La migliore offerta

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Non conoscevo l’opera di Tornatore: ho sempre pensato realizzasse film noiosi. Non so dire il motivo, ma avevo questa idea.
Questo film, però, mi ispirava. Mi attirava.
La storia è bella, realizzata bene, con quel filo di mistero che la percorre fino a un quarto d’ora dal finale.

Lui, il bravissimo Geoffrey Rush, è un esperto d’arte e possiede una casa d’aste. È un banditore conosciuto e richiesto in tutto il mondo. Ha una casa meravigliosa e vive nel lusso. Sembra misogino e non ha mai avuto un amore, una donna con cui vivere e condividere le cose. Ha anche una buona dose di fobie, tipo non toccare le cose e le persone – da qui l’assurda collezione di guanti che occupa un armadio di un’intera parete – e altre manie.
L’incontro con una donna che all’inizio gli si nega alla vista, causa un’agorafobia conclamata e prolungata, e con la sua casa piena di antichità, seppure non rarissime, sconvolge la sua vita e le sue convinzioni.

Cosa succederà si potrebbe intuire: tra i due nasce qualcosa. Una storia già sentita, direte.
Se i due fossero soli, certamente. Se non ci fosse il contorno misterioso di questo palazzo antico con i suoi sotterranei, la cantina zeppa di oggetti tra cui alcuni pezzi arrugginiti che…

Non rivelerò altro per non togliere il piacere di scoprire la storia a chi andrà a vedere il film. Dico solo che è un film interessante, con molti punti di forza, dalla sceneggiatura alla scenografia – penso solo all’impressionante caveau zeppo di opere d’arte, alle riprese, alla recitazione.

Avrei un appunto da fare sul finale (esattamente sul dopo-finale, gli ultimi dieci minuti o forse meno): avrei ridotto le scene a due sole e avrei troncato il resto, ma d’altronde, mica l’ho girato io.

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6 pensieri su “La migliore offerta

  1. Secondo me e’ un capolavoro. Bravissimi gli attori, bellissima la storia del protagonista che da una vita distingue il vero dal falso e resta vittima di un simile inganno. Molto vero il fatto che anche nel falso c’e un po’ di verita’. Assolutamente da vedere.

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  2. Ho appena visto il film.
    Non è per niente un capolavoro.

    La recitazione non è da applausi e nemmeno la regia.
    A questo film manca del tutto la magia necessaria a entrarci dentro e farsi coinvolgere nella trama che avrebbe dovuto svelarci il segreto di quel qualcosa di autentico che c’è in ogni falso.
    Se il film fosse riuscito in questo sarebbe stato un capolavoro.

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  3. Visto il primo gennaio, appena uscito, e mi è piaciuto con due riserve:.
    1) Concordo: finale “spiegone”, allungato, un po’ didascalico.
    2) Lei, l’oggetto della passione di lui, non all’altezza del suo personaggio.
    Ma per il resto;
    Lui, Geoffrey Rush, immenso – ad esempio nella prima asta: è perfetto! E poi intenso, sofferto, sempre credibile. Grande.
    Bella l’ambientazione mitteleuropea – ho riconosciuto uno scorcio di piazza Oberdan a Trieste.
    Ottima la tensione, e ottima la scrittura, proprio in senso narrativo. Grande anche il cameo di Donald Shuterland.

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