Il petalo cremisi e il bianco

petalo cremisi e il bianco

Incredibile, no? Ho terminato la lettura di questo romanzo, Il petalo cremisi e il bianco, di cui ho già parlato qui senza svelare il titolo. Un romanzo di quasi 900 pagine si mostra ai miei occhi come un deterrente alla lettura, come ho già detto più volte. Ma con la complicità (e leggerezza) del reader ho ignorato la faccenda.
Le prime pagine, con queste descrizioni particolareggiate di pratiche igieniche (poco) e anticoncezionali dal dubbio effetto ma dalla repulsione assicurata, mi avevano disturbata. Ma ho deciso di proseguire.
Senza dubbio il romanzo è scritto bene e l’autore Michel Faber ha compiuto un’accurata ricerca, la stesura ha richiesto venti anni mi pare, sull’epoca vittoriana.
La storia è cosa già sentita, la prostituta che viene portata nei quartieri alti e si redime, ma il modo in cui Faber ce la porge, con quel ‘tu’ che spinge il lettore a seguirlo in vicoli in cui non sarebbe mai entrato, è originale ed efficace.
Il finale lo trovo carente, nel senso che proprio manca del tutto, e questo mi ha un po’ disturbata. È vero che il finale aperto lascia piena libertà al lettore di immaginare cosa potrebbe accadere, ma questo è proprio spalancato. Sul vuoto.

Inoltre, pur con questa bella e accattivante scrittura, questo ‘occhio’ puntato sui personaggi che ti spinge a proseguire, il romanzo manca di un convincimento totale dell’autore. Non convincimento della storia e dell’epoca, o della voce narrante.

Convincimento nel senso di immersione. Lo scrittore deve mostrarci i fatti, entrare nei personaggi, ed è vero che ci vuole il giusto distacco, ma è anche vero che se non si entra nel cuore di chi sta vivendo le cose, non si arriva al cuore dei lettori.
Ecco, mi pare che Faber, in questo testo, negli altri non so, abbia mancato un po’. La storia è un bell’insieme di cose, di persone, di accadimenti. Però. Ci sento un però, ecco.

Faccio un esempio, così forse riesco a spiegarmi meglio.
Verso la fine, quando Sugar, la nostra prostituta redenta, capisce che lui sta per cacciarla dalla sua casa, e lei gli infila un biglietto sotto la porta chiedendogli un confronto, un chiarimento, biglietto al quale lui risponderà negandole ogni cosa, lei non avrebbe preso la sua decisione supinamente senza ribattere. Sugar avrebbe combattuto a mio parere. Secondo me, qui Faber ha tradito la sua protagonista.

Forse lui aveva l’idea di lasciare un finale così campato in aria per proseguire e realizzare una trilogia e forse io non ho capito niente.

Conclusione: libro interessante per molte cose e di buona presa se mi ha convinta ad andare avanti fino alla fine. Carente in alcuni punti, ma leggibile.

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Un pensiero su “Il petalo cremisi e il bianco

  1. Ummmm già ero insicura se prenderlo…. ora lo sono ancora di più. Ovviamente poi la cosa diventa soggettiva come in ogni ambito, a non tutti può piacere lo stesso libro, magari ne resto entusiasta. Mah,.. boh 🙂
    Buona serata e buona domenica Morena
    Ciao, Pat

    Mi piace

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