Come impostare la stesura di un libro

scrivere un libro“Impostare la stesura di un libro” è una faccenda impegnativa.
Impostare significa gettare le basi, preparare gli ingredienti, metterli in fila affinché sia più facile prenderli e usarli, significa pesare le giuste quantità e soprattutto significa dare il giusto peso a quella voce “q.b.” che significa molte cose, soprattutto che non beccheremo mai la dose perfetta.
Se pensate di essere capitati in un blog di cucina, vi invito a pensare alle affinità esistenti tra la medesima e la letteratura: intanto ambedue sono pratiche artistiche, misteriose e piene di segreti. E poi, cos’è che tutti cercano quando digitano queste frasi su internet?

Ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Chi digita queste frasi cerca la ricetta segreta, quella perfetta, quella sconosciuta a tutti ma che verrà rivelata a lui, per comporre, creare, cucinare un libro.
La ricetta non esiste. Non ne esiste solo una e non è mai perfetta. Finché non l’avremo elaborata e aggiustata sui nostri insuccessi, sui romanzi bruciacchiati, troppo salati, con un sugo sciapo, poco amalgamato e una presentazione banale con le pagine buttate sul vassoio a casaccio.

Finora ho celiato, ma non così tanto come potrebbe sembrare.

La verità è che la stesura di un libro richiede molta cura e pazienza e non esiste davvero la ricetta perfetta.
Ogni libro necessita di un diverso metodo; non esiste il metodo universale. La scrittura non è un telecomando.

La mia esperienza non è molto vasta, ma qualcosa ho ‘paciugato’ e ora sono alle prese con un secondo romanzo.

Avere portato alla fine il primo (bene o male ora non ci interessa: arrivare alla fine è già un lavoro degno di nota e soddisfazione) non mi ha fornito nessuna patente. Il secondo romanzo si è presentato con calma e sembrava una faccenda abbordabile, ma si è presto rivelato un abile mentitore. La storia è complessa e le voci narranti (una non bastava: chi scrive è propenso a complicarsi la vita) la complicano ulteriormente.
In più ci mettiamo anche uno svolgimento a singhiozzo, con continui flashback e salti temporali.

Anche stavolta ho compiuto diversi errori di percorso, contraddicendo perfino alle mie stesse istruzioni.
Qualcosa, però, sono riuscita a capire e per il prossimo romanzo penso di muovermi nel modo che ora definirò, stilando un mio personale metodo di “impostare la stesura di un libro”:

Intanto lo chiamerò romanzo, perché non posso definire un metodo per scrivere un saggio o altro. Parliamo di storie, romanzi e racconti.

1- scrivere una sinossi, la stessa che mandereste a un editore. Es: “Una bella ragazza vive insieme alla matrigna e alle due sorellastre, molto più brutte di lei. La matrigna, temendo la sua bellezza, la costringe sempre tra le ceneri del focolare e la nasconde alla vista altrui, soprattutto a quella di ipotetici principi. Ma una sera, al gran ballo di Corte, dove le sorellastre sono presenti e agghindate come due uova di Pasqua, si presenta una ragazza stupenda di cui il Principe si innamora all’istante. A mezzanotte, la bellissima fugge perdendo sullo scalone del castello una scarpetta di vetro. Il Principe la raccoglie e manda un messo in cerca del piedino che si infilerà in quella bella scarpetta. Le sorellastre apprenderanno con grande sorpresa che la bellissima ragazza è proprio lei, la Cenerentola di casa, e il principe la porterà al castello dove vissero per sempre felici e contenti”.

2- partendo dalla sinossi, dividerla in possibili capitoli.

3- con i capitoli, composti da una frase della sinossi iniziale, iniziare un lavoro di possibile suddivisione in tre sottocapitoli.

Es: Una bella ragazza vive insieme alla matrigna e alle due sorellastre: scena uno – una scena in cui cenerentola subisce i rimbrotti della matrigna perché la cucina non è ben pulita. scena due – le sorellastre chiedono (impongono) alla sorella di lucidare le loro scarpette (misura 43) e, a servizio finito, la rimproverano perché non ha fatto un buon lavoro e le danno dei vestiti da allargare, lavare e stirare. scena tre – Cenerentola, da sola,a ccanto alla cenere del camino, pensa alla vita grama che deve fare e ai bei tempi quando la mamma era ancora viva.

4- se un capitolo è scarno, integrare con altre scene e possibili sviluppi.

5- quando la struttura sembra soddisfacente, possiamo iniziare la scrittura dilatando questi abbozzi iniziali.

6- fare le schede personaggi.

7- scrivere la scaletta.

8- buttare tutto perché non ci soddisfa e scrivere a braccio.

Il punto 8 è molto probabile, ma di certo la scrittura va iniziata quando si hanno un po’ di idee chiare. La vera scrittura è quella che si fa prima di sedersi alla scrivania. Un romanzo va pensato e va anche amato.
I personaggi, che all’inizio sono sfumati, dai contorni incerti, vanno osservati e compresi, dove compresi non significa “scusati” per ogni nefandezza che possano compiere, ma, appunto, capire che certe nefandezze sono possibili in loro.

Quindi, ho capito come dovrei muovermi, ma non è detto che lo farò. Qualcosa di buono in quanto ho suggerito, comunque, c’è. Chi si appresta alla stesura di un libro può scegliere di seguire alcune cose tra quelle elencate, ma può anche decidere di non seguirle affatto.
Ognuno scriva il suo libro.

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5 pensieri su “Come impostare la stesura di un libro

      1. perché quel punto 8 m ha fatto sorridere!
        perché… se fossi tipo una maestra, saresti seduta in una sorta di cerchio con gli allievi e non dietro una cattedra. 🙂

        Mi piace

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