Fasi per scrivere un libro – terza

Bene. Abbiamo la nostra idea, l’abbiamo elaborata, studiata, pensata, fino a farla crescere e diventare una storia.
Abbiamo la determinazione, la volontà di scrivere e ci siamo creati un’ottima, grande e indistruttibile motivazione: senza questa non si scrive ricordate?
Non vediamo l’ora di scrivere la nostra storia e abbiamo già qualche pagina di appunti scritta a mano, alcuni nomi di personaggi, abbiamo perfino i luoghi della vicenda – al cinema direbbero la location della storia -, e siamo tentati di aprire il file, dargli il nome ‘nuovo romanzo’ o ‘primo romanzo’, ‘storia di Luca’, ‘Le strade di Genova’. È vero, potremmo iniziare la scrittura. Ma io credo ci manchi ancora una cosa fondamentale ed è la conoscenza.
Dobbiamo conoscere bene i nostri personaggi, sapere chi sono e come si muoveranno all’interno della storia: se non approfondiamo la loro conoscenza prima di iniziare la scrittura, ci troveremo (come è successo a me) a dovere riscrivere interi capitoli. Sbagliare il bersaglio porta guai; riscrivere significa non solo raddoppiare il lavoro, ma significa anche allungare il percorso, con possibile perdita di motivazione e di fiducia.
Noi dobbiamo conoscere anche la storia, non nei minimi particolari, quelli li inventeremo al momento, ma a grandi linee. E, cosa ancora più importante, dobbiamo sapere dove vogliamo andare a parare.
Altrimenti gireremo in tondo e non sbucheremo dal labirinto.
Lo so, molti obietteranno che la scrittura è invenzione, gioco, che deve stupire lo scrittore, ed è tutto vero, ma un abbozzo di idea serve. Vi stupirete ugualmente.
Ad esempio, la signora Bastiani mica l’avevo programmata. Eppure è uscita dal suo appartamento e ha fatto parecchie cose.
Potrei farvi molti esempi, ma non voglio rivelare tutto del mio romanzone altrimenti quando uscirà non lo comprerete 😉

Alla prossima

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