Come fare soldi a dodici anni

Titolo parecchio inquietante, sarete d’accordo con me.
Non so se anche voi spulciate nelle frasi che hanno condotto i navigatori sul vostro blog. Nella mia lista – parlo di frasi, non di nomi singoli – le più gettonate sono “scrivere un romanzo”, “come scrivere”, “idee per un romanzo”, e similari. Insomma, le frasi sulla scrittura.
Trovo spesso frasi sui libri di cui ho scritto una breve nota, tra cui il libro Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa (Marida Lombardo Pijola – Bompiani, 2007) spicca sugli altri. Trovo anche frasi su come diventare cubisti. Lo trovo preoccupante.
E trovare oggi questa frase “come fare soldi a dodici anni” mi angoscia. Continua a leggere “Come fare soldi a dodici anni”

Social o a-social? Censura su facebook

I social network ci forniscono facilità di comunicazione o la inibiscono? Facebook ha la facciata di “tutto il mondo sempre in contatto” – cosa che se andiamo a verificare non è vera, ma ne parleremo poi – e ci regala l’opportunità di lanciare messaggi, condividere contenuti, intrecciare discussioni in cambio del nostro ‘pacchetto dati’, il valore aggiunto che noi regaliamo a Mark Zuckerberg.
Non sempre è vero però. Continua a leggere “Social o a-social? Censura su facebook”

Asfalto e anguria – quinto frammento

… i suoi sguardi intensi fossero indelebili ma più il suo corpo si dilatava, più si distraeva, soprattutto da me.”
“La maternità per una donna è qualcosa di travolgente.”
“Ma sì, ce lo dite in tutte le lingue possibili, ma mai che vi facciate davvero capire.”
Il mio sguardo scorre pigro sui piccoli oggetti insignificanti sparsi per la casa, un accendino..
“Ma Luigi, hai ripreso a fumare?” Continua a leggere “Asfalto e anguria – quinto frammento”

La struttura del romanzo

Lo scheletro ci aiuta a reggerci in piedi. Stessa cosa per una casa e per un romanzo: delle buone fondamenta e poi le colonne e i muri portanti. In mezzo tutto quello che vorrete: una struttura forte reggerà le storie che le appenderemo.
Ma oggi non vorrei parlare di questa struttura ma dell’altra, quella che regge il file del nostro romanzo.
So che conoscete quasi tutti come si usa quel tastino in basso a sinistra, però a volte mi arrivano dei file in lettura e vedo che non sono stati preparati seguendo le semplici, ma molto utili, indicazioni di word.
Se iniziamo un nuovo capitolo del nostro romanzo e inseriamo il titolo o anche il numero ‘Uno’, ‘Due’, ecc, con lo stile ‘Titolo 1’ – da noi definito -, quando spingiamo il tastino ‘struttura’ troveremo tutti i titoli dei capitoli e arriveremo subito nel punto che stiamo cercando. Continua a leggere “La struttura del romanzo”

Asfalto e anguria – quarto frammento

“Luigi lascia fare a me.”
Scopa e paletta: “Stavo proprio guardando questa fotografia, dal divano non riuscivo a leggere la frase scritta a mano sul passepartout della cornice, cosa c’è scritto?”
“I Talk to the wind… la ricordi quella canzone dei King Crimson?”
Accenna l’aria e qualche strofa :“I talk to the wind my words are all carried away…”, la ricordo e la canto con lui, nella mia mente la traduzione istantanea appare in sequenza lenta come i sottotitoli di un film. Continua a leggere “Asfalto e anguria – quarto frammento”

Si può saper scrivere senza saper leggere?

A qualcuno sembrerà una domanda banale: è evidente che non è possibile scrivere senza avere imparato a leggere. Deduco, però, che la frase – digitata su google da un anonimo navigatore – intende ben altro che non l’aspetto puramente tecnico del tenere in mano la penna e vergare vocali e consonanti, e dell’operazione di tenere in mano un libro e, passando gli occhi sul testo, capire cosa significano le lettere che lo compongono. Continua a leggere “Si può saper scrivere senza saper leggere?”

Asfalto e anguria – terzo frammento

“Oggi ha chiamato lei”, mi risponde di rimando.
I suoi occhi si aggrappano ai miei in un lamento silenzioso. Sembrano chiedermi semplicemente “perché?”. E nello stesso istante, mentre tornano a guardare oltre le tende socchiuse della finestra, riempirsi di risposte sulla causa di quell’abbandono.
“E… e cosa ti ha detto?” domanda cretina, mi dico. Ma sento di dover spezzare il silenzio.
Scuote appena la testa accennando un no. Alza le spalle e ritorna a guardarmi. “Che ha chiesto alla sua amica, quella di Modena hai presente?, di occuparsi delle carte. Che vuole chiuderla qui. Senza drammi, senza litanie. Vuole semplicemente chiuderla qui. Nessun rancore ha detto. Continua a leggere “Asfalto e anguria – terzo frammento”