Agenzie letterarie: servono davvero? – Scritture scriteriate risponde

Delle case editrici ormai sappiamo tante cose. Un autore esordiente che ha la possibilità di navigare sul web, è in grado di trovare informazioni e fare valutazioni.
Ma l’esordiente ha anche altre possibilità, prima di inviare un suo testo a una casa editrice. Ad esempio, può avvalersi dei servizi di un’agenzia letteraria.
Sappiamo che servizi offre un’agenzia? Sarà utile affidarsi a loro? Che costi hanno questi servizi e, soprattutto, possono essere decisivi per trovare un editore?
Oggi abbiamo la possibilità di parlare con Davide Roccetti, titolare dell’agenzia letteraria Scritture Scriteriate, che ci aiuterà a fare chiarezza in questo settore.

• In che misura può essere positivo un contatto con un’agenzia letteraria come la vostra?
Cosa può dare in più all’autore, rispetto a un altro che si presenta all’editore in forma autonoma?

La premessa fondamentale è che pubblicare è difficile, sempre e per tutti.
Detto questo, sono convinto che rivolgersi a un’agenzia presenti dei vantaggi, li elenco:
1) in redazione arrivano centinaia di manoscritti, quindi i tempi di risposta degli editori sono biblici; le agenzie letterarie hanno “corsie preferenziali”, per cui riescono a ottenere tempi più veloci (ma non tanto veloci quanto vorrebbero i nostri clienti; anche le agenzie devono rispettare un po’ i tempi degli editori, che non possono pagare i lettori e quindi ritardano sempre)
2) gli editori raramente danno risposte negative, per cui lo scrittore, dopo parecchi mesi, può solo presumere che il suo testo sia stato scartato. Un’agenzia ottiene sempre risposte, anche negative; è una magra consolazione, ma almeno non si resta nel limbo e il tempo lo si può sfruttare per altre strategie piuttosto che in vane attese
3) Le agenzie riescono a contattare gli editori in modo da “spingere” il testo che stanno promuovendo. Questo non significa automatica pubblicazione (nessuna agenzia seria garantisce la pubblicazione, nessun agente serio fa promesse che poi un altro, l’editore, dovrà mantenere), ma costituisce comunque una chance in più.
4) Razionalizzazione, risparmio di tempo, risparmio di denaro.
Un privato che decide di inviare il proprio testo deve studiare gli editori, con il serio rischio di non trovare quelli giusti e mandare il testo inutilmente; questo studio richiede tempo, così come richiede tempo la stampa e la spedizione del manoscritto. Stampa e spedizione, inoltre, hanno un costo.
Affidandosi a un’agenzia, non si impiega il proprio tempo, si ha la certezza che il testo sarà inviato agli editori giusti, non si spende denaro (almeno, non lo si spende trattando con le agenzie che non ne chiedono, che lavorano solo sulla percentuale delle vendite)

• Se un autore vi manda un testo, come vi regolate? Dite che è buono per potere proporre un editing e quindi incassare un corrispettivo, o se il testo è scarso lo dite senza peli sulla lingua, rinunciando così a un possibile introito?

Innanzitutto bisogna distinguere tra le richieste di editing e le richieste di rappresentanza. Se un cliente mi contatta per fare un editing, io gli mando il preventivo per l’editing, indipendentemente dal valore del testo.
Se un cliente mi contatta per essere rappresentato, la procedura prevede la lettura del testo, in seguito alla quale forniamo una breve scheda di valutazione (alcune note sugli aspetti positivi e negativi relativi ai contenuti, lo stile, la padronanza della lingua, il rapporto con il mercato editoriale). Sulla base di quanto emerge dal parere ci risentiamo e valutiamo insieme le opportunità di un’eventuale collaborazione.
Le possibili risposte, contenute nella scheda sintetica, sono 3: a) il testo non rientra nei nostri standard, quindi ne rifiutiamo la rappresentanza 2) il testo è pronto così com’è per essere presentato agli editori 3) il testo ha bisogno di essere sistemato per avere più chances con gli editori.
Tornando nello specifico della domanda, è normale che un cliente “sospetti” che l’agenzia chieda comunque l’editing, perché con quello si guadagna.
Ora, tralasciando il discorso etico (cioè, il professionista serio non fa per forza l’editing, anche su un testo orribile, solo per guadagnarci) perché non è dimostrabile (cioè, io posso dire di comportarmi seriamente, ma non ho “prove”, ho solo la testimonianza di chi è stato mio cliente), le spiego i motivi “aziendali” che mi spingono a non fare editing su un testo che non mi convince.
Se io do parere positivo su un testo brutto, poi devo, ovviamente rappresentarlo. Quindi dovrò mettere la mia faccia offrendo agli editori un brutto testo. Nel lungo periodo è ovvio che questo comportamento mini la mia reputazione.
Ma non basta, perché c’è il discorso economico, che è forse quello più convincente.
Cercare un editore è, per me, un piccolo investimento, una piccola spesa che recupero solo se riesco a far pubblicare; se io credo in un testo, faccio quell’investimento perché spero (e sottolineo: spero) di recuperare la spesa. Ma se non ci credo, perché ci investo?
E per concludere, alcuni numeri, che probabilmente danno meglio la cifra di quanto sia più conveniente essere onesti.
Rubo due righe e due minuti per un esempio pratico, penso sia la cosa migliore per spiegarmi.
Esempio.
Mi viene presentato un testo di x cartelle, il testo non mi piace ma io voglio comunque guadagnarci e propongo l’editing. Faccio l’editing e incasso (tolte le tasse) 10 euro per ogni ora di lavoro.
Ora, nel momento in cui devo presentarlo, io spendo e spendo già sapendo che quella spesa non la recupererò più, perché il testo non vale niente. Quindi, al mio ricavo devo togliere la spesa (che, ripeto, so già in partenza di non poter recuperare), e dunque io guadagno 6 o 8 euro l’ora, cioè una cifra che non mi permette di tenere aperta l’azienda.
Ecco dunque che il guadagno immediato dell’editing – che fa gola – deve essere valutato anche in relazione alle successive spese di rappresentanza.
L’esempio serve a spiegare che non sempre accettiamo testi, solo per farci l’editing, per motivi non solo etici (che, ripeto, non posso dimostrare) ma per una più banale motivazione “furba”: la sopravvivenza economica dell’azienda.

• Ho avuto modo di apprezzare la vostra cortesia e la trasparenza che usate: a una richiesta di informazioni spedite un esempio di editing che pare accurato e competente. Ci può spiegare come procede la collaborazione nel momento in cui l’autore si affida a voi?

La procedura dell’editing funziona così:
io annoto sul testo tutto (ma proprio tutto, dalla semplice cacofonia di sillabe alle ripetizioni, dalla caratterizzazione dei personaggi alla trama, dalla gestione dei dialoghi allo stile, periodi poco fluidi ecc) quello che non mi convince e ne spiego i motivi, a volta propongo alternative e, più spesso, chiedo a lei alternative. Poi passo il testo a lei, che dovrà cercare le alternative o accettare le mie, quando è d’accordo con me, oppure mi spiegherà le ragioni del disaccordo; dopodiché mi ripassa il testo e io lavoro sulle parti ancora da definire, e così via, con un continuo scambio e dialogo, fino a quando il testo non ha raggiunto la forma che entrambi riteniamo la migliore possibile.
In parole ancora più semplici: io lavoro sul testo, lo passo all’autore che ragiona sui miei suggerimenti, li applica o li contesta e me lo ripassa; io lavoro sulle sue considerazioni ecc…..

• Se invece di una richiesta di editing, volessi chiedere la vostra rappresentanza come agenti, cosa mi potreste proporre e che contatti mi potete offrire?

Se iniziamo una collaborazione con un cliente che vuole essere rappresentato la strada è semplice: prepariamo una lista di editori (editori con una linea editoriale in sintonia con il tipo di testo, che abbiano una collana all’interno della quale il testo abbia un senso) e una lettera di presentazione (che, indipendentemente dal fatto che contattiamo gli editori, sempre deve accompagnare il testo in formato cartaceo) e sottoponiamo i due documenti al cliente; il cliente corregge, dice la sua, integra e dopo il suo ok procediamo a contattare gli editori.
Dopodiché, periodicamente bussiamo agli editori per verificare che il testo sia letto, per spingerlo ecc.. E contestualmente inviamo al cliente i risultati di questa verifica.
Tutto questo processo è immediato se abbiamo deciso di rappresentare subito il cliente; se invece si è deciso di perfezionare prima il testo, è ovvio che prima si fa l’editing (in strettissima collaborazione con l’autore, che è chiamato a intervenire fattivamente) e poi si procede come detto sopra.

• Quindi la rappresentanza non ha nessun costo per l’autore? Neanche per la lettura che fate prima di accettarlo come vostro cliente?

La lettura integrale del testo e la redazione della scheda sintetica (quella che noi chiamiamo “parere”) ha un costo di 75 euro. Per la rappresentanza non ci sono altre spese, se non il 10% (calcolato non sul prezzo di copertina ma sui diritti percepiti dall’autore: un esempio: se un libro viene venduto a 15 euro e all’autore spetta il 5% per i diritti, per ogni copia venduta l’autore percepisce 75 centesimi, e di questi, 7,5 vanno all’agenzia) che spetta all’agenzia nel caso riuscissimo a far pubblicare il testo

• E l’editing che proponete all’autore che accettate di rappresentare, deve essere pagato a parte?
Chiedo queste precisazioni perché spesso gli autori esordienti devono fare i conti con scarsità di mezzi e lavori precari ed è giusto che abbiano tutte le informazioni per scegliere la ‘strada giusta’, quella che meglio si adatta alle loro possibilità e ai loro bisogni.

L’editing è un servizio separato dalla rappresentanza, un lavoro che va pagato a parte. Se un cliente decide di fare un editing, noi inviamo un preventivo, poi sta al cliente decidere se accettarlo o meno, naturalmente.

*****
Davide Roccetti può essere contattato a questo indirizzo: info@scritturescriteriate.it
Altre notizie, il form per i contatti, e informazioni, li potete trovare nel sito di Scritture scriteriate

Annunci

Un pensiero su “Agenzie letterarie: servono davvero? – Scritture scriteriate risponde

  1. Sono Davide Roccetti, titolare dell’agenzia. Oltre alle informazioni chiaramente espresse nell’articolo, mi rendo disponibile a rispondere a ulteriori domande, per chiunque abbia perplessità, dubbi o anche solo curiosità.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...