Tra facebook e twitter

torta

Ho notato alcune differenze marcate tra i due social. Faccio esempi banali, come certe sere in cui c’è un evento in tv; una trasmissione importante – quella che tutti dicono di non sopportare  e che invece seguono – come il Festival di Sanremo, ma anche un evento come le puntate di The Voice, hanno un seguito importante su Twitter, con gente che rilancia in continuazione i tweet e che crea hastag fantasiosi. Me ne sono accorta per caso, aprendo l’app del social e imbattendomi in questo fermento. Continua a leggere “Tra facebook e twitter” →

I dialoghi annoiano?

Dialoghi-Fiacchi Snoopy

Dipende.
Spesso, prima di acquistare – o prendere a prestito – un libro che non conosco, uno di cui non sapevo nulla prima di vederlo su uno scaffale in libreria – o in biblioteca -, lo sfoglio. Prima la quarta di copertina e i risvolti, ovvio, ma il passo successivo è sfogliare il volume. A cosa serve questa operazione? A rendermi conto del ‘peso’ del testo: se le pagine sono fitte, senza a capo che dividono i paragrafi, e il respiro, e senza la diluizione dei dialoghi che arieggiano la pagina, sono tentata di non leggere il libro. Tentata ho detto, che poi dipende anche dal libro e da chi l’ha scritto.
Però, quello che voglio dire, è che il testo arieggiato ha più presa sulla mia immaginazione. I dialoghi servono, ci vogliono. Continua a leggere “I dialoghi annoiano?” →

La famiglia perbene – un racconto

 

Il dottore mi scruta in silenzio; lui pensa che io stia dormendo perché me ne sto ferma e tengo le ciglia abbassate. Ha l’aria seria e concentrata e un modo di fissarmi che non capisco bene.
Dottor Guerrina, si chiama: c’è scritto sulla targhetta che ha sul camice e poi l’ha detto anche l’infermiera: “Sei stata fortunata. Il dottor Guerrina è bravissimo, uno dei cardiologi migliori dell’ospedale. Non fa mai servizio al Pronto Soccorso ma stasera ha fatto un favore a un amico. Se non c’era lui…”.
Potevo morire, questo l’ho capito. Ho avuto una specie di arresto cardiaco, così mi pare di avere sentito, ma il dottor Guerrina mi ha rianimata e mi ha impedito di morire. Anche se mi ha salvata, non credo di essergli simpatica, lo capisco da come mi guarda.
“Stanno arrivando i tuoi genitori” dice Guerrina di fianco al mio letto.
“Poi mi lascerà andare a casa?” chiedo con una voce che non sembra la mia. Lui mi guarda in viso, guarda il mio corpo coperto dal lenzuolo bianco con la scritta “Ospedali riuniti Spa – Manutencoop” in azzurro e poi ritorna al mio viso. So cosa pensa di me, una tredicenne in reggiseno, minigonna e stivali bianchi a tacco alto, in giro da sola di notte. Ma non c’è solo questo. È il resto che mi preoccupa. Continua a leggere “La famiglia perbene – un racconto” →

Ogni scarrafone è bello ad autore sojo

Wichbabe

Mi convinco sempre più della benevolenza con la quale ci leggiamo, leggiamo i nostri testi.
Se mi guardo in giro, proprio da qui, dallo schermo del mio compagno, mi accorgo che in giro c’è molta (molta, molta. come dite voi molta?) fuffa.
Trovo testi zoppicanti sia nell’ortografia sia nel tessuto della storia.
Trovo testi che mi affatica leggere e che spesso mollo dopo le prime righe, tanto la loro lettura mi risulta ostica.
Eppure, poco dopo, trovo quegli stessi testi, o i loro fratelli, pubblicati da un editore.
Mi chiedo come sia possibile che qualcuno abbia trovato degno di lettura una storia raffazzonata alla meglio e piena di banalità.

Poi apro un mio file e lo rileggo: qualcosa sto sbagliando e voglio capire cosa. Continua a leggere “Ogni scarrafone è bello ad autore sojo” →

Cosa c’è di buono oggi

Intanto questo post nel blog di Paolo Zardi (molto lungo, ma vi consiglio di prendervi sette caffè, che una sola pausa non basta e il post merita. se il caffè vi agita, mangiate sette cioccolatini: ne beneficerà anche il vostro umore, ma non la vostra bilancia. la vita, purtroppo, è fatta di scelte):

Il buon lettore, l’eccellente lettore – una chiacchierata con Gianfranco Franchi. Continua a leggere “Cosa c’è di buono oggi” →

La mia esperienza da self-publisher

Ci penso da un po’ e qualcuno mi ha pure chiesto se avevo qualcosa da dire, se consiglierei l’esperienza, come mi sono trovata con Narcissus eccetera.
Così mi sono decisa e tenterò di scrivere qualcosa sul self-publishing del dopo.
Del prima scrissi qui. E del romanzo La centesima finestra, che ho [auto]pubblicato ho scritto qui.

Intanto, come sta andando il self-publishing dopo un anno? Ce ne parla Antonio Tombolini in questa intervista su Affari Italiani.

Come sono andate, invece, le cose per me? Continua a leggere “La mia esperienza da self-publisher” →

Le buone notizie

differenze_romanzo_racconto

Non sono tanto buone a ben pensarci.
Ho riletto tutti i miei sedici racconti (sedici racconti per un totale di 76 pagine) e non ho trovato nulla da aggiungere. Da togliere men che meno. E ci mancherebbe! Già sono ridotti all’osso.
Niente da aggiungere, e pochissimo da modificare: due virgole e un aggettivo forse. Continua a leggere “Le buone notizie” →