Solo io e il silenzio

appunti disordinati di Morena Fanti

Virgolette, trattini e caporali

4 commenti

Sembrano questioni di lana caprina e forse lo sono.
Quali segni adottare per definire, delineare, organizzare i dialoghi nei nostri racconti e romanzi?
Ognuno di noi avrà le sue idee e preferenze. Anche se, come sappiamo, ogni editore ha le sue linee guida e quindi non è tanto importante cosa noi scegliamo di adottare.
Einaudi usa i trattini per i dialoghi, Sperling e Kupfer, invece, usa i caporali e Feltrinelli le virgolette.
Io ho avuto diverse ‘fasi’. Nei racconti ho usato le virgolette alte per anni. Qualche volta il trattino, che trovo minimale e adatto a testi secchi e a storie dure.
Certo, se fossimo come Cormac McCarthy (mi riferisco a La strada, degli altri suoi romanzi non so), potremmo abolire ogni segno e scrivere i dialoghi semplicemente, fregandocene di quale segno usare. Ma noi non siamo lui e io, l’unica volta che ho tentato l’esperimento di scrivere i dialoghi senza punteggiatura sono stata bocciata.
Quindi, bisogna decidersi.
Io ho deciso per le (articolo femminile perché le chiamano ‘virgolette caporali’) caporali. Trovo che rendano i dialoghi riconoscibili e subito fruibili in mezzo al testo. Lo identificano e lo rendono visivamente più bello.
Inoltre, ci sono altri vantaggi: le caporali non sono confondibili con altro. I trattini mi piace usarli per certi incisi e le virgolette alte le uso per citazioni o per parole cha hanno un significato rimarchevole.
Quindi, se usassi il trattino o le virgolette alte per i dialoghi, potrebbero generare confusione nel lettore.

E ora veniamo alla parte antipatica della faccenda. Le caporali del romanzone mi hanno causato non pochi guai.
. Due anni fa. Qualche giorno fuori casa: mi porto una chiavetta usb con il romanzone e alcuni capitoli stampati su carta. Faccio le correzioni a matita sdraiata sul lettino vicino alla piscina e poi vado nel computer dell’albergo per modificare il file direttamente nella chiavetta, così da avvantaggiarmi. Non ho notato subito che nel pc dell’albergo non si vedevano le caporali e ho lavorato sul file salvandolo con il vecchio nome. Quando sono arrivata a casa e ho trasferito il mio file con le correzioni, ho visto le virgolette al posto delle mie bellissime caporali. A questo punto, però, avevo già le correzioni nel file nuovo…
Vi risparmio gli ‘accidempolina’ e i ‘poffarbacco’ che ho detto.

. Pochi giorni fa. Lavoro sul file per controllare che non ci siano refusi o altro prima della pubblicazione. Decido di usare Pages anziché Word (Pages ha il vantaggio che quando apri il file ti porta subito alla pagina in cui stavi lavorando mentre Word ti porta a inizio file e con un testo di 390 cartelle ciò non è simpatico). Mi accorgo solo dopo 87 pagine che Pages ha trasformato tutte le mie caporali in virgolette alte…
Mentre cambio una per una tutte le virgolette in caporali, ripasso la lista delle parolacce. E stavolta non sono ‘poffarbacco’.

Tutto questo, ripeto, non ha nessuna importanza. Se io avessi un editore che vuole i trattini. Ma siccome ho deciso di autopubblicarmi, almeno lo faccio come mi pare, con la forma che mi piace.
La cosa importante, comunque, nei dialoghi, sono i dialoghi, le parole scritte che devono sembrare dette. I segni di punteggiatura sono solo scelte personali. Ma le caporali sono ottime scelte, lo dice anche Daniele Picciuti in questo post.

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Autore: morena fanti

Morena Fanti, dal 2001 pubblica in vari siti web. Ha collaborato al quindicinale La voce dell’Isola e alla rivista culturale Pentelite diretta da Salvo Zappulla. Ha collaborato anche al litblog Viadellebelledonne ed è stata fondatrice della rivista omonima. Suoi racconti sono presenti in varie antologie, tra cui Fobie (Ciesse edizioni, 2011). Ha pubblicato il libro Orfana di mia figlia (editore Il pozzo di Giacobbe, 2007). Ha pubblicato in ebook il suo primo romanzo La centesima finestra (Narcissus self-publishing, 2012). È tra gli autori di In territorio nemico (Minimum fax, 2013). È uscito in novembre 2013 un suo libro di racconti, autoprodotto, Un uomo mi ha chiamata Tesoro. Il suo blog è https://morenafanti.wordpress.com

4 pensieri su “Virgolette, trattini e caporali

  1. Se avessi usato Libre Office non avresti perso nulla, inoltre il formato è aperto e avresti anche potuto usare altre applicazioni, non necessariamente Libre Office, che ci sono sotto Mac… :D

    • Anche con Pages posso andare indietro e ritrovare il file precedente. Ma le modifiche le perdo comunque. O no?
      Cioè, posso ritrovare il file con le caporali, ma le modifiche al testo che ho fatto non le ritrovo in quel testo. O uno o l’altro.

  2. Sì, se torni al file originale devi riappllicare tu le modifiche post-perdita-di-caporali. Se sono poche io un pensierino lo farei, poi magari Pages importa ODT, così se non ti piace Libre Office torni a Pages. Però non lo so. Non ho un Mac. :)
    Era così per dire :) .

  3. e comunque i due baffi non definiscono il caporale ma caporalmaggiore:)))

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