Controcorrente

Ispirandomi al titolo del romanzo in uscita a gennaio di Paolo Zardi – lo scrivo perché la cosa è pubblica e non scopro nessun segreto [sapete quanto siano superstiziosi gli autori] – “La felicità esiste”, decido di andare controcorrente su un argomento assai spinoso e controverso. Sono tutti capaci di affermare “la felicità non esiste”: a proclamarlo si troverebbero consensi e plausi. È scorrevole la strada che porta alla negazione; su codesta strada si trovano seguaci e si fanno proseliti.

Tutti siamo contro l’editoria a pagamento, e mi pare naturale. Se scrivessi un post dicendo che vorrei eliminare tutti gli editori/stampatori che pubblicano presentando il conto, nessuno aprirebbe un dibattito scagliandosi contro le mie parole.
È di pochi giorni fa la pubblicazione delle liste di Writer’s dream, lista a pagamento e lista a doppio binario, sul blog di Loredana Lipperini. La questione è sempre quella: si discute di editori che ti propongono un contratto che in realtà è una bozza di fattura.
Ma la questione non è così semplice, non c’è solo questo aspetto preoccupante.
Io ho scritto a circa venti editori, ma direi che sono anche trenta, e non ho ricevuto una risposta. Io sono abbastanza grande (adulta) da sapere cosa voglio e da rifiutare – nel caso la ricevessi – una bozza di fattura, perché ciò che mi interessa non è tanto vedere il mio nome sulla copertina di un romanzo, quanto sapere che qualcuno crede in me abbastanza da investire dei soldi e che quel qualcuno è una persona seria che ama il suo lavoro e che tenterà di seguire la pubblicazione e forse anche la vendita del romanzo che ho scritto.

Mi viene da dire che chi accetta quelle suddette bozze di contratto, forse non ha questi stessi miei propositi ma ne ha altri.

Quindi, le stamperie che rispondono agli autori con una mail in cui lodano il testo e a fianco ne evidenziano il costo e gli oneri per lo scrittore, servono a conclamare la grandezza dell’ego di chi firma i loro contratti. Forse bisognerebbe risalire ai motivi che spingono a scrivere e capire cosa si sta cercando.
Continuiamo a rendere note le liste. Parliamo dell’EAP – solo abbattendo il silenzio si crea consapevolezza – ma parliamo anche del resto, della poca cura con cui molti di noi scrivono, dei motivi di vanagloria personale, della scarsezza di linguaggio e della mancanza di contenuti e anche di grammatica che si trovano in certi testi.
Finché non si risolvono i problemi a monte, l’editoria a pagamento potrà solo proliferare.

Che dire quindi? La felicità esiste. Paolo Zardi docet 😉

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