Senza fretta – la riscrittura è un piatto da gustare freddo

Siamo arrivati alla nostra prima stesura (a quella che crediamo essere la prima stesura) e siamo soddisfatti della bella storia che abbiamo scritto.
La stesura dura di solito molti mesi e quando si arriva in fondo, con la consapevolezza di sapere dove siamo andati a parare e con l’empatia che abbiamo raggiunto con i nostri personaggi, siamo carichi di adrenalina e compiaciuti di come la nostra scrittura sembri efficace.
La delusione inizia quando rileggiamo il primo capitolo: ma chi l’ha scritta questa roba insipida? e chi sono questi personaggi di carta che ci narrano vicende sciape come il pane toscano su cui non è ancora stato sfregato l’aglio e versato l’olio?
Eppure quella roba senza sapore l’abbiamo scritta noi. Il file è sul nostro computer e la cartella si chiama “romanzo di Fermo e Lucia”. No no, quello è il pc di Manzoni. Ho sbagliato, ritorno nel nostro pc e sulla cartella c’è scritto “romanzo di Marianna e Giovanni”. Quindi è il nostro romanzo, non ci sono errori.
Cos’è successo alla nostra bella scrittura e alla storia perfetta che abbiamo confezionato?
Niente. È il distacco che ce la mostra per quello che è: una storia da rivedere e riscrivere.
Come? Dovrei riscrivere tutto? Dopo un anno che ci lavoro?
Non è obbligatorio: la vita è piena di scelte. Si può decidere di presentare un lavoro fatto male o si può cercare di fare del nostro meglio.
Quindi, ci si procura pazienza e passione (chi non ha una delle due sono cavoli amari) e si procede alla riscrittura. In qualche pagina, se siamo fortunati, sistemeremo solo due virgole. Ma nella maggior parte delle pagine dovremo operare di bisturi e di penna.
Sono operazioni che richiedono tempo. La fretta produce gattini ciechi e brutti romanzi.
Inoltre, la nostra scrittura durata mesi, si è evoluta (se così non fosse dovremmo preoccuparci) e quindi le prime parti andranno riscritte comunque. Tanto non ci piacerebbero. Dopo questa operazione, la voce narrante, lo stile, la forza delle parole, saranno adeguate alla parte finale, quella che ci ha tanto entusiasmato.
E finalmente potremo procedere con la seconda revisione.
Pazienza e passione, ricordate?

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2 pensieri su “Senza fretta – la riscrittura è un piatto da gustare freddo

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