Intervista allo scrittore Jonathan Franzen

“Così costruisco un bestseller.
E poi lo riscrivo”

Candidato al Nobel, nei suoi romanzi condensa anni
di riflessioni. Eppure Jonathan Franzen rimette
mano a un successo come Le correzioni. Qui ci racconta
perché. Svelando come sia in soggezione di fronte a donne
attraenti. E come siano volgari gli antidepressivi
di Livia Manera

Un pomeriggio con Jonathan Franzen può cominciare bene o male. E questo è cominciato male: Franzen mi aspettava il giorno prima. Ora, a New York ancora più che altrove, una star come il cinquantaduenne autore di quattro romanzi i cui ultimi due, Le correzioni e Libertà (Einaudi), sono stati allo stesso tempo bestseller planetari e successi di critica formidabili; uno scrittore che ha avuto la copertina di Time; che malgrado l’aspetto da studente è già candidato al Nobel, e che per di più, in questo momento, sta affrontando il compito di riscrivere Le correzioni per una serie televisiva prodotta da Scott Rudin, avrebbe potuto dire: mi spiace, lei ha perso la sua occasione. Ma è tipico invece di Jonathan Franzen sforzarsi di correggere la distanza intellettuale e di prestigio sociale che spesso lo separa dal prossimo. Al punto da offrirsi di dire: «È capitato anche a me, una volta», mentre mi prende il cappotto nell’ingresso del suo appartamento.

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