Tre giorni fuori dal mondo – prima parte

Tre giorni fuori dal mondo. Tre giorni in Liguria e solo loro tre davanti al mare.
Simona, Fabio e lui, insieme come ai tempi dell’università.
L’idea era stata di Fabio: Simona viene in Liguria per un convegno. Ha voglia di rubare qualche giorno e di fermarsi in un posto di mare. Io ho bisogno di uno stacco. Che fai, vieni con noi? Certo che vengo, aveva risposto lui.
Erano stati davvero tre giorni rubati. Avevano lasciato a casa i rispettivi compagni e anche i problemi. Simona disse che avevano lasciato a casa le loro vite.
Non avevano parlato dei vecchi tempi. A chi cazzo interessa parlare di cose già andate? aveva detto Simona e loro due erano stati subito d’accordo.
Non avevano parlato neanche delle loro vite attuali, di lavoro o della metà di loro stessi che era rimasta a casa.
Di nulla. Solo del futuro. Di cosa volevano fare, di come crescere e diventare le persone che volevano essere. Anche se, disse lui, potevano iniziare un po’ prima a preoccuparsi di questo, visto che ormai stavano per arrivare i cinquanta. Stronzate, disse lei, abbiamo ancora una vita davanti. Fabio rise di loro due e anche di se stesso, per una volta in jeans e maglione, lui che indossava solo giacche cucite a mano e cravatte di Marinella in pura seta.
Avevano camminato per le stradine di Cervo, in salita fino al Castello, e poi di nuovo giù fino al mare. Si erano seduti sugli scogli. Il mare fuori stagione è una meraviglia, aveva detto Simona. Fabio faceva fotografie e lui si era sdraiato con la testa sulle gambe di Simona. Aveva chiuso gli occhi e ascoltava il suono della sua voce e del mare. Continua a leggere “Tre giorni fuori dal mondo – prima parte” →

Un altro sassolino nella scarpa

Ogni tanto bisogna fermarsi, togliersi la scarpa e vuotarla dai sassolini.
Io sono molto (abbastanza, ma qualcuno direbbe poco) tollerante e incamero. Sento pungere ma cerco di camminare lo stesso.
Però si arriva a un punto in cui non è più possibile andare avanti.

Sento il bisogno di spiegare una cosa, perché mi pare di intuire che qualcuno non l’ha ben chiara e sta facendo confusione.
Il self-publishing NON è editoria a pagamento. C’è molta (anche finta) confusione sull’argomento: questo articolo ne è un esempio.
Sono due pratiche ben diverse e hanno due procedure all’opposto. Hanno anche due significati diversi. Lo spiega bene anche Arturo Robertazzi a questo link. Continua a leggere “Un altro sassolino nella scarpa” →

La famiglia Fang

La famiglia Fang
Kevin Wilson

traduzione di Silvia Castoldi

Fazi editore, 2012
397 pp, 18,00 euro 

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Un libro interessante e un’idea originale.
La famiglia Fang è formata dai genitori, Caleb e Camille, e dai figli Annie e Buster, meglio denominati come A e B, nomi con cui sono conosciuti al mondo.
Ma cos’hanno di interessante questi quattro personaggi da essere conosciuti da tutti?
La famiglia Fang vive per l’arte e crea performance che rappresenta in centri commerciali, per strada, ovunque vi sia un discreto numero di persone da stupire.
L’arte è creazione, è stupore, è naturalezza. Le performance dei Fang sono studiate sulla figura di tutta la famiglia e prevedono l’uso dei figli come motore per innescare le reazioni del pubblico.

Quando Annie e Buster crescono, capiscono che devono staccarsi da quei genitori ingombranti che li stanno annientando in nome di un’arte che sopravanza e ingloba l’anima.
Annie è un’attrice che arriva a un passo dalla consacrazione e che beve più di quanto dovrebbe. Buster è un giornalista free lance impegnato in strani reportage su cannoni che sparano patate. È proprio per uno di questi tiri con tuberi che Buster finisce all’ospedale con la faccia rovinata e il corpo martoriato. Quando esce ha un conto di dodicimila dollari e la carta di credito inservibile.
Una telefonata ai genitori gli sembra l’unico cosa da fare. Ed è così che Buster si ritrova nella casa da cui era fuggito. Continua a leggere “La famiglia Fang” →

Buttate la chiave dei vostri segreti – intervista a Letizia Muratori

Buttate la chiave dei vostri segreti

Una scrittrice porta dentro un peso per anni. Poi arrivano le amiche, e tutto cambia. Autobiografia o finzione? Letizia Muratori, nel suo ultimo libro, non lo dice. Anche se…

di Assia Baudi di Selve foto di Leonardo Cendamo

 

Sono pagine che si fanno leggere d’un fiato, grazie alla suspense. Sappiamo che è accaduto qualcosa, che la protagonista ha vissuto un trauma, ma lo tiene segreto. Per scoprirlo tocca sfogliare. Così è la vita: necessita di un tempo di lettura prima di dispiegare il suo significato. Quel che è importante sapere è che «i segreti non li capisci mai a pieno finché non li riveli. Credi di possederli, ma quando li sveli diventano un’altra cosa, si trasformano». Sono le sette di sera, Letizia Muratori è negli uffici dell’Adelphi a Milano, l’editore di Come se niente fosse. Accende una sigaretta dietro l’altra, ed è felice di parlare proprio qui del suo ultimo libro, il sesto, nel quale uno dei temi centrali è la lettura: i personaggi si riuniscono a Villa Gunther, a leggere i manoscritti inviati dagli aspiranti scrittori alla casa editrice, proprio come quelli che si trovano ora sulla scrivania accanto a lei. Continua a leggere “Buttate la chiave dei vostri segreti – intervista a Letizia Muratori” →

Le location del romanzo – Cervo e la Liguria

Cervo esiste”.
Così mi ha scritto un lettore di La centesima finestra.
A volte nei romanzi si mettono luoghi di fantasia. Magari luoghi che conosciamo, che esistono, ai quali diamo un nome inesistente, come fa Camilleri con la sua Vigata.
Niente mi vietava di inventarmi un paesino ligure arroccato sulla collina e dargli un nome fantastico tipo ‘Capriolo’.

Ma la bellezza per il lettore di fare una ricerca sul web e scoprire che Cervo esiste davvero dove la mettiamo? Continua a leggere “Le location del romanzo – Cervo e la Liguria” →