Adelmo – racconto in divenire

Adelmo non è neanche qui. Faccio un giro intorno alle sedie della grande sala d’aspetto, ma è inutile: se Adelmo ci fosse, si sarebbe fatto sentire subito. “Sandrino” avrebbe detto nel momento stesso in cui entravo, e io avrei saputo dove sedermi.
È fresco qui all’Usl e ci veniamo tutte le mattine: da giugno a settembre, l’Usl diventa il nostro bar.
Che noi al bar, Adelmo e io, mica ci andiamo. Non siamo tipi da bar. Però ci piace fare due chiacchiere e raccontarci come stiamo.
E io ora mica sto tanto bene. Mi sento il cuore che spinge in gola come se volesse uscire.
Mi viene un dubbio; forse Adelmo è di là, nella sala d’aspetto dei medici. Magari si è sentito male e qualcuno l’ha portato dall’infermiere per fargli misurare la pressione. Passo la porta a vetri, la grande sala è piena di gente seduta in piccoli capannelli davanti a ogni porta. Sette medici ci sono qui, per forza è sempre pieno di gente. Cammino lentamente in mezzo alle sedie, butto un occhio in ogni circolo ma di Adelmo non c’è traccia.
Mi avvicino alla porta dell’infermiere, è socchiusa e guardo dentro. L’infermiere è da solo, seduto al tavolo e sta scrivendo su un foglio. Continua a leggere “Adelmo – racconto in divenire” →