Opere da tre clic – la lettura

In questo ebook (completamente gratuito) che vi ho presentato alcuni giorni fa in questo post e che potete scaricare e leggere sul pc, con il programma apposito, oppure con un ereader (vi ho detto che sono ereadermunita? No, ma ve ne parlerò) troviamo scritture molto diverse tra loro, a dimostrare la versatilità del blog e della scrittura che si usa sul web.
Alcuni blogger ci (mi) sono noti da tempo e alcuni (pochi) non li conoscevo ancora.
Si inizia dalle “Storie della madonna” di LadyZolla, dove una madonna con mantello svolazzante gira da una città all’altra – da Bologna a Genova e Milano – passando per la tangenziale e per avventure sempre più strane. Una scrittura fantasiosa e arguta accompagna la madonna e i suoi incontri.
“Era un giorno qualunque e la madonna scese per strada col suo mantello più fashion. Le sue scarpe non erano molto comode per la città e non sapeva dove appoggiare i piedini santi, calzati di un bianco raso da urlo. In un primo momento calò dritta in tangenziale, ma scoprì subito che non si scivola bene sull’asfalto. «La tangenziale è ruvida, granulosa, sporca.» Scrisse sul suo taccuino nero, con la penna d’angelo in oro zecchino.”

Coco1234 scrive da poco sul blog e ha un avatar che mi suscitava diffidenza (vedere per credere). I suoi post sono cinici e pungenti e perciò, sono molto reali. La loro lettura mi ha fatta ridere (e mica è poco).
La comunicazione è tutto

«Che caldo! Ho sognato che ero in montagna».
«Essì. Sai che pensavo di tagliarmi i capelli?»
«Almeno così si starebbe freschi».
«Hai ragione. Li potrei fare scalati dietro e corti tipo Valentina».
«E fare una bella passeggiata in un bosco, all’ombra».
«Magari davanti lascerei un ciuffo più lungo…»
«E un bel picnic di fronte a un laghetto alpino… che sogno!»
«Potrei anche tingerli magari con delle sfumature rosse che mi ringiovaniscono».
«Potremmo farci questa gita il prossimo weekend, che ne dici?»
«Non lo so».
«Eddai… sempre meglio che starsene in città, non credi?»
«È che non vorrei che un taglio del genere mi ingrassasse un po’ perché ho il viso ovale».
«Dai facciamoci questa botta di vita!»
«Massì, mi hai convinta!»
«Allora prenoto in quel rifugio in Trentino. Ti va?»
«Scusa, dicevi?»
«Della montagna…»
«Montagna? Non si stava parlando dei miei capelli?»
«Capelli???»”

Approdiamo sul Po, dove Zena Roncada, con la sua scrittura delicata ma profonda disegna cinque figure di donne dai nomi particolari, da Stelladiana a Bina e Ginia, passando per Desolina e Zoraide, con matrimoni combinati e riparatori nell’atmosfera delle campagne mantovane dove la nebbia offusca le cose ma non i sentimenti.

“C’è che la signorina aveva un carattere brusco d’uva spina. Sempre a chiamare, sempre a comandare, a dir che no, le cose si facevano altrimenti. All’ordine teneva: un obbligo in veste d’accoglienza. Quasi dio venisse tutti i giorni a farsi un vermouthino lì, vicino al letto.
Che mai la trovasse con la camicia storta. Che mai, sulla scala di legno, inciampasse in un gatto di polvere a piumino.”
E anche: “Le avessero chiesto dov’era il paradiso, si sarebbe fatta il segno della croce, poi avrebbe detto: qui.
Qui era una fetta di terra sfragolona. Grassa e scura.
Si apriva a zampa di gallina: una strada per ogni grifa.
A un crocevia di venti e di speranze.
Qui era il caseificio della Stoffa. E suo marito, dalle mani grandi. Voluto a ogni costo.”
I racconti di Bobboti sono storie dal fascino particolare, in cui agiscono molti personaggi – tra cui Polanca, che ritroviamo in questa antologia -, che spesso ci mostrano un lato nascosto delle cose, un particolare che ci sarebbe sfuggito. “Perché Polanca è fatto così. Se ne può stare ore e ore senza spiccicare parola, muto come la campana senza batacchio della chiesetta di San Pietro, con quello sguardo annoiato che ti fa sentire inutile e che alla lunga ti indispone.”
Whois è una blogger che scrive brevi spezzoni visionari, nonsense gradevoli e divertenti, con una scrittura leggera e gradevole.
“Lui stava sotto, lei sopra, questione di posizioni, ovvio.
Lui si aggrappò tutto a un tratto. O meglio a una virgoluccia, vibrante e precaria, che sorrideva ammaliatrice. Lei, gentilmente, gli porse un enorme punto esclamativo per aiutarlo. Lui, purtroppo, non capì, lo prese per un insulto, tornandosene subito sotto le righe, ringhioso e brontolante.”
“Lui, senza rendersene conto, si trovò a nuotare dentro il bicchier d’acqua di mare; il tovagliolo, dolcemente, lo strozzava sempre un po’ di più, nel disperato tentativo di tirarlo fuori, ma non è facile tirare fuori nessuno da un bicchier d’acqua. Nessuno che ci si voglia perdere, ovviamente.”
Gaetano Vergara, noto come Aitan, è un blogger molto conosciuto che scrive mini storie ma anche componimenti poetici/grafici.
Aitan ha uno stile deciso e surreale e resta piacevole anche nella tragicità, come ad esempio in questo mini racconto:
Sventurato destino e crudele

Bertrando Arlazzi era così sfortunato che, non appena disse che gli restavano solo gli occhi per piangere, fu accecato da un fulmine che lo raggiunse dentro casa attraverso la porta che la moglie aveva lasciato aperta per andarsene col suo migliore amico, l’unico che aveva, l’unico che aveva mai avuto, quello di cui era da sempre segretamente innamorato.
LadyPazz è Sandra Giammaruto e la sua prosa è tagliente nelle parole e nei fatti, visto che spesso i suoi personaggi muoiono per mano di un assassino che spesso è anche persona di famiglia (cosa, peraltro, non così rara come ci piacerebbe pensare).
“Tutte le sere in ogni muscolo, dentro ogni vena ciò che scorre è paura. La sento, la vedo, la imploro. La mente cerca di mandare al corpo un comando… vai via, corri via, scappa, e invece mi dirigo verso quella cosa, sempre più giù per quella scala a chiocciola. Lì, dove tutto ha avuto inizio e mai fine.
Scendo le scale con una torcia in mano e sento l’alito di quella casa: vecchio, imprigionato, violento. Scendo e il respiro diventa sempre più rapido, il silenzio è assoluto. Davanti a me c’è il freezer. Devo, devo, devo aprirlo… devo, devo assicurarmi che tu sia sempre lì.
Ogni sera scendo queste scale con la paura che il tuo corpo sia uscito fuori dal freezer e sia pronto ad ammazzarmi. L’illusione è stata la mia libertà, la realtà la mia condanna.”
Briciolanellatte è Maurizio Barbarisi, un blogger che pratica la professione dal 2003. Il suo blog, seguitissimo, è stato uno dei primi che ho letto e seguito quando ho aperto il mio primo blog nello stesso anno. Anche Barbarisi scrive storie brevi, mini racconti di ogni genere letterario, spesso amari ritratti della società. Da Un blog aggiornato, in cui un anziano zio, che si è fatto seppellire insieme al suo pc, posta dall’aldilà: “«L’unica spiegazione plausibile, se non è stato qualcun altro a postare…» seguitò Jonathan imbarazzato «è che suo zio sia stato seppellito vivo e che da là sotto, con una internet key, abbia pubblicato il suo racconto.»
«Non credo proprio sia vivo, mister Moses, gli hanno fatto l’autopsia. Ne sono sicuro. Ho pagato il medico per questo servizio.»
«Capisco. E allora che si fa?»
«Aspettiamo che si esauriscano le batterie del pc» rispose con prontezza.
«Sì, naturalmente» fece Jonathan. «Mi scusi per averla disturbata. L’aspetto per il saldo, allora, con comodo. Buonanotte mister Jensen.»
«Sì, buonanotte mister Moses.»”

E poi. Chiude questa antologia una breve rassegna con cinque miei racconti. Ringrazio Zop che ha inserito i miei testi insieme agli altri blogger.
Opere da tre clic. Leggetelo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...