Il potere delle cose

Se cammino tra le bancarelle di un mercato non posso fare a meno di fermarmi davanti a una maglia verde. Non un verde qualunque, un verde scuro color d’erba o un verde bandiera, ma nemmeno un verde bottiglia o un verde bosco. Piuttosto un verde a metà tra il pistacchio (non il colore vero ma quello che hanno certi gelati) e il verde acido.
A volte si cammina sotto un portico; si pensa a cosa si cucinerà per la cena o alla montagna di biancheria che attende lo stiro. All’improvviso, qualcosa in una vetrina attira i nostri occhi, ci fermiamo e torniamo indietro: attaccati a un pannello ci sono dei pantaloni rossi che non abbiamo mai desiderato. Entriamo e usciamo con i pantaloni dentro un sacchetto.
La maglia verde, quella no, non l’abbiamo mai comprata. Forse è per questo che ad ogni bancarella non possiamo esimerci dal toccarla, ammirarla, soppesarla. E quel colore ci piace proprio.
E ci sono oggetti, all’apparenza di poco conto, semplici oggetti quotidiani, che, anche dopo anni, prendiamo sempre in mano con piacere, contemplandone il colore o il materiale lucido che risulta gradevole al tatto.
Un pelapatate sotto forma di giapponese, di plastica rossa squillante e decori viola ci fa sorridere ogni volta che lo guardiamo.
Uno scovolino bianco non ci muove un muscolo del viso.
Il frullatore rosso ci mette allegria, quello di plastica grigia ci rende tristi, ci pare perfino che il frullato di mela e banane sia meno dolce.

E poi c’è quella camicia a fiori, beh di quella faticheremo a separarci anche tra vent’anni: “Quando l’ho comprata mi piaceva così tanto. Ha dei colori stupendi”.

Cosa ci attrae verso un colore e cosa ci respinge in un altro?
Perché continuo a farmi sedurre dal colore verde di certe maglie?

Perché di certe copertine di libri (ma anche di certe scatole) mi piace sentire la superficie opaca della carta? Cosa mi spinge a toccarla, facendo scivolare sopra la mano come se dovesse cadere dall’altra parte e ammirarne il colore vellutato?
Perché ci facciamo affascinare da cose tanto diverse?

3 pensieri su “Il potere delle cose

  1. e infilare la mano dentro ad un sacchetto pieno di fagioli? o di chicchi di caffè? che ti fanno quel solletichino ai polpastrelli…?

    (i pantaloni rossi no però… non mi acchiappano… ma un paio di jeans slavato sì, mi fermo sempre a guardarlo…)

  2. Penso che la spiegazione a questi “orientamenti” particolari vada ricercata nel nostro Dna; ognuno ha esigenze e ed attrattive diverse che apparentemente risultano inspiegabili.

    Un saluto

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...