Incertezza

Vorrei postare la pag 69 del mio romanzo, come suggerito da Wish aka Max in questo post, e secondo le indicazioni di  Marshall McLuhan: per decidere se comprare o meno un libro, un metodo infallibile è quello di aprirlo e leggerlo a pagina 69. Se quella pagina piace, molto probabilmente piacerà anche il resto del libro.
Ma vorrei anche scrivere un post intelligente, finire il romanzo da 800 e più pagine (ne mancano una ventina), correggere una cosa che ho scritto.
Il tempo, però, è uggioso come certe persone e favorisce un’apatia fastidiosa. Quindi, non farò nulla di quanto su espresso.

Volevo solo dirvelo 😉

Stanotte, o forse era ieri sera, ho avuto alcune intuizioni sul testo che sto scrivendo e ora vorrei metterle in pratica. Forse è questo che mi blocca.
A volte credo di pensare troppo.

Mi guardo intorno e vedo gente che non pensa affatto, o meglio non pensa sulle cose importanti, non pensa prima di aprire la bocca e dire fesserie. Gente che non si preoccupa degli altri e del loro sentire, che fa caso solo al proprio.
Come c’è gente che legge supinamente, senza ascoltare le parole e senza soffermarsi sul loro significato.
Nel frattempo, proprio a inizio anno, o meglio a fine anno, ma i due momenti coincidono, no? ci sono aziende, case editrici e agenzie letterarie (ho notizie di Aìsara e di BooksDreamer che è presente su questo blog in un’intervista) che chiudono. Questo è un segnale preoccupante (ma preoccupati dovevamo esserlo già da prima), perché per ogni chiusura corrisponde un restringimento di possibilità e di cultura. È nella pluralità delle offerte che si trova l’apertura della mente.

* la notizia di Aìsara non la trovo più e non posso linkarla.

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3 pensieri su “Incertezza

  1. Il Max ti dà questi consigli? uhm…io ci credo poco a questa storia del 69. Vuol dire che se il libro sarà ristampato in un altro formato la pagina 69 diventerà la 82 o la 54. Niente da fare,non ci credo, preferisco basarmi sulla prima pagina

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  2. Credo che in generale sia una situazione preoccupante, aumentano di giorno in giorno le aziende che chiudono ed è un po’ come toglierci un’occasione, che sia culturale o sociale poco importa.

    Invece quello che mi lascia perplesso, al di là della marea di blog dove lo scrivere diventa uno stile di vita, anche se poi ciò che si raccoglie sono spesso dei testi lunghissimi e noiosi, è questo proliferare di libri fai da te e infatti mi chiedo sempre, come è possibile che un Italiano che secondo statistiche legge poco e ha poca dimestichezza con i mezzi tecnologici, si accorga di tutta questa bella produzione che se non altro ha il vantaggio di costar poco?

    Vabbè, così tanto per dire. 🙂

    Sulla gente che quando apre la bocca dice spesso fesserie e che non pensa agli altri, beh, se me lo concedi soprassiedo, altrimenti corro il rischio di ingolfarti il blog con un commento chilometrico.

    Per quanto riguarda il libro e la relativa pagina n. 69, non saprei, in genere quando compro un libro mi lascio guidare dall’intuito, leggo poche righe sull’autore e nient’altro. Qualche volta sbaglio, ma la gran parte delle volte c’azzecco.

    Sarà fortuna, non so, può darsi.

    E sull’essere un po’ pigri, cosa dire se non che un po’ di pigrizia ogni tanto ci sta e anche bene direi e te lo dice uno che spesso e volentieri si ritiene pigro quando non lavora durante le feste comandate, mannaggia. 🙂

    Evvai!

    ‘giorno. 🙂

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  3. In questi giorni ho assistito a una polemica fastidiosa su un blog. Causa un plagio -neppure un caso unico- della padrona di casa, scoperta perché la pagina copiata era troppo ben scritta rispetto ai suoi standard piuttosto approssimativi.
    In pochissimi si sono indignati per il plagio e la deriva populistica è velocemente approdata a sostenere che sono ben altri i problemi al mondo e non è affatto grave appropriarsi di contenuti altrui, tanto più se vengono messi in rete a disposizione di tutti.
    I post abituali sono scritti male? Pazienza. Non contano nulla neppure forma e grammatica.
    Di fronte a questi esempi non ci si meraviglia che la cultura fatichi a sopravvivere e che sia costretta in ambiti sempre più circoscritti, tra un po’ sarà materiale di discussione per carbonari.
    Ps. Pagina 69 è un concetto divertente, sempre che le edizioni siano tutte uguali ma di solito io leggo l’incipit e poi apro a caso nella parte centrale del libro. Proverò;)

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