Ma allora ditelo! Del sedicente Festival dell’inedito

Essere un esordiente oggi è un valore. L’esordiente ha mercato e il mercato cerca l’esordiente.
Perciò, tutti voi che state chiusi in casa a scrivere libri, avete sbagliato mestiere. Non sono i libri, l’oggetto da vendere, sono gli scrittori.
Pensate che l’editoria a pagamento sia uno spremiautori?
Non avete ancora sentito del Festival dell’inedito.

Dunque, un bel po’ di gente, di associazioni e di marchi, nonché di istituzioni, tipo la Siae – la Siae non ha organizzato, partecipa solo come referente per il diritto d’autore -, si sono riuniti per ideare, organizzare e promuovere questa meraviglia che ancora mancava: il Festival in cui uno scrittore esordiente può trovare il suo pubblico, farsi leggere e acclamare.
Naturalmente, se ha un bel portafogli pieno. Ogni step di questa iniziativa ha un costo non piccolo.
Si parte dai 130 euro per “essere letti e ricevere una scheda di valutazione” (vi ricordo che la stessa cosa a circa lo stesso prezzo la fanno quasi tutte le agenzie letterarie).
Se poi si avrà la fortuna di essere selezionati, si potrà andare al passaggio successivo e versare la quota di iscrizione, 400 euro, che darà diritto allo spazio espositivo alla Leopolda ecc ecc (qui trovate tutti i benefit che potrete avere dopo avere sborsato i 130 euro più i 400 euro, il tutto senza iva che va poi aggiunta).
Quindi, dopo avere sborsato 530 euro più il 21% che fa 641,30, se non ho sbagliato a contare, potrete godere (oltre alla Leopolda) di una visibilità sul web che potreste avere gratis con un vostro blog, e di essere (forse) pubblicato e (forse) venduto, cosa che potrebbe succedervi se mandate in giro il vostro testo e avete una botta di fortuna, requisito indispensabile come sempre nella vita, ma molto di più nell’editoria.
Ma ci sono anche altre opzioni, a 100 euro al colpo, insomma ci si può divertire parecchio con questo festival.
Certo, se davvero avete 600/770 euro da buttare, quasi quasi vi conviene rivolgervi alla vecchia cara EAP, tanto vituperata ma non così mascherata come questo Festival.

*  e vedo ora questo post di Michela Murgia. Leggetelo

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2 pensieri su “Ma allora ditelo! Del sedicente Festival dell’inedito

  1. Mi pare logico non trovare commenti a questo post: i blog sono pieni di aspiranti scrittori, molti dei quali pubblicano libri a pagamento e si convincono persino di averlo meritato.
    🙂
    Purtroppo il mondo dell’editoria, italiana beninteso, è s-fatto così. Se sei una velina, un calciatore, un attore, un personaggio televisivo, puoi scrivere qualunque stronzata perché sarà comunquwe pubblicata.

    Mi piace

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