La felicità esiste – una quasi recensione tra ufficiale e non

Avevo iniziato scrivendo una recensione ‘ufficiale’ per questo romanzo di Paolo Zardi, il primo pubblicato, dopo il libro di racconti Antropometria. Poi mi sono detta che le cose ufficiali rompono un po’ e che tra Paolo e me c’è una conoscenza che mi permette anche di essere ufficiosa.

Comincerò dal titolo che trovo azzeccato e giustamente intrigante.
Se fosse stato “La felicità non esiste” sarebbe passato inosservato perché è ciò che molti dicono come forma consolatoria o come mantra beneaugurante. Così, invece, attrae e spinge a cercare informazioni.
Secondo: la copertina. È indubbio che una foto di un bel viso e il bianco e nero siano molto fashion e quindi, anche se non capisco del tutto il nesso con il romanzo, approvo. È una copertina che spinge a prendere in mano il libro, a sfogliarlo e a leggere la quarta di copertina (io faccio sempre così. la quarta è fondamentale).
La storia è quasi semplice: c’è questo uomo, Baganis, dedito alle donne di qualsiasi forma, anche informi. Le annusa, le ascolta e se le porta a letto. In qualsiasi circostanza, anche mentre il figlio cade dalle scale e mentre è in ospedale, cosa che poi non si perdonerà e lo spingerà ad andare sempre oltre e sempre più in fondo.
Il riscatto arriva sotto la forma di una bella (finalmente) donna, una capace di sciogliere il suo cuore.
Poi c’è il pathos, la paura dell’imprevisto e infine il riscatto: da antiaeroe a difensore in poche pagine.
Ma non c’è consolazione in questo romanzo: non consolazione fasulla, non il buonismo del vissero tutti felici e contenti. Zardi esplora le possibilità, fa intravedere la luce, ma lascia la libertà a noi, e a Baganis, di pensare a possibili soluzioni, a vie ancora inesplorate.
Sulla scrittura di Paolo non c’è nulla da aggiungere: questo romanzo è una conferma. Scrittura colta ma trascinante e coinvolgente. (ho specificato perché a volte la scrittura ‘colta’ è noiosa e respingente, dipende da chi sta usando la penna).
Una cosa non mi piace di questo libro, ma è una cosa di forma, e sono le parentesi tonde usate a iosa.
Capisco l’esigenza (non si poteva usare il trattino, che io trovo molto più elegante, perché Alet lo usa per i dialoghi), però le ho trovate davvero tante.
Ma forse è la cifra stilistica (quanto fa fico dire così?) di Zardi e allora tutto è concesso.
(In omaggio alla cifra di Paolo, ho abbondato anch’io con le parentesi).

E ora vi beccate pure la cosa ufficiale.

LA FELICITÀ ESISTE
Paolo Zardi

Alet edizioni – Collana : ICONOCLASTI
collana diretta da giulia belloni
pagine: 288
ISBN 978-88-7520-209-5
prezzo € 10,00

Ci sono affermazioni che ci piace contraddire perché farlo ci fa sentire più sicuri, più nel gruppo e non isolati. Una di queste affermazioni è “la felicità esiste”. Spesso affermiamo il contrario, come se volessimo proteggerci da un possibile ritrovamento della suddetta.
Ma, se anche dichiarassimo che la felicità esiste, ci piacerebbe farlo come Baganis e concludere che esiste ma non è per noi.
Uno strano personaggio, questo Baganis raccontato da Paolo Zardi: un uomo alla continua ricerca di una soddisfazione carnale che non lo soddisfa per niente se non nel momento (breve) di un’eiaculazione alla quale si sottomette quasi suo malgrado. Le donne che cerca non sono belle, lui stesso non lo è e non ha niente da offrire se non quel rapporto che a volte le fa sentire ascoltate, in una vita in cui nessuno le ascolta o le guarda davvero.
Ma Baganis ha anche un altro fantasma dentro, un fantasma (e una colpa) che non lo abbandona mai: la morte del figlio Leonardo, avvenuta due anni prima.
Si trascina così, tra corpi in calore e sensi di colpa, l’esistenza di un uomo che non sa come uscire da una vita che forse non gli appartiene come pensa.
Il riscatto potrebbe arrivare sotto forma di una bellezza che colpisce il cuore di Baganis che da antieroe ha un guizzo che lo rende più umano e quasi simpatico – perché possiamo dirlo, Baganis è anche un po’ stronzo – anche se poi sbaglia la mira e non centra il bersaglio.
La scrittura di Zardi si conferma piena e risoluta, una scrittura che sa affondare anche nel brutto e nell’informe mondo in cui tutti fanno qualcosa per arrivare a fare altro. Lavorano per spendere i soldi dall’altra parte della strada, tutti uguali, tutti irregimentati. Tutti, ma non Baganis.
Zardi, dopo l’ottimo esordio con i racconti di Antropometria (Neo. Edizioni, 2010) si conferma scrittore di grande talento e dalla penna coraggiosa.

Morena Fanti
6 febbraio 2012

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Un pensiero su “La felicità esiste – una quasi recensione tra ufficiale e non

  1. Però mi spiace che non ci sia la versione in ebook. Ci sarebbe un acquirente in più e un lettore (futuro, dopo che avrò smaltito gli arretrati) nuovo di zecca. Cercherò in libreria…

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