Lo scalpellino

Lo scalpellino

Lo scalpellino
Camilla Läckberg

traduttrice Laura Cangemi

Marsilio, 2011, collana Farfalle
Pagine: 574

“Al largo di Fjällbacka, nella nassa di un pescatore a caccia di aragoste rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Nei suoi polmoni ci sono tracce d’acqua dolce e sapone: qualcuno l’ha annegata in una vasca da bagno prima di gettarla in mare. Mentre Erica, mamma da poche settimane, è completamente assorbita da una neonata che tutto le offre fuorché le “gioie deliranti della maternità” che si aspettava, Patrik guida le indagini. Ma chi può aver voluto la morte della piccola Sara? Il paese è alla ricerca di un capro espiatorio, la gente bisbiglia, i conflitti nutriti negli anni si fanno più aspri: dentro le case dalle facciate perfette affiorano drammi famigliari che il tempo non ha saputo placare. Al terzo romanzo della sua serie pubblicata in trentadue paesi, Camilla Läckberg, con occhio attento agli esseri umani e alla loro psicologia, intreccia le colpe del passato agli effetti devastanti sul presente, tracciando il ritratto lacerante di una psiche femminile sfrenata, affascinante, e mostruosa”. Continua a leggere “Lo scalpellino”

Le correzioni

“Una versione sinfonica della più noiosa canzone di Natale di tutti i tempi, Little Drummer Boy, gocciolava da altoparlanti nascosti nella sala. Fuori dalle lastre di cristallo delle finestre il mattino era luminoso, ventoso e freddo. Un foglio di giornale si avvolgeva intorno a un parchimetro con erotica disperazione. I tendoni cigolavano e i paraspruzzi delle auto rabbrividivano.”

Le correzioni, Jonathan Franzen, pag. 510

“Si sbottonò i calzoni, tirò fuori quello straccetto che teneva nella mutande e pisciò in un barattolo di caffè Yuban.”

Le correzioni, Jonathan Franzen, pag. 490

Ho terminato ieri sera la lettura del romanzo di Franzen (Einaudi 2001, 599 pagine) e avrei potuto copiare molti paragrafi e frasi. Ho scelto queste sopra per mostrare l’accurata scelta dei vocaboli e l’ottimo lavoro di traduzione (la traduttrice è Silvia Pareschi). Scrivere bene è arrivare il più possibile vicino a ciò che vogliamo dire, a ciò che abbiamo in mente. Scrivere è trasmettere al lettore ciò che si vede.
Franzen sa trasmettere. Continua a leggere “Le correzioni”

La magia fluttuante di Anatoly Beloshchin

Anatoly Beloshchin (questa la gallery del suo sito personale, in cirillico, of course) è un insegnante dell’Arte Marziale cinese del Whing Chun alla Scuola di Mosca, ma è anche un grande fotografo di ambiente sottomarino. Famoso per le sue foto subacquee, in cui l’unico soggetto è il mare e la luce che penetra dall’alto, con cui crea le magie che l’hanno reso famoso, Anatoly ha sviluppato la sua arte e ha creato queste foto fluttuanti, in cui le modelle lasciano ondeggiare lunghi strascichi di tessuto, spesso rosso, e diventano sirene che si specchiano nel loro stesso riflesso. Continua a leggere “La magia fluttuante di Anatoly Beloshchin”

Saltare la fila

Molti, ma davvero molti, anni fa andai a Londra.
Andavamo in giro con i mezzi pubblici e, qualche volta, se eravamo in quattro e si divideva, con il taxi.
Comunque, quel giorno dovevamo prendere un bus. Arrivati sul marciapiedi ci mettemmo a caso, come si è abituati qui. Ma fummo subito redarguiti: ci si mette in fila! Continua a leggere “Saltare la fila”