Pensieri nella finestra

Pensieri nella finestra
© Morena Fanti

Il rettangolo di luce, l’unico in tutto il palazzo, sembrava un occhio nel buio della notte. Un occhio che guardava dentro le finestre dell’appartamento di Giulia. Lei non lo vide, perché entrò in cucina al buio, con gli occhi impastati di sonno e il passo incerto di chi si è appena alzato nel cuore della notte, con la gola secca e i pensieri arruffati.
Andò direttamente al frigo, fidandosi dell’unica luce che entrava dalla finestra, quel poco di luna bagnata nell’aria umida di un novembre caldissimo. Prese la bottiglia dell’aranciata; in quell’attimo la luce del frigo colorò di un rosa caldo la t-shirt che indossava e mise in risalto le sue gambe nude. Andò al lavello per cercare un bicchiere. Versò il liquido, l’odore dolce le solleticò il naso, poi ritornò verso il frigo per riporre la bottiglia. Di nuovo la sua figura si ammorbidì nella luce e di nuovo nella finestra di fronte ci fu un fremito. Giulia chiuse il frigo e si diresse al lavello per bere: quando Stefano era fuori per lavoro, aveva sempre difficoltà nel dormire. Aveva già passato la zona di luce della finestra, quando qualcosa la fece fermare con i sensi all’erta. Ritornò sui suoi passi e si fermò davanti alla finestra, senza osare guardare. Prese fiato, sollevò decisa il viso nel buio, e vide la figura di Luca, il figlio ventenne dei signori dell’ultimo piano, che si stagliava nel rettangolo di luce. Il ragazzo era appoggiato contro la finestra, le braccia che sembravano spingere lo stipite verso di lei, una figura inquietante che le mise paura. Rimase immobile nel buio e cercò di calmare il respiro che sembrava impazzito dentro il suo petto, poi focalizzò l’attenzione, e lo sguardo, sul ragazzo nella finestra. In quel momento notò che indossava solo una maglietta. Giulia pensò che forse dormiva nudo, si era svegliato per bere come aveva fatto lei e aveva infilato solo la maglietta. Continua a leggere “Pensieri nella finestra”

La storia di Otto, un palombaro senza il mare

Elis Bassi lo conoscete già, ve ne ho parlato qui, di lui e del suo libro Mi farà male il grasso del prosciutto?.
La malattia di Elis non si nasconde mai del tutto e gli procura disagi, tra cui abbassamento delle difese immunitarie e crisi respiratorie.
In uno dei suoi ricoveri ospedalieri, Elis ha elaborato una sua fantasia e ha scritto la Storia di Otto, un palombaro senza il mare, una storia che lui chiama  ” favolavera ” e che  vuole essere un inno al respiro, all’aria, perciò alla vita. Ora Elis Bassi la sta portando in giro, raccontandola come facevano i vecchi cantastorie siciliani, con l’ausilio di un cartellone con le scene del racconto. Il fratello di Elis, che è un illustratore, sta finendo le tavole per illustrarla. In seguito la storia di Otto diventerà  anche un audiolibro perchè all’interno del libro ci sarà un cd dove lui leggerà la favola con un sottofondo musicale scritto e suonato da lui.

Elis ha già delle richieste dalle Oncologie Pediatriche di Parma e di Pavia e altre ne stanno arrivando. Continua a leggere “La storia di Otto, un palombaro senza il mare”

Il racconto erotico

Come annunciato qualche giorno fa, è uscito il volume di Nuova Prosa* n.58, che contiene alcuni racconti erotici scritti da donne, ad eccezione di uno a firma maschile.
Scrivere di eros mi pare molto naturale, il sesso è parte della vita e chi desidera scrivere non può evitare di raccontare anche questa parte.
Non dico che ogni testo, ogni romanzo e ogni racconto, debbano contenere sesso, ma è possibile e plausibile che esso sia presente.
La scrittura vera deve poter spaziare in ogni ambito. Sarà poi compito dello scrittore rendere la sua scrittura nel modo migliore.
Io pensai – era il 2005 quando scrissi il mio primo tentativo di racconto erotico – che dovevo tentare anche questa parte per capire come scrivere un’eventuale scena d’amore o di sesso.

Poco fa ho letto una discussione in rete, in cui si dice che la scelta di presentare racconti erotici scritti da donne sarebbe in controtendenza con certi movimenti femminili tipo il “Se non ora, quando?” e strizzerebbe l’occhio a una certa compiacente visione del corpo delle donne usato per mercificare qualsiasi cosa. Continua a leggere “Il racconto erotico”

Una volta era il blog, poi siamo passati a Facebook, ora è Twitter e domani sarà Pinterest?

Era il 2001. I blog più noti mi pare fossero quelli di Leonardo (non il Da Vinci di giocondiana memoria) ma questo che, noto con meraviglia, esiste ancora e forse il blog di La Pizia, che ora non riesco a trovare (nel frattempo la Pizia, Eloisa Di Rocco, ha scritto e pubblicato un libro).
La comunità blog in Italia ancora non esisteva: si faceva riferimento al piccolo gruppo di blog guidati dai più noti tra loro.
In undici anni i blog sono mutati, hanno cambiato il loro modo di proporsi e sono entrati in ogni settore: infatti oggi abbiamo blog giornalistici, blog di scrittori, blog personali, blog tecnici. Insomma, siamo alla specializzazione del blog.
Più è specializzato e più si crea la sua fetta di pubblico, che a volte è davvero una nicchia.
È cambiato il modo di scrivere, il modo di commentare. Si commenta molto meno di un tempo e si legge (sul web) molto di più. Si naviga da un blog all’altro, con i rimandi che mette il blogger e si approfondiscono – se si possono approfondire – le notizie passando da una piattaforma all’altra. Continua a leggere “Una volta era il blog, poi siamo passati a Facebook, ora è Twitter e domani sarà Pinterest?”

Scrivere un romanzo – le schede

Se un personaggio ha gli occhi verdi a pagina tre e si ritrova con gli occhi castani a pagina cinquantasette, o ha messo le lenti a contatto colorate – ma allora dobbiamo scriverlo nel testo – o abbiamo sbagliato qualcosa.
La rilettura ci può aiutare in tante cose ma non ci aiuterà mai in questo, se non per un colpo di fortuna. Se ci ricordiamo che il personaggio ha gli occhi verdi e notiamo la svista, possiamo correggere. Ed è, appunto, un colpo di fortuna. Tutte le altre volte gli occhi rimarranno così come li abbiamo scritti noi. Continua a leggere “Scrivere un romanzo – le schede”

Senza parole – Disgusto

Se potessi vi farei un disegno. Ma, anche facendolo, non posso usare lo scanner, quindi vi dovrete accontentare del mio disgusto raccontato anziché disegnato.
In questi anni di blog mi sono sentita in tanti modi, ho avuto tanti blog in cui scrivere e ho usato molti nick. Ma in ognuno di essi (blog) ero sempre me stessa. Scrivevo cose diverse ma era un’evoluzione della scrittura che mi ha accompagnato in tanti generi e in tante riflessioni. La scrittura è una delle cose che mi premono di più, la mia e quella degli altri in quanto fruitrice di libri e testi che leggo con interesse.
La scrittura. Ma non ‘essere scrittore’ appartenente a un mondo che vedo molto distante da me.
Devo dire che in questi anni mi sono incazzata spesso con questo mondo. Un mondo in cui ci si finge amici di qualcuno e si va a commentare nel suo blog -commentare positivamente, ovvio – solo perché quel qualcuno ha pubblicato qualche libro o lavora nell’editoria e millanta conoscenze importanti. Continua a leggere “Senza parole – Disgusto”

Versatile è meglio

Ricevere premi, anche se virtuali, fa piacere.
Questo, del blogger versatile, non è male, perché ‘versatile’ è una bella parola, con un significato importante. Non rilancerò il gioco ma, siccome è la seconda volta che vengo nominata in questo premio (la prima a nominarmi è stata Sonia e il secondo Paolo), ho deciso che scriverò le cinque cose di me che nessuno sa, ma anche se le sa è lo stesso. Così, tanto per ridere. Paolo ha detto che io ho uno stile ‘garbatamente ironico’ e quindi tento di usarlo per dire queste cose di me. Continua a leggere “Versatile è meglio”

Homburg

Fausto Marchetti, in arte Falconiere, sta scrivendo da un po’ di tempo dei post musicali. Mi ha chiesto che canzone gli suggerivo e ho detto Homburg, anche se ero indecisa tra questa e A whiter shade of pale. Siccome la seconda l’aveva già trattata in un post precedente, la scelta di Homburg era delineata. Continua a leggere “Homburg”

Il flashback, la sua importanza e come si intreccia con la storia

La narrazione non scorre mai solo in un senso, in modo semplice e lineare. Perché a chi scrive non piace essere semplice, lui preferisce complicarsi la vita.
Così la storia non è mai: Arianna si sveglia, va a scuola, incontra un professore di cui è innamorata e che sa essere single, escono a prendere un tè, lei cade, si rompe una gamba e lui la porta all’ospedale dove incontrano una dottoressa che si dichiara moglie del professore. Arianna si arrabbia e lo caccia, poi piange nelle braccia dell’amico Stefano appena arrivato e segretamente innamorato di lei da anni. Arianna capisce che forse anche lei lo ama e decidono di mettersi insieme. Continua a leggere “Il flashback, la sua importanza e come si intreccia con la storia”

Considerazioni

Fernando Botero – Donna che legge, 2002

Un’amica ha letto il romanzone e mi ha scritto un sms dicendo che l’ha letto in due giorni e le è piaciuto molto. Bene, dico io, speriamo che prima o poi – ma non tanto poi, che il tempo ti frega all’improvviso e non si sa mai (Lucio docet)- lo legga anche un editore e dica le stesse cose.
“Penso sia un peccato non consentire che altri possano leggerlo” mi risponde lei. Continua a leggere “Considerazioni”