Il flashback, la sua importanza e come si intreccia con la storia

La narrazione non scorre mai solo in un senso, in modo semplice e lineare. Perché a chi scrive non piace essere semplice, lui preferisce complicarsi la vita.
Così la storia non è mai: Arianna si sveglia, va a scuola, incontra un professore di cui è innamorata e che sa essere single, escono a prendere un tè, lei cade, si rompe una gamba e lui la porta all’ospedale dove incontrano una dottoressa che si dichiara moglie del professore. Arianna si arrabbia e lo caccia, poi piange nelle braccia dell’amico Stefano appena arrivato e segretamente innamorato di lei da anni. Arianna capisce che forse anche lei lo ama e decidono di mettersi insieme.

Sotto la penna contorta dello scrittore la storia diventa: Arianna è in un letto d’ospedale con una gamba rotta e il suo prof le tiene la mano per confortarla. Flashback dei loro incontri passati da cui scopriamo che Arianna è molto innamorata e lui le confessa, dopo sua non velata domanda, che è single e non ha nessun rapporto amoroso. Arrivo di Stefano, sorpreso di trovare il prof al capezzale di Arianna. Sguardi feroci tra i due e relativi flashback 1) del prof che ricorda come Stefano sia sempre sollecito con Arianna e come Stefano abbia vent’anni in meno di lui, 2) di Stefano che ricorda di avere visto quell’impunito del prof con una donna in un bar del centro e che il prof ha vent’anni più di lui. Scena con l’infermiera che entra e saluta il prof in modo troppo intimo per essere un’infermiera. Flashback di Arianna che ricorda di avere visto la stessa donna in una foto nel portafoglio del prof un giorno in cui erano insieme al bar e lui le ha offerto la spremuta. Scena con Arianna che rinfaccia al prof la sua falsità e relativa cacciata di lui. Scena con Stefano che consola Arianna e si immagina un futuro radioso in sua compagnia (tecnica che si chiama flashforward e che è meno usata dell’altra, ma che comunque può servire).

È ovvio che questa seconda narrazione presenta non pochi problemi: è un andirivieni continuo di tempi e luoghi. La narrazione lineare, tutta di seguito, è molto più semplice.
Ma un bel flashback, al momento giusto e scritto bene, può regalare molto all’atmosfera e al fascino della narrazione. Inoltre serve per fare conoscere al lettore le cose che non sa e che sono, invece, fondamentali per la comprensione della storia e dei personaggi.

Bisogna studiare il giusto inserimento nella storia e si deve prestare grande attenzione all’uso dei tempi verbali.
Questi sono gli scogli principali. Il pregio è che, gestendo la faccenda con misura e maestria, si ottiene anche ciò che chiamiamo ‘trama’ o ‘intreccio’ e che è proprio ciò che darà originalità e bellezza al testo.

Insomma, è una faccenda in cui serve senso della misura ed equilibrio.

* l’immagine proviene da qui

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