6 baci in cerca d’autore

Appassionati, sinceri, falsi, sorprendenti, talvolta freddini. Di sicuro, sono sempre la spina dorsale di una storia d’amore. Di quelle vere e – soprattutto – di quelle fantasticate. Alla vigilia di San Valentino, ecco come una fotografa spagnola e sei scrittori declinano il celebre “apostrofo rosa tra le parole ti amo”. Romanticamente

di Cinzia Tani, Letizia Muratori, Paola Capriolo,
Barbara Alberti, Stenio Solinas, Alessandro D’Avenia,
foto di Marta Soul

La donna dai capelli rossi
di Cinzia Tani

Si erano incontrati e subito perduti. Lo sciopero l’aveva trattenuta nell’aeroporto dodici ore e il giornalista aveva intervistato anche lei per un servizio sui disagi dei viaggiatori. Poi non erano riusciti più a separarsi fino a quando l’altoparlante aveva annunciato il volo della ragazza dai capelli rossi. Andava a lavorare all’estero, non l’avrebbe visto più. Al momento dei saluti impulsivamente lo aveva baciato e una fotografa aveva fermato quell’istante. Nessuno dei due ha dimenticato quel bacio. Lei è tornata lasciandosi alle spalle un matrimonio finito. Lui è caporedattore, ha avuto molte storie senza ritrovare l’intensità di quella giornata all’aeroporto. Entrambi si sono riconosciuti nell’immagine pubblicata dal settimanale per San Valentino. Lei ha rintracciato la fotografa nell’assurda speranza che possa aiutarla a ritrovare l’uomo di cui non ricorda il cognome e l’ha pregata di spedirle una copia della fotografia. Poco dopo è stato lui a telefonare e ha ottenuto l’indirizzo della ragazza dai capelli rossi. Lei è stata avvertita e ora lo aspetta. Lo vede arrivare dalla finestra e si ritrae quando lui alza lo sguardo. Va all’ingresso e rimane immobile. Lui sfiora con la mano il campanello. Forse è uscita… forse non è sola… Meglio andarsene, riflettere, rimandare. Lei sente i passi che si allontanano e lascia la porta che per qualche istante ha assorbito i sospiri di entrambi, i colpi violenti del loro cuore. Poi ricorda lo slancio che dieci anni fa l’ha spinta nelle braccia di quell’uomo appena conosciuto. Spalanca la porta e lo chiama. Lui si volta. Il suo sguardo non è cambiato. Tutto è come allora, possono ricominciare da quel primo bacio.

Cinzia Tani, romana, scrittrice e autrice di numerosi programmi radio e televisivi. Tra i suoi libri: Amori crudeli, Io sono un’assassina (Mondadori) e Stringimi (Piemme).

L’anima sulle labbra
di Alessandro D’Avenia

«Che progetti hai?» chiese lui. «Sopravvivere» rispose lei. «Beata te» La crisi tarlava tutto. I dialoghi tradivano un certo compiaciuto e finalmente lecito vittimismo, ma anche il cappuccino aveva la schiuma meno soffice, il dentifricio pizzicava troppo come negli anni ’80 e la luce del sole era ridotta ad uno strato lattiginoso sopra muri e tetti screpolati da altri soli un tempo ben più consapevoli.
Lui la baciò. I baci erano rimasti gli stessi. Neppure la crisi era capace di cambiarli. «Perché tra me e te metti sempre i tuoi baci?» chiese lei. «Che vuoi dire?» rispose lui. «Ci scontriamo sempre sulle nostre labbra» «Scontriamo?» «L’anima a me si concentra sulle labbra quando ti bacio e da lì vorrebbe saltare dentro la tua. Ma non la raggiungo mai» «Ci vai vicina?» «Sembra ogni volta che questa cosa sia un passo da noi, ma poi…» Lo baciò di nuovo. Di nuovo alla ricerca. Di nuovo. Adorare: dal lat. ad + os-oris (bocca): portare la bocca a. Tra i popoli antichi chi incontrava qualcuno ne afferrava un lembo della veste con la mano sinistra e baciava la propria destra, indirizzando poi quel bacio all’interessato. Come facciamo noi alle partenze dei treni dietro vetri impossibili da perforare. Per questo lei gli baciava sempre gli occhi. Sugli occhi soggiornava l’anima di lui. Sapeva che era l’unico modo di adorargli l’anima: baciarla. E li baciò ancora, quando lui li chiuse per l’ultima volta. E il bacio rimase sospeso, momentaneamente sospeso. Come il loro amore.

Alessandro D’Avenia, trentaquattro anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore.
A fine 2011 è uscito per Mondadori il suo secondo romanzo, Cose che nessuno sa.

Piccolo vocabolario
di Barbara Alberti

A. A me piacciono solo i baci. Il resto si fa perché si usa. (Da una lettera).
B. Baciarsi con la lingua? Mai! – Quando te lo spiegavano la prima volta pareva orribile. Poi, ai fatti…
C. Ci baciavamo dopo la scuola, nei parchi. D’un tratto i carabinieri a cavallo, cacciatori di piccoli amanti. Ci sovrastavano, lassù, fieri d’ aver mortificato due studentelli.
D. Dove vanno li basci dopo morti? – Si chiede un sonetto in romanesco di Marco Fabio Apolloni.
F. Fiabe: nelle fiabe il bacio risveglia dalla morte.
G. Ginnasio: per via dei carabinieri, andavamo a baciarci al cinema. Il film ce lo facevamo raccontare dopo per poterlo ridire a casa, se interrogati.
H. Ha paura del bacio la bella del circo, nel film muto The Unknown, perciò ama l’uomo senza braccia. Ma lui in realtà, nascoste, le ha.
E. E se le fa tagliare per sposarla. Quando torna lei ha vinto la fobia, e si sta baciando col
domatore.
I. Il bacio di Notorius, sterminato, fra Ingrid Bergman e Cary Grant, con la folla radunata attorno ai due amanti, anticipando – con grazia – lo svuotante esibizionismo odierno.
L. Le puttane non baciano. L’intimità vera è quella.
N. Non è pratica universale. La scrittrice Geneviève Makaping, del Camerun: Io ho imparato qui a baciare. Da noi, mai. Una cosa del genere fa schifo.
Q. Quei disgraziati che vanno a baciarsi in tv gridando “ti amo!” – e si lasciano subito dopo. Nell’amore c’è una forza che detta si disperde.
T. Tutto pur di eliminare il partner. Il bacio in chat. Patrimoni di scienza e ingegno per evitare il prossimo. Il brivido, senza l’ingombro della presenza.
Endre Ady: non bacio la femmina, bacio me stesso.

Barbara Alberti è nata in Umbria “tra angeli e diavoli”. Da molti anni tiene una rubrica di posta del cuore sulle testate Rcs.
Ha scritto sceneggiature, romanzi e saggi. L’ultimo è Riprendetevi la faccia (Mondadori).

*Ringrazio Io donna per l’estratto dell’articolo. Il resto lo trovate sul settimanale in edicola oggi

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