Come iniziare la stesura di un libro

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Il titolo proviene dalle frasi digitate su google e che hanno portato visite a questo blog.
Qui trovate altre frasi e altri ‘consigli’ di scrittura. L’ultimo, tra l’altro, è Come impostare la stesura di un libro, titolo quasi uguale a questo. Forse tra le due cose non c’è differenza, però si può sempre aggiungere qualcosa. Vedremo se è vero, se aggiungerò o mi ripeterò.

Come iniziare la stesura di un libro.
Ci sono molte possibili soluzioni, modi di approcciarsi a questo libro che vive nella nostra testa.
Per prima cosa io direi: raccogli il materiale.
Che significa?

Supponiamo che il libro che dobbiamo scrivere sia un saggio sull’uso delle pinzette per sopracciglia. Per iniziarne la stesura, dovremo prima documentarci: Da quanto tempo esistono le pinzette? Chi le ha inventate? Come sono state accolte dal pubblico? Che successo hanno ora in tutto il mondo? Come si sono evolute con il passare degli anni? Ne esistono diverse versioni, una per ogni paese?
Dobbiamo ricercare le immagini, possibili grafici con statistiche, rendimenti e altro.
Insomma, dobbiamo prepararci ad affrontare il nostro argomento e a trattarlo adeguatamente.

Perché, quindi, non dovremmo fare la stessa cosa prima di iniziare la stesura di un romanzo?
Ma dove le troviamo le notizie che ci servono?
Non basta dire: Mary e Joe si trovano in auto in una notte di buio e fulmini. All’improvviso i freni non rispondono e l’auto finisce fuori strada e scivola in una scarpata. Joe muore e Mary, ferita e sanguinante, arranca per risalire e tornare sulla strada dove spera di trovare qualcuno che l’aiuti.
Chi è Mary? Chi è Joe? Da dove vengono? Che rapporto c’è tra loro? chi sa che sono in giro in auto di notte? Stanno scappando o andando? Cosa hanno combinato prima di finire lì?
Poi ci servono le ‘foto’ dei due, la foto del panorama, die luoghi da dove provengono.

E queste sono solo le prime cose. Dove pensate di procurarvele? Ovvio, nella vostra mente. Ma, allora, direte, se ho già tutto nella mente a cosa serve questo lavoro?
Serve a rendervi consapevoli di ciò che sapete e di ciò che NON sapete. Serve a farvi conoscere le persone di cui andrete a raccontare. Serve a capire come sono e come reagiranno agli imprevisti che state preparando per loro.
Prima di iniziare la stesura di un libro occorre pensarci molto.
La prima domanda è: Perché?
Se avete una buona risposta, potete procedere con le altre domande.

* l’immagine proviene da qui. O forse dalla vostra testa…

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4 pensieri su “Come iniziare la stesura di un libro

  1. Lasciami dire, in tutta amicizia e serenità, che sono fortemente contrario (per quel che può valere la mia forte contrarietà :D) a post di questo tipo. Gli scrittori lo sanno già, e chi è destinato a diventare scrittore lo imparerà leggendo buoni libri. A che scopo “insegnarlo” a un’altra miliardata di ambiziosi e mitomani? Per regalare altra carne da tritare agli editori a pagamento? Per intralciare noi stessi, quando mandiamo i nostri scritti a redazioni già intasate per colpa di costoro? (O vederceli poi passare davanti se sono figli d’arte, mogli d’arte, figli di papà, figli di puttà?) Scrivere le proprie cosucce è un bellissimo sfogo consentito, ovviamente, a tutti. Ma essere scrittori non è un obbligo, e non lo ordina nessun dottore… 🙂

    Un abbraccio.

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    1. Non che volessi proprio ‘insegnarlo’. Il mio è un pour parler da mattina feriale. Le mie parole potrebbero servire, forse, a un confronto con chi usa altri metodi. Tanto chi cerca queste frasi su google è solo alla ricerca della bacchetta magica non di un metodo che costi fatica. Quando anche leggessero, si limiterebbero a una scrollata di spalle e penserebbero: a cosa serve tutta ‘sta roba? io so già cosa devo scrivere.
      Se ci passano davanti, cosa che a me succede regolarmente, non è certo perché hanno letto i miei post. Se sono figli d’arte non hanno bisogno di questo 😉
      Io non manderò più i miei scritti mi sa. Sarò una indie free per sempre.

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      1. Sì, in effetti anche il mio “mandare” era un pour parler.
        Anch’io non voglio mandare più niente, sia perché spero di aver trovato il mio Editore ideale e definitivo, sia perché “gli altri” si sono chiusi talmente a riccio che ormai o non rispondono neanche più oppure ti “pregano” preventivamente di non spedirgli un cavolo di niente (ché tanto la cacca commerciale se le fabbricano in proprio: molto più economico).
        E poi hai ragione anche sull’altra cosa: i “figli di” non hanno bisogno di nulla, nemmeno di chiedere favoritismi. In italiA li si dà per scontati…

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