Ogni scarrafone è bello ad autore sojo

Wichbabe

Mi convinco sempre più della benevolenza con la quale ci leggiamo, leggiamo i nostri testi.
Se mi guardo in giro, proprio da qui, dallo schermo del mio compagno, mi accorgo che in giro c’è molta (molta, molta. come dite voi molta?) fuffa.
Trovo testi zoppicanti sia nell’ortografia sia nel tessuto della storia.
Trovo testi che mi affatica leggere e che spesso mollo dopo le prime righe, tanto la loro lettura mi risulta ostica.
Eppure, poco dopo, trovo quegli stessi testi, o i loro fratelli, pubblicati da un editore.
Mi chiedo come sia possibile che qualcuno abbia trovato degno di lettura una storia raffazzonata alla meglio e piena di banalità.

Poi apro un mio file e lo rileggo: qualcosa sto sbagliando e voglio capire cosa.
Il mio testo mi piace.
Deduco, perciò, che ognuno trova bello ciò che scrive, ma questo non significa nulla.
Anzi, significa che non sappiamo capire, che siamo fuori strada.
E poi deduco che a ognuno piace ciò che comprende e che, come a me risultano incomprensibili certe storie, agli altri sembreranno incomprensibili le mie.

Mi pare, però, che ormai si pubblichino le stesse storie: romanzi di formazione in cui adolescenti musicofili con sorelle odiose innamorati della bella del liceo, affrontano mille difficoltà per arrivare a capire che crescere è una lotta – questi funzionano bene se hanno un ‘linguaggio irriverente’, un ‘approccio duro’ e se ti accolgono come un pugno nella cistifellea della grammatica -, oppure romanzi buonisti, in cui i buoni sentimenti sono spalmati sul pane della retorica, ma anche romanzi in cui donne in carriera (ovvio, che le ‘donne in corriera’ non se le fuma nessuno), indecise tra l’acquisto di un Christian Laboutin con tacco a stiletto e un Manolo Blahnik di camoscio fucsia – ambedue sugli 800 euro – li acquistano tutti e due, giusto per non saper né leggere né scrivere.

Ecco, questo è il dubbio che mi sovviene: c’è ancora qualcuno che sa leggere davvero?
Su quelli che sanno scrivere il dubbio l’avevo già.

Annunci

10 pensieri su “Ogni scarrafone è bello ad autore sojo

  1. Finora, tra i tanti libri che leggo (al 99% thriller, che adoro), me ne è capitato solo uno che aveva un editing terribile, con refusi e un paio di grossi errori ortografici.
    Segno che anche le case editrici stanno risparmiando sugli editor.
    Per quanto riguarda quello che leggo in giro, più che altro su FB, concordo con te. Poi non so se sia perché abbiamo gli stessi gusti oppure no. 😀
    Appena incontro un errore ortografico, mi fermo e vado altrove. E’ più forte di me.
    Non puoi considerarti scrittore se non conosci la lingua in cui scrivi, secondo me.
    Anche a me quello che scrivo piace e magari agli altri no, però è corretto!

    Mi piace

  2. Beh, direi che serve un’educazione alla lettura, però io credo che poi ci siano anche lettori e lettori.
    C’è chi ormai legge da così tanto che non tollera più certe cose e ha uno standard molto alto.
    C’è chi appena incontra uno o due refusi si intossica la lettura e non riesce più andare avanti, chi come me si intossica quando vede un e-book formattato male e lo cancella dopo la decima pagina letta ignorando completamente il testo. Mi è capitato con e-book anche comprati e pagati 99 centesimi. Per quelli più costosi vado coi piedi di piombo e mi scarico l’anteprima e poi valuto.
    C’è chi ignora refusi, mal formattazione e va avanti fino all’ultima pagina e poi pensa “beh, quanto tempo ho perso”, oppure “bello, peccato per i refusi e la mal formattazione”.
    C’è chi non legge mai e quindi ha ancora molto da raffinare il suo gusto e chi che a 9 anni non ne vuol sentire proprio di leggere e si indispone se gli piazzi un libretto anche piccolo davanti… 🙂

    Mi piace

  3. Che ci sia una sorta di indulgenza per le cose che ognuno di noi scrive è fuori di dubbio, ma c’è sempre un modo per sapere se quello che si è scritto può piacere o meno, pubblicarlo, non credi?

    Il blog credo che sia un’ottima fucina, un laboratorio perennemente in ebollizione, sia per la scrittura sia per il consenso. Nei miei quattro anni di vagabondare tra e con le parole, lasciando da parte i commenti compiacenti che, aggiungo, per fortuna ci sono e guai se non ci fossero, la complicità e la condivisione che ne è venuta fuori più di una volta mi ha dato la forza per continuare in un percorso che malgrado tutto, non sono mai riuscito a chiarirmi del tutto e dirlo dopo tutto questo tempo, è davvero strano, ma questo è un altro discorso.

    Di persone che mi hanno incantato con la loro scrittura ne ho trovate ben poche. Amo la scrittura immediata, in altre parole quella che non mi obbliga a ritornare a rileggere perchè non ho capito bene cosa c’è scritto, ma un blog non richiede una particolare formazione letteraria, tolti gli errori d’ortografia, il resto va sempre bene. Quando si scrive un libro invece dovrebbe essere diverso, come giustamente hai detto tu, ed è la domanda che mi pongo spesso quando vado in una libreria e mi perdo tra gli scaffali pieni zeppi di libri.

    Ma quanti scrivono, mannaggia!!!

    E’ tutta una questione personale immagino, ma oggi esiste anche un altro aspetto per niente trascurabile, molti scrittori nascono sull’onda della loro visibilità magari in altri campi e allora c’è il libro del calciatore, del comico, del cantante, del conduttore e via dicendo.

    Se mai lontanamente dovessi accarezzare l’idea di diventare a mia volta uno scrittore, ho idea che il percorso sarebbe troppo lungo e arduo, non tanto per ciò che potrei proporre, trovata un’ottima correttrice di bozze, qualche raccontino riuscirei e metterlo insieme, ma per tutti quei percorsi ad ostacoli che dovrei affrontare e non ultimo, trovato l’editore, la sgradevole sensazione di vedere il mio bel libro, con una bellissima copertina, ovviamente, prendere polvere sugli scaffali di una libreria, come dire, la soddisfazione per la pubblicazione c’è stata, per essere ancora un Arthur come tanti e immagino che a tanti oggi succeda proprio questo, quindi che ci siano refusi o orrori di ortografia, cosa importa?

    Ps: dovremmo sentirci! 🙂

    Mi piace

  4. Sai cosa Arthur? secondo me il blog è un arma a doppio taglio. può essere un’ottima palestra, ma solo fino ad un certo punto.
    considera che ogni blogger ha il suo “giro” di lettori e che a sua volta legge. in linea di massima si è per certi versi “amici”.
    un “amico” o presunto tale, non verrà mai a scriverti “Arthur, ti voglio bene assaje ma sta cosa che hai scritto qui m ha fatto morire di noia alla quarta riga”. se va come nel 90% dei casi ti scrive comunque un qualcosa che ti faccia piacere, se proprio hai scritto una fetecchia non commenta. per garbo o educazione.
    ma in linea di massima nessun lettore va in un altro blog a stroncarne il testo, (anche se il testo meriterebbe) perché ci sarebbe l insurrezione dell autore e della sua Corte di fedeli. quindi il blog non è un valido parametro di valutazione del talento.

    Mi piace

  5. Hai ragione cara Sys, ma non ho mai pensato e neanche scritto che il blog fosse un valido parametro di valutazione del talento. Ma anche la scrittura ha bisogno di “esercizio” e il blog in questo aiuta, nient’altro. Ma io parlavo d’altro. 🙂

    Mi piace

  6. Una questione importante secondo me, parlando di testi poetici, è che molti autoincensanti poeti si aggirano in pubblicazioni, recite, ecc. da cui spesso fuggo costernata. Molti che scrivono non leggono quasi poesia, basta vedere le statistiche di vendita dei libri di poesia, in Italia abbiamo molti più poeti di lettori. Hanno un pensiero “alto” e si sentono molto nutriti da questo, pensano di essere dei geni per aver fatto qualche bella poesia strappalacrime che poi vai a vedere non ha una forma retorica, forse qualche vetusta rima baciata, un arcaico linguaggio. Se poi approfondisci ti senti dire che loro le poesie non le lavorano caldeggiando il fatto che il genio artistico debba fuoriuscire al momento. Ed io penso alla versione originale di “Ed è subito sera” di Quasimodo, all’Infinito di Leopardi, a Montale, ecc. e penso che molti dei nostri titolati poeti defunti si rigirino parecchio nella tomba.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...