Riflessioni sulla lettura e su Emma Bovary

A volte leggo dei commenti in coda a un racconto sul web, oppure su aNobii, che tranciano giudizi spietati su un personaggio: “Lo detesto perché ha un comportamento negativo ed egoista”, “Ma si può tradire in questo modo? È disgustoso”.
Io non ragiono in questi termini: se il personaggio è disgustoso mi pare un buon segno: i personaggi non sono lì per deliziarci la vita, non sono marionette che agiscono a comando e che ci mostrano il lato bello della vita.
Chi si scandalizza non sta leggendo un romanzo, ma sta paragonando la sua vita con le vicende narrate. Chi si stupisce di un personaggio che tradisce la moglie, sembra fuori dal mondo. Se si apre un giornale o si ascolta un TG, ci sono uomini che le ammazzano le mogli.
Perché da un personaggio ci si aspetta che sia simpatico e che si comporti bene?

Copio da un commento su aNobii, che riguarda Madame Bovary, libro che ho riletto da poco: “Ho odiato Emma. Un personaggio volubile, egoista e superficiale. Dato che il libro era incentrato su di lei non mi è piaciuto.”
E anche: “Ho letto questo libro molto tempo fa, e devo dire che la sensazione principale che mi ha lasciata è quella dell’assoluta pochezza e mediocrità di Emma che dalla prima all’ultima pagina si rende fastidiosamente odiosa.”

Secondo me, invece, Gustave Flaubert ha fatto un ottimo lavoro. Non solo secondo me, ma insomma qui sto parlando io e devo dire così.
Emma è la rappresentazione di una intera società, peraltro una società che ancora esiste. La frase “Madame Bovary c’est moi”, detta da Flaubert e citata da tanti, indica che molte persone si sono riconosciute in certi desideri e comportamenti di Emma. Flaubert ha spinto all’estremo, è chiaro, ma ha spinto bene, e ciò ha reso Emma un personaggio immortale, seppur immorale.
Credo che la buona Letteratura debba fare questo: mostrarci come l’immoralità possa essere immor[t]ale.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

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11 pensieri su “Riflessioni sulla lettura e su Emma Bovary

  1. Ho letto Madame Bovary tantissimi anni fa, ma ricordo che mi piacque molto. Da ragazza quale ero, non mi sono scandalizzata neanche troppo. Probabilmente mi ha aiutato ad avere un altro punto di vista sui rapporti tra uomo e donna.
    In ogni caso anch’io non giudico un libro bello o brutto a seconda di come sono e comportano i suoi personaggi.
    Un libro può essere brutto perché scritto male o perché la storia non funziona, non “fila”. I personaggi devono essere così, con il carattere, i pregi e i difetti delle persone reali.

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  2. Condivido. In realtà, i commenti che tu riporti: “Odio Emma perché… ecc. ecc.” hanno molto di Emma Bovary: nascono dall’incapacità di individuare un confine tra il reale e il letterario. Fra il proprio mondo, i propri valori e l’immaginario di cui un libro si fa portavoce. E appaiono piuttosto gretti, piuttosto comuni, decisamente tragici nella loro mediocrità. Come Emma, appunto. Che tuttavia è un personaggio, e perciò gigantesco.

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  3. Il problema è che le persone quando leggono vogliono dei personaggi che somiglino a persone che conoscono. Non ammettono quando questo non accade. Bisognerebbe concentrarsi invece sulla storia e su come viene narratta attraverso personaggi frutto di una invenzione e che per tanto possono reagire diversamente da come uno vorrebbe. Sennò bisogna comprare biografie non romanzi.
    È giusto che un personaggio possa non piacere o meno, ma se è ben presentato in tutta la sua complessità il problema non si pone. Almeno per me.

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  4. Hai ragione, chi si scandalizza per un tradimento vive fuori dal mondo.
    L’ho letto a scuola un po’ di tempo fa, e Emma non è così immorale, non è così negativa. E’ una donna. con i suoi limiti evidenti, con le sue idee e le sue paturnie, con i suoi molti sbagli. con il suo inseguire un ideale di amore che poi non è quello vero (?)…
    perché non piace? forse perché ci mette davanti agli occhi delle caratteristiche scomode. perché è più facile nascondersi dietro all ipocrisia di tante finte parole tanti finti rapporti piuttosto che ammettere che non tutte le storie che stanno in piedi funzionano.
    ma il libro invece funziona eccome.
    molto spesso, io credo, ciò che si attacca con così tanto fervore e cattiveria, spesso è perché ci impaurisce a morte.

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  5. L’ho riletto da poco. Debbo confessare di averlo trovato un po’ più noioso rispetto a quanto ricordavo della prima lettura. Trovo che “L’Educazione sentimentale” sia il vero capolavoro di Flaubert, più di questa (effettivamente antipatica) Emma Bovary. Che comunque rimane una figura gigantesca e immortale nella storia del romanzo.

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  6. Da circa un mese Jean Valjean viaggia con me, nella mia macchina, quasi quotidianamente. Non ha mai contribuito nemmeno con un centesimo di benzina per i tanti passaggi che gli ho dato, e neanche che mi abbia mai offerto, che so, un caffè, quel miserabile (detto senza disprezzo). Eppure, non ho mai litigato con lui, nemmeno un piccolo screzio: quell’omone mi fa davvero buona compagnia.
    E la stessa cosa mi capita con quel poliziotto, come si chiama, sì, Javert, una vera canaglia a dirla tutta, ma che canaglia! E non parlo poi di tutti gli altri… Ebbene, la mia macchina in queste settimane è davvero affollata, e di tipi tra i più disparati, dai più spregevoli a coloro (e divento enfatico) che sfiorano il divino. Però, c’è spazio per tutti, ed è un vero piacere viaggiare con loro…

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  7. Sto cioè ascoltando l’audiolibro de “I miserabili”, della durata di ben 60 ore. Un grandioso capolavoro interpretato splendidamente attraverso la lettura integrale di Moro Silo.

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  8. “…Ed infine si avvelena con l’arsenico e muore tra l’indifferenza di tutti e la disperazione del marito.
    La famiglia Bovary crolla, mentre i piccoli borghesi del paese fanno fortuna. Bovary diventa sempre più povero e un giorno, molto tardi, scopre i tradimenti della moglie e la sua vera personalità. Ne muore. La figlia finirà, più grande, a fare l’operaia.
    Che colpo per tutte le donne che sognano e non sanno realizzare nulla di quanto sognato! Che botta per tutte noi che almeno in un periodo della vita ci siamo sentite Emma! Che disgusto produce il suo intrepido affondare nell’inganno e nell’insoddisfazione!
    E intanto gli altri, amici e vicini, fanno affari, allevano figli, si elevano…
    Lei ha saputo lasciare di sé, solo l’immagine esteriore di una donna graziosa ed elegante.”

    Così concludevo la mia piccola recensione al libro anni fa. Però questo è un gran libro e si cambia opinione sulla protagonista ad ogni rilettura. Emma è soprattutto la vittima “bella” dello spirito della Storia della sua epoca. E’ soprattutto simbolo della borghesia ingenuamente adorante lo stile di vita della nobiltà. Poi quella borghesia rozza e vincente, di cui Emma sentiva disgusto, conquisterà oltre il potere economico, anche quello politico e culturale, ma per lei sarà troppo tardi.
    franca

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  9. Nulla da dire.
    Ho letto Madame Bovary qualche mese fa (di mia spontanea volontà), giusto giusto mentre studiavo a scuola il Naturalismo. Ecco forse senza aver avuto alle spalle una spiegazione riguardo questa corrente letteraria avrei perso molti punti importanti della storia, e molte “perché” riguardo allo stile e al tema, quindi posso capire che per il volgo meno esperto sia più complicato comprendere certe correnti letterarie, e quindi vertere più verso il classico romanzo con personaggi, luoghi e tempi più commerciali.

    Anyhow, uno dei libri più belli che abbia mai letto, e nonostante tutto sono riuscita ad innamorarmi di Emma.

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  10. Ho letto e riletto tante volte in francese, lingua a me molto congeniale…Sta qui la forza di questo romanzo, nella lingua capace di rendere monumentale la “vita” di Emma attraverso i suoi sogni o fantasticherie a occhi aperti!. Coltiva l’attesa riempiendola di condizionali: dunque consapevole di essere diversa incompresa, preda della mediocrità sociale!.Sceglie grandi eroine romantiche come modello a cui aspirare di assomigliare, prima fra tutte la Lucia di Lammermoor che va a vedere a teatro. Ma senza Charles, Emma Rouault non prenderebbe coscienza di sè, senza la stupidità del parroco, incapace di analizzare la sua sofferenza interiore, Emma non si ribellerebbe.
    Madame

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