Dare vita al personaggio – Dario Manfredi

Se Fabio mi ha dato molti problemi, Dario si è formato subito come doveva essere. Il nome è stato una conseguenza di Fabio: stessa forma, cambiano solo l’iniziale e la terza lettera. Il cognome l’ho scelto aprendo l’elenco (cosa che mi pare facesse Simenon e se devo copiare copio dai Grandi). Ho poi verificato che nella città dove abita (Genova) ci fosse qualche Manfredi in elenco, cosa non fondamentale comunque. Si può fare anche se in città non ve ne sono altri. Non è detto che se uno abita a Genova, ed è nato lì, non possa avere i nonni napoletani e quindi chiamarsi Esposito.
Bene, nome e cognome. Ma mica bastano per avere un personaggio.
Professione: il mio Dario è architetto. Motivi: mi andava bene che fosse un professionista e che avesse uno studio in società con altri. Ha frequentato l’università nello stesso periodo di Fabio e deve essere laureato, non può essere troppo ‘distante’ dall’amico.  E poi, mi faceva comodo che fosse architetto perché ho un amico che lo è davvero e poteva fornirmi notizie ‘vere’. Ma saprete tutto dai ringraziamenti.
Cosa manca ancora? La famiglia: Dario è sposato e ha due bambini, un matrimonio felice dove al momento ci sono lievi discrepanze dovute anche al lavoro di Dario che sta passando un momento difficile. Continua a leggere “Dare vita al personaggio – Dario Manfredi” →

Sui terremoti – un articolo di Giorgio Chelidonio

*il post è stato pubblicato qui il 21 maggio 2012 e rilanciato oggi da Daniele Barbieri qui

Terremoti era già tutto previsto e prevedibile

 

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica. La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della Penisola, lungo la dorsale appenninica (Val di Magra, Mugello, Val Tiberina, Val Nerina, Aquilano, Fucino, Valle del Liri, Beneventano, Irpinia), in Calabria e Sicilia e in alcune aree settentrionali, come il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale. Solo la Sardegna non risente particolarmente di eventi sismici.(Fonte Protezione Civile).

Troppo spesso ci dimentichiamo che viviamo in un paese altamente sismico. Afferma Massimo Cocco,  sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, “nessuna sorpresa, tutto rientrava nel quadro conosciuto del territorio e anche un sisma lievemente superiore al passato era ritenuto nella norma, prevedibile”. E allora la prevenzione si fa o non si fa? Continua a leggere “Sui terremoti – un articolo di Giorgio Chelidonio” →

Del terremoto

Anche stanotte il letto ha tremato.
Una scossa media (paragonata a quella di magnitudo 6 di domenica scorsa) ma che si è sentita bene, nel buio di una camera in cui avevo appena spento la luce dopo avere letto alcune pagine virtuali di Belli e dannati.
Una settimana di scosse. Il primo pensiero va alle persone che sono fuori casa, a chi la casa l’ha persa e a chi ha perso il lavoro di una vita, a chi non ha più lavoro da dare ai collaboratori.

In giro, ad esempio su facebook, leggo tanti post o status (di persone che non abitano nei luoghi dove c’è l’epicentro ma in zone limitrofe alla mia, quindi a 50 km) in cui si dice di kit di sopravvivenza pronti di fianco alla porta, di nottate passate sul divano accanto alla porta d’uscita e non in camera da letto, pronti a fuggire se dovesse arrivare una scossa potente come quella dell’altra domenica. Si narra di ore passate con le orecchie puntate agli scricchiolii degli armadi e occhi fissi sui lampadari.
Io ho sentito le scosse, ho pensato agli emiliani (anche se non sono nati qui ma abitano nelle zone colpite dal sisma), ma non ho avuto paura.
Mi sono chiesta da cosa dipenda, se io sono diversa dagli altri (che lo sia è indubbio: ogni essere umano è un capolavoro a sé), se non ho perso l’uso della ragione e sono troppo avventata. Continua a leggere “Del terremoto” →

Senza fretta – la riscrittura è un piatto da gustare freddo

Siamo arrivati alla nostra prima stesura (a quella che crediamo essere la prima stesura) e siamo soddisfatti della bella storia che abbiamo scritto.
La stesura dura di solito molti mesi e quando si arriva in fondo, con la consapevolezza di sapere dove siamo andati a parare e con l’empatia che abbiamo raggiunto con i nostri personaggi, siamo carichi di adrenalina e compiaciuti di come la nostra scrittura sembri efficace.
La delusione inizia quando rileggiamo il primo capitolo: ma chi l’ha scritta questa roba insipida? e chi sono questi personaggi di carta che ci narrano vicende sciape come il pane toscano su cui non è ancora stato sfregato l’aglio e versato l’olio?
Eppure quella roba senza sapore l’abbiamo scritta noi. Il file è sul nostro computer e la cartella si chiama “romanzo di Fermo e Lucia”. No no, quello è il pc di Manzoni. Ho sbagliato, ritorno nel nostro pc e sulla cartella c’è scritto “romanzo di Marianna e Giovanni”. Quindi è il nostro romanzo, non ci sono errori.
Cos’è successo alla nostra bella scrittura e alla storia perfetta che abbiamo confezionato? Continua a leggere “Senza fretta – la riscrittura è un piatto da gustare freddo” →

Intervista alle scrittrici Melissa Hill e Karen Swan

Noi sì che abbiamo ricevuto un bel regalo da Tiffany

Melissa Hill è un’ex bancaria, Karen Swan un’ex giornalista di moda. Ora scrivono libri che hanno in comune una certa parola nel titolo.
Che funziona come un brand

di Maria Laura Giovagnini Continua a leggere “Intervista alle scrittrici Melissa Hill e Karen Swan” →

Dare vita al personaggio – Fabio De Santis

La prima cosa è il nome: Fabio mi è venuto subito e andava bene. Non sempre il nome che dai all’inizio è quello ‘buono’, ma questo lo è. Se posso, scelgo sempre nomi brevi e sono andata avanti per anni con Marco, Luca e Paolo.
Questo personaggio è un uomo carismatico, uno che non deve chiedere mai e Fabio si adatta bene.
Poi c’è stata la scelta del cognome: il tipo è raffinato, ricco e bazzica nella finanza. De Santis mi è parso adatto, salvo scoprire in seguito che Fabio De Santis esisteva davvero ed era un faccendiere.
Mi sono posta il problema di cambiare cognome a Fabio ma ormai era un anno e mezzo che lo conoscevo con quel nome e non ho avuto cuore di cambiarlo.
Bene. Abbiamo dato nome e cognome al nostro personaggio. Gli dobbiamo dare un lavoro e una famiglia. Continua a leggere “Dare vita al personaggio – Fabio De Santis” →

Bombe nelle scuole. Cos’altro ci dobbiamo attendere?

“Perché la mafia teme la scuola più della giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica : solo così la mafia può prosperare”.
Antonino Caponnetto, Una Lezione sulla Legalità , Vigevano, 14 Aprile 1994

L’ignoranza fa prosperare molte cose: di certo non favorisce la democrazia e la crescita personale e della collettività.
Ma l’ignoranza favorisce anche chi opera nell’illegalità, chi vuole ottenere favori e vantaggi a discapito dell’altrui benessere, anzi pascolando sul malessere altrui.
Non so se l’attentato di oggi alla scuola di Brindisi sia da imputare alla mafia ma ci sono molti segnali, molte circostanze che fanno pensare sia così. Continua a leggere “Bombe nelle scuole. Cos’altro ci dobbiamo attendere?” →

Pubblicare il proprio libro al tempo degli ebook

Ieri sera c’è stato il primo incontro del corso gratuito online sul self-publishing: docente Mauro Sandrini che ha già pubblicato Elogio degli e-book (qui puoi scaricare gratuitamente l’anteprima).
Il corso è coordinato dagli ideatori del sito Insegnalo.it , ambiente molto curato e ben assistito. La stanza (l’aula virtuale) era frequentata da 67 persone interessate alla scrittura e alla sua divulgazione.
L’esposizione di Sandrini è stata esaustiva e interessante e le domande sono state molte. Continua a leggere “Pubblicare il proprio libro al tempo degli ebook” →

Sola a presidiare la fortezza – lettere di Flannery O’Connor


Sola a presidiare la fortezza
Lettere
Flannery O’ Connor
a cura di Ottavio fatica

pagg. 268, euro 12
Editore minimum fax

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Chi ama i romanzi, e io sono tra questi, storcerà il naso di fronte a un libro che è un epistolario di lettere di una scrittrice, anche se questa è una delle più amate: Flannery O’Connor.
Eppure io credo, e già mi smentisco su quanto appena detto, che per conoscere davvero un autore sia necessario, e bello, leggere qualcosa di suo che non sia fiction.
Non nominerò On writing perché l’ho già fatto in innumerevoli post, ma è stato leggendo Il mestiere di vivere che mi sono innamorata di Cesare Pavese ed è leggendo questo Sola a presidiare la fortezza che credo di avere capito qualcosa di più della Flannery donna e persona, oltre che della Flannery scrittrice. Continua a leggere “Sola a presidiare la fortezza – lettere di Flannery O’Connor” →

Virgolette, trattini e caporali

Sembrano questioni di lana caprina e forse lo sono.
Quali segni adottare per definire, delineare, organizzare i dialoghi nei nostri racconti e romanzi?
Ognuno di noi avrà le sue idee e preferenze. Anche se, come sappiamo, ogni editore ha le sue linee guida e quindi non è tanto importante cosa noi scegliamo di adottare.
Einaudi usa i trattini per i dialoghi, Sperling e Kupfer, invece, usa i caporali e Feltrinelli le virgolette.
Io ho avuto diverse ‘fasi’. Nei racconti ho usato le virgolette alte per anni. Qualche volta il trattino, che trovo minimale e adatto a testi secchi e a storie dure. Continua a leggere “Virgolette, trattini e caporali” →

Perché un racconto diventa un romanzo

Quando si scrive una storia (di solito) si intuisce fino dall’inizio se sarà un racconto o un romanzo. Se ne immagina lo sviluppo e la lunghezza, ma sappiamo che non è la lunghezza del testo a farne un romanzo. Allora, cos’è che determina questa differenza?
La storia stessa. Ci sono storie di breve respiro, che hanno bisogno di poca aria per esprimere ciò che sentono. Continua a leggere “Perché un racconto diventa un romanzo” →

Il tema nella scrittura

Si dice che uno scrittore scriva sempre della stessa cosa. Ognuno ha il suo modo d’intendere la vita, i miti da inseguire e i mostri che perseguitano le sue notti.
Quando penso ai mostri che perseguitano, mi viene sempre in mente Stephen King. Credo sia stato proprio questo che lo ha spinto alla scrittura: esplorare il mondo mostruoso che lo angosciava.
A me, invece, cosa angoscia? Cosa mi sta a cuore così tanto da doverne scrivere?
Ho analizzato ciò che ho scritto e ho capito alcune cose: Continua a leggere “Il tema nella scrittura” →

Tre giorni di libri

Il reader era scarico. Praticamente morto. Erano le ventitré e la prospettiva di alzarmi per metterlo sotto carica non mi attirava. Avrei preso un libro di carta.
Anzi, non ce n’era bisogno: mi ricordai che l’albergo era fornito di una discreta biblioteca. Mi girai dall’altra parte e mi addormentai sognando dorsi di libri colorati e nomi di autori che ancora non avevo letto. Continua a leggere “Tre giorni di libri” →