Scrivere a quattro mani

C’è chi afferma “Io non ne sarei mai capace” e c’è chi ci prova. La scrittura a quattro mani (ma anche a sei, otto) ha un suo fascino e ha anche dei vantaggi.
Naturalmente bisogna essere propensi al lavoro di squadra e non bisogna curarsi dell’individualismo che ognuno di noi ha dentro di sé.

Io credo di essere sempre stata affascinata da questa idea.
Forse per questo, quando un blogger mi propose (nel lontanissimo 2006) di scrivere insieme una cosa che definiva ‘racconto lungo’ o romanzo, accettai.
Era anche pieno di idee: un faro in Irlanda, unica abitante la nostra protagonista, un uomo a Londra o non ricordo dove che faceva da fidanzato lontano, un’altra donna, forse la segretaria della donna (che era una scrittrice, da ciò il faro solitario), che si innamorava di lei (un rapporto omosessuale ci stava, disse il mio ‘socio’ di allora).
Iniziammo il brain-storming via mail e con la chat di Splinder, la piattaforma dove erano allocati i nostri blog.
Poi Roberto (chiamiamolo così) disse che avrebbe aperto un blog segreto dove avremmo messo le idee che ci venivano, in modo che l’altro potesse leggere e dire la sua.
Ci lavorammo parecchio, io definii il personaggio maschile a cui diedi il nome di Stephen (maddai, chissà perché) e che aveva dei tratti caratteriali alquanto bizzarri, dei tic potremmo dire. Insomma, era leggermente disturbato, cosa che nel prosieguo della vicenda ci avrebbe fatto comodo. Continua a leggere “Scrivere a quattro mani” →