Pantaloni bianchi – due

Prosegue da qui.
Dopo avere ricevuto il mio incipit, Marco Freccero ha proseguito così (in blu una modifica/aggiunta e in rosso la parte nuova):

Ho i pantaloni bianchi. Mai avuti pantaloni bianchi prima d’ora.
Sono belli, fanno luce sotto il sole e la gamba sembra più scura. Bel contrasto.
C’era un uomo davanti al bar e quando sono passata ha abbassato il giornale che stava leggendo e mi ha seguita con lo sguardo. Era uno sguardo che non faceva male. Allora mi sono voltata e lui mi ha sorriso.
Lucia dice che dal sorriso di un uomo puoi capire tante cose; io credo sia vero. L’uomo pensava a sua figlia ne sono sicura. Forse ha una figlia piccola e ha pensato che quando sarà grande e camminerà indossando pantaloni bianchi, gli uomini si gireranno per ammirarla.
Era un sorriso dolce.

Per un po’ l’ho portato con me. 
Ho camminato sino al bar che ha la terrazza sulla spiaggia, e palafitte che affondano tra rocce e sabbia. Sono rimasta indecisa davanti all’entrata, finché non ho scelto di sedere a uno dei tavolini sulla passeggiata. Ho ordinato un analcolico, poi ho sorriso al ragazzo che ha preso l’ordinazione e gli ho chiesto di sistemare l’ombrellone in modo che il sole non mi infastidisse. Ha detto: “Con piacere”; non ne dubitavo affatto.
Ho dato un’occhiata all’orologio. Quando ho alzato lo sguardo stava arrivando, un po’ di corsa, un metro e cinquanta di uomo dentro giacca e calzoni stropicciati. Mi ha riconosciuto, allora ha appiccicato un sorriso sul volto rotondo, ha accelerato il passo. Ha incespicato, si è lasciato sfuggire un’imprecazione, e ha agguantato di nuovo quel sorriso fasullo.
So già come gelarlo.
Si avvicina, mi porge la mano, gli dico:
“Restiamo ai fatti. Siamo qui per concludere una transazione”.
Lui deglutisce, dice:
“Certo”. Si passa un fazzoletto di carta sulla fronte, deglutisce. Se ne sta lì in piedi, si passa quell’odiosa lingua sulle labbra.

 

Quando ho ricevuto il file ho capito che stavamo già andando verso un territorio che non conoscevo: questa è la bellezza di scrivere in due senza essersi accordati 😉
I metodi per scrivere a quattro mani sono tanti e il nostro è stato “a sorpresa”, un metodo divertente ma più difficile da gestire, infatti c’è costato molto lavoro e tanti aggiustamenti.

Vedremo come prosegue…

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2 pensieri su “Pantaloni bianchi – due

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