molto carino, di certo un regalo di compleanno, e lo usavo per conservare i disegni fatte dalle compagne di classe: due pagine per ognuna con disegno e dedica.
Da adolescente usavo solo quello di scuola per segnarci lezioni e compiti; a volte copiavo qualche frase scritta con i pennarelli colorati, tipo: “Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo”, frase imputata a Jim Morrison ma che è di Seneca. Fa nulla, è una bella frase.
Le mie esperienze con la scrittura di un diario sono queste.
Fino al 2011, quando scrissi un intero libro con questa forma; ritenni che fosse l’unico modo per mostrare le modifiche del comportamento e delle emozioni. Mettere la data ai sentimenti li rende immortali.

Spesso qualcuno arriva a questo blog digitando la frase “scrivere una pagina di diario” (in passato ho partecipato a due iniziative e ho postato qui le pagine scritte). Deduco sia un compito dato da una prof che vuole educare i suoi allievi alla scrittura intimistica. Il fatto che venga digitata così spesso la frase, mi suggerisce che non tanti siano avvezzi a questa pratica, proprio come me.
Come si scrive, quindi, un diario?
Senza porsi problemi, mi verrebbe da dire. Ci si lascia scivolare sulla pagina e si formano le parole direttamente sulle emozioni.
In modo naturale.
Ma chi non sapesse gestire il ‘modo naturale’?
Scriverebbe un diario stentato, senza profondità, un testo che lascerebbe un eventuale lettore a bocca asciutta e forse un po’ annoiato.
Si può imparare a scrivere un diario?
Credo di sì, come ogni altra forma di scrittura (scrivere una rubrica su un blog, scrivere un testo informativo, scrivere una lista), ma la forma del diario (se si vuole renderlo pubblico, anche solo per un insegnante) deve avvicinarsi alla forma letteraria, deve affascinare, emozionare. Se non ci cadi dentro, il lettore ne starà fuori.

* l’immagine proviene da qui e penso sia una lettura interessante

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2 pensieri su “Scrivere un diario

  1. sono giorni e giorni che penso a questo post…
    ieri ho letto alcune pagine passate del mio ultimo diario… a parte la mancata costanza… alle volte sono di una banalità paurosa!
    e mica sono così infantile quando scrivo in altri frangenti.
    una cosa tipo “sysssss esci da quel corpooooooo”…
    terribile.

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