Tempo allo specchio

Man in the mirror – Jack Vettriano

Non so perché mi sto truccando. Tra l’altro la matita non ha più la punta e non trovo il temperino. Armeggio dentro alla trousse rovesciando scatolini tondi e spargendo polvere luminosa sul ripiano in wengé del mobile. Eccolo: faccio la punta alla matita rossa lasciando cadere una spirale di legno orlato di fuoco dentro al water. Ritorno allo specchio, accendo la luce e disegno il contorno, poi prendo lo stick e riempio di colore denso e opaco. Mi avvicino e controllo. Perfetto.
Infilo la giacca rossa e vado.
Non che sia convinta di andare: so già che sarà un buco nell’acqua, un appuntamento inutile. Tempo sprecato.
In strada il freddo mi punge la faccia. Forse non dovevo mettere il fard: ora le guance diventeranno troppo rosse. mi guardo nello specchietto retrovisore. Sembro una che si è fatta una grappa di troppo.
Se mi fermano i carabinieri mi faranno fare la prova del palloncino. Ma sono le dieci di mattina, non saranno ancora appostati.
Metto la quinta e spingo sul pedale. La velocità snebbia il cervello. Alla rotonda sono tentata di rimanere dentro e fare il giro di nuovo. Una volta l’ho fatto: il segreto è nella posizione del polso. Se trovi il punto giusto, giri in tondo senza nessuno sforzo e se c’è traffico, passi due volte davanti allo stesso tizio della Punto blu che è fermo sulla Montanara. Divertente.
Arrivo con dieci minuti d’anticipo e mi devo fermare sotto il portico. C’è molto freddo e mi ritiro contro il muro della casa. A terra, un pezzetto di muro intonacato di giallo. Alzo la testa per vedere da dove s’è staccato.
Il rumore di un cambio e della frenata mi fa voltare verso il cancello. Un furgoncino con il cassone vuoto si ferma, un tizio scende e mi guarda. Dev’essere il mio appuntamento.
Avrò troppo rossetto? Le guance saranno ancora rosse?
Troppo tardi: lui avanza e mi tende la mano.
Spero che non sia tutto tempo perso.

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9 pensieri su “Tempo allo specchio

    1. Un po’ come le Signore che sembrano uscite da una boutique con attigua la parrucchiera e ti dicono “oh mi scusi… ho messo la prima cosa che m è venuta in mano quasi dovessi andare dal panettiere…” 🙂

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  1. Lui tende la mano e lei tutta truccata e sempre più rossa (ora si è aggiunta anche un po’ di vergogna) consegna il sacchetto dei rifiuti domestici che nel frattempo si è rotto spargendo bucce, barattoli, plastica varia . – Signora lei non fa la raccolta differenziata!-

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