Il suono del cellulare

L’estate non mi piace. È una stagione lenta, non aggiunge nulla e non spinge a fare nulla. 
Sono in mezzo a una storia e non so cosa deve accadere. Mi guardo intorno e non vedo vie d’uscita, nessuna opportunità.
Allungo le dita e sfioro la tastiera, indecisa su quale lettera premere. Finisce che non ne premo nessuna.
Vorrei che almeno squillasse il cellulare. Forse la salvezza verrà dal telefono, mi dico guardando l’oggetto silenzioso.
Leggo qualche post sui blog ma vedo in giro un fermento malato, debole. Leggo di recensioni, di libri, di pubblicazioni. Si fa un gran parlare ma si produce poco mi sembra. Assomigliamo molto a un Paese in cui tutti blaterano e nessuno prende in mano (davvero) le redini. I cavalli vanno a briglia sciolta e io vorrei essere su una mongolfiera.
Muovo le dita, batto sui tasti e formo parole; sono parole slegate per ora, ma si combineranno. Devono solo capire in quale storia si trovano e agiranno di conseguenza.
La storia, ecco. Se Maria incontra un uomo che le piace, le parole si metteranno vicine, si siederanno sulla stessa poltrona, scivoleranno in braccio alla parola accanto. Magari si abbracceranno.
Sì, ma poi? I due sono lì, abbracciati, e non sanno cosa devono fare. Maria guarda l’uomo e pensa: “Forse mi bacerà”. Lui guarda Maria, sa che lei si aspetta che lui la baci, è indeciso, non sa se vuole farlo davvero, e pensa: “Spero che suoni il cellulare”.

Oppure Maria incontra un uomo insopportabile, le parole strideranno, squittiranno come topi impazziti (ho la visione di quei topi orribili dentro la gabbia che stanno per calare sul viso di Winston in 1984), in un’accozzaglia di r e di t. Faranno a pugni, le parole, e formeranno periodi sconclusionati, con subordinate per nulla ordinate.
Se almeno squillasse il cellulare.
Potrei usarlo come scusa per interrompere questo post scombinato.
Meglio prenotare un viaggio in mongolfiera. Da lassù capirò cosa vuole fare Maria e saprò se lui la vuole baciare.

… la Nona di Beethoven! Finalmente ti sei deciso, stupido telefono. Ma è il mio o quello di Maria?

* Non fatemi caso: ho solo lasciato andare le dita. Ora potete godervi questo brano

In alternativa propongo una visione meno classica, adatta a milze resistenti, un frammento di un film di un grande regista:

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7 pensieri su “Il suono del cellulare

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