Le priorità

Ognuno di noi ha le sue. Correre al lavoro, correre all’aperitivo, correre a comprare qualcosa, correre a cena, e poi infilarsi a letto, magari con qualcuno.
La parola d’ordine è, comunque, correre.
Siamo tutti indispensabili, no?
Senza di noi il mondo non va avanti e si ferma ogni cosa.
Ho una buona notizia: il mondo va avanti anche senza di noi, senza quell’infinitesimo bruscolino che siamo.
Nessuno è indispensabile, anzi qualcuno è pure superfluo.
Potremmo anche smettere di correre, se non fosse che è tanto di moda dirlo, e fare più cose che ci piacciono e meno impegni ‘sociali’.
Potremmo recuperare un tempo ‘nostro’ e  rientrare in contatto con la nostra parte interna, quella che tralasciamo spesso.
Recuperare il silenzio, il cielo, il mare, il tramonto, i colori, la musica, le onde, le conchiglie, le orme sulla sabbia, il fresco dell’erba sotto i piedi nudi, le pozzanghere, l’alba dietro i tetti, le foglie degli alberi, i colori dello zucchero filato, la morbidezza dei sogni.
Per alcuni la dimensione interiore è scomoda e allora via di corsa: lavoro, aperitivo, spesa, palestra, cena con amici, letto.
E non si può mancare da nessuno di questi impegni.
Salvo poi un giorno avere una febbre molesta che impedisce di muoversi dal letto.
Allora tutto prende un’altra dimensione e l’unica cosa che preme, la vera priorità, è che la febbre se ne vada e che almeno ci si possa alzare dal letto.

* io non corro mai comunque. ho imparato da tempo che non serve a nulla.

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8 pensieri su “Le priorità

  1. non siamo indispensabili. Io purtroppo sono sempre stato veloce, nei movimenti, nel lavoro, quando cammino senza accorgermene sono sempre avanti a tutti, però da un po’ di anni ho imparato a rallentare e a godermi il paesaggio, eviti il più possibile di guidare, al lavoro vado in bicicletta e quando posso faccio passeggiate per perdere il meno possibile di tutto ciò che mi circonda. Però so purtroppo che rimarrò sempre “veloce” dovrei zavorrarmi , un po’ ci sta pensando l’età e gli acciacchi che si porta dietro.

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  2. Correre mi pare la condanna dell’uomo moderno. Forse è per questo che non capisco quelli che praticano la corsa anche come hobby. Comunque contenti loro….

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  3. Io ammiro quelli che non si stancano mai di correre. Che vogliono fare mille cose ogni giorno e si fermano soltanto quando cadono al letto con la febbre o quando piove a dirotto o fa troppo freddo per uscire di casa.
    Vivere la vita al massimo, ricca di nuove esperienze, significa anche correre.
    Tante volte mi chiedo: perchè non ho anch’io quell’energia?
    La dimensione interiore è comoda per chi sta bene con se stesso.
    Ma se io vi dicessi che per mesi non ho fatto altro che andare al lavoro e poi a casa per leggere libri e meditare e scrivere, pensereste che fossi una persona perfettamente in equillibrio, felice e normale?

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      1. Sì, mi piace la tua risposta.
        Secondo te, le persone che hanno sofferto di più, sono più predispose a riflettere e meno a fare cose nuove e godersi cose semplici, come un aperitivo raggiunto di corsa con gli amici? Io non lo so, forse dipende solo da persona a persona, ognuno reaggisce diversamente alla sofferenza e attribuisce una priorità diversa alle attività da fare.

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