Passione, determinazione, tenacia. Ne parliamo con Loredana Rotundo

Quando si ama la scrittura non importa da quale parte si lavora: se la passione è autentica, se l’amore per le parole è così forte da farne una professione, il risultato sarà di grande soddisfazione. Ed è ciò che si può dire dell’operato di Loredana Rotundo, agente letterario, fondatrice e responsabile dell’agenzia letteraria Loredana Rotundo.
L’agenzia vanta belle pubblicazioni e rapporti con grandi case editrici, e offre molti servizi agli esordienti. Vediamo di capirne di più insieme a Loredana.

• Nel sito della sua agenzia leggo: “Ha sfidato il difficile mondo dell’editoria partendo dal nulla, creando contatti, navigando nei labirinti della rete per cercare nuove case editrici straniere da rappresentare, romanzi inediti, esordienti italiani.” 
Quanto è stato difficile creare questi contatti? Com’è riuscita a entrare in questo mondo partendo dal nulla?

Gioca molto la passione, la determinazione, la tenacia, il voler raggiungere l’obiettivo a tutti i costi e, senza dubbio, la curiosità. Si diventa un po’ “work-aholic” ed è bello anche se stancante. L’attività diventa totalizzante, è presente in tutti gli aspetti della propria vita. Bisogna essere aggiornati: libri in uscita, recensioni, fiere del libro, presentazioni di nuovi autori, blog… E continuare a leggere in modo onnivoro. Ogni cosa serve a farsi largo, ad aprire una piccola breccia. Ci sono voluti due, tre anni di lavoro senza sosta e anche senza grandi ritorni economici (ahimè). Ma l’adrenalina la faceva da padrone. Comunque, le fiere del libro sono sicuramente il luogo ideale per entrare in contatto con questo mondo, sia in Italia, sia all’estero e, in egual misura, le visite presso le case editrici italiane per conoscere gli editor della narrativa.

• Sto seguendo un percorso tra le varie agenzie. Una curiosità che mi è venuta in mente ora: è un mondo ancora molto maschile o c’è spazio anche per le donne?

Non è un mondo maschile. Direi piuttosto il contrario. La maggior parte delle agenzie vedono al loro interno figure femminili (basta dare un’occhiata al salone sterminato dove si negoziano le vendite dei diritti di traduzione a Francoforte, per esempio). La quasi totalità degli agenti è donna. Stessa cosa nelle redazioni delle case editrici, negli uffici stampa e così via… Forse i posti ai vertici, quelli sì, sono tuttora occupati prevalentemente da uomini.

• Gli autori esordienti spesso si perdono in questo mare di informazioni che è internet. Tentiamo di fare un po’ di chiarezza. Le propongo qualche domanda tipo: Sono un esordiente e ho scritto un romanzo. Che servizi mi può offrire e che vantaggi avrei se mi mettessi in contatto con la sua agenzia?

Alcuni aspiranti autori si rivolgono a noi richiedendo la valutazione della propria Opera; qualche esordiente al secondo romanzo ci contatta per essere rappresentato e possibilmente traghettato verso una Casa Editrice più grande.

• E i costi? So che si deve prima conoscere la lunghezza del testo e il lavoro necessario per potere fare un preventivo. Facciamo l’esempio base: valutazione di un romanzo di 250 cartelle.

Per la scheda editoriale, il cosiddetto Servizio di Valutazione Inediti, mi avvalgo di editor esterni che eseguono un’analisi molto scrupolosa del testo. Chiedo sempre agli autori/aspiranti autori di scambiare prima due chiacchiere al telefono, per capire meglio cosa cercano esattamente, che tipo di storia hanno scritto. Dopodiché, in genere, faccio un discorso personalizzato, anche per quanto riguarda i costi.

• Posso chiedere di essere rappresentata, anche se non ho ancora pubblicato? O i suoi servizi sono rivolti a chi ha già almeno un libro al suo attivo?

Se si visita il sito dell’agenzia, ci si accorge subito che tutti gli autori pubblicati sono esordienti. Qualcuno di loro è arrivato al secondo libro, forse al terzo. Questo significa che lavoro molto e soprattutto con gli esordienti

• So che lei ha frequentato un corso di scrittura creativa di Raul Montanari. Cosa possono offrire questi corsi? La scrittura si può insegnare?

I corsi sono sicuramente utili a migliorare le proprie qualità di scrittura. Naturalmente, non tutti i partecipanti sono destinati a diventare automaticamente “scrittori” di romanzi pubblicati. Si può restare “scrittore” ma rimanere “anonimo” e continuare a scrivere per il semplice piacere di farlo. Raul Montanari è “IL Maestro” in questo campo. Prova ne è la difficoltà a trovare un posto nei suoi sempre più affollati corsi, oltre al fatto che tanti giovani autori – grazie al suo insegnamento – sono riusciti a raggiungere il difficile traguardo della pubblicazione. Io soltanto potrei elencare più di un paio di autori pubblicati provenienti dalla scuola di scrittura di Raul Montanari.

• C’è un consiglio che si sente di dare a chi sta scrivendo un romanzo?

Il primo fondamentale consiglio è: leggere, leggere sempre e molto.

• Quale pubblicazione la gratificherebbe di più: un esordiente alla sua prima pubblicazione o un autore già pubblicato che riesce a guidare verso una casa editrice più grande?

Entrambi i casi rappresentano per me belle “scommesse”. Condivido appieno la gioia di un esordiente che pubblica il suo primo romanzo sia con un piccolo sia con un grande editore e la sfida di far compiere un salto di qualità a un autore già pubblicato mi entusiasma molto. Direi che quando capisco che è giunto il momento di “lanciare” l’autore (esordiente o no) verso nuovi lidi, ha inizio un’avventura appassionante.

• Oggi, che tutti scrivono sul web e hanno molte possibilità di farsi leggere, compresa l’autopubblicazione, il self-publishing che fa tanto discutere, in che modo si può rinnovare il mestiere di agente?

L’agente rappresenta il primo vero filtro. Importante è la selezione dei numerosi dattiloscritti di aspiranti scrittori che arrivano in agenzia. Agli editori, noi proponiamo solo “storie” di qualità. Il self-publishing non garantisce la “qualità” del testo, questo è scontato.

• E in che modo potrebbe rinnovarsi l’editoria?

Si stanno aprendo nuovi scenari e tutti stanno riflettendo e analizzando le possibilità future. Il libro tradizionale, fatto di pagine fruscianti, sono certa, non scomparirà. Non così presto, almeno. Ma saranno i cosiddetti “nativi digitali” che, con ogni probabilità, condurranno il mercato verso nuovi oriz

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