Fasi per scrivere un libro – prima

La prima cosa da fare non è munirsi di carta e penna, di pc e di acqua, di macchina da scrivere e pazienza. No, la prima cosa da fare è dotarsi di un’idea per una storia.
Fine.
Senza questa è inutile pensare di scrivere.  Non lucidate lo schermo e non spolverate la sedia fino a che non avrete la vostra idea. La prima fase della scrittura nasce nella testa. Quando avrete questa bella idea, solo un abbozzo per il momento, e vi parrà degna di essere lavorata, pensateci notte e giorno finché non capirete che può diventare un libro.
Approfittate per imitare Joshep Conrad*, anche se vostra moglie non capirà. Chi vuole scrivere deve accettare un poco di emarginazione e di incomprensione. Fatevene una ragione.
La prossima fase sarà online lunedì.

* altri aforismi di Conrad qui

** la foto proviene da qui

Annunci

11 pensieri su “Fasi per scrivere un libro – prima

  1. Morena sono d’accordo. Ho notato che al mattino sono più produttivo, punto la sveglia alle 6 per poter scrivere prima di andare a lavoro. Il fatto è che già alle 5 sono sveglio alla ricerca del post quotidiano!

    Mi piace

    1. Bravo Gianmarco. Dormire è una perdita di tempo: se si vuole scrivere dovremo arrivare a eliminare il sonno 😉
      Anch’io alla mattina produco di più e quando mi capita la mattina storta poi non faccio nulla neanche dopo.

      Mi piace

      1. Purtroppo invece io rendo di più la sera.
        E siccome di giorno non posso dormire, succede che alla fine non scrivo o scrivo molto poco. Comunque di idee per la testa ne ho parecchie.
        Leggerò molto volentieri le prossime “fasi” per vedere se almeno mi decido a cominciarlo questo fantomatico romanzo, visto che finora ho prodotto solo racconti. 😀

        Mi piace

  2. ciao Morena.
    Pure io credo nasca nella testa l’idea, solo che nella fase in cui la metto su pagina spesso diventa altro, prende forma contro ogni mia previsione. Ma non sempre.
    🙂

    Mi piace

  3. io alle 6 del mattino sono in stato vegetativo plurimo aggravato… onore al merito di chi riesce a connettere i pensieri!
    però la scrivania talvolta la lucido… e pure la sedia… quando riesco a ritrovarla sotto la montagna di roba da stirare… 😉

    Mi piace

  4. l’idea ovvero sapere che si vuole, e in questo caso che si vuole scrivere. ma c’è anche la possibilità che l’idea sia autocensurata, e si possa far strada dall’inconscio attraverso i giochi parole, le allitterazioni, le assonanze, le rime, le storpiature della grammatica e della sintassi. cioè si potrebbe incominciare da un punto qualsiasi e quindi scoprire scrivendo cosa in realtà si ha da raccontare. esempio: inizio scivendo di angeli e infine m’accorgo che in realtà voglio raccontare dei nani, quando un nano irrompe nella narrazione, e mi sembra infinitamente più interessante dell’angelo, con cui avevo incominciato a sporcare il foglio di geroglifici.

    Mi piace

    1. È vero, Viktor. L’idea ‘vera’ può uscire durante la narrazione. Ecco perché è importante pensarci prima: per avere una traccia da seguire. Ma la cosa importante è sempre scrivere, scrivere e scrivere. Solo così entreremo in profondità nella nostra storia, anche se la cambieremo in corso d’opera. Grazie

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...