Regole per scrivere un romanzo

Come promesso, riprendo i post sulla scrittura. L’ultimo post, Come trovare la trama per un romanzo, lo potete leggere qui.
Ricordo a chi non lo sa, che le frasi dei titoli non sono mie ma sono frasi che qualcuno digita su google. Le altre sono queste:

Che ti serve per scrivere un libro?
Argomenti per scrivere un libro
Come si scrive un libro [o un romanzo]
Romanzo più motivazione
Un romanzo ambientato in un solo giorno

Ma torniamo alla nostra frase. Le ‘regole per scrivere un romanzo’ sono poche: Disciplina e rigore. Mi pare che sia ciò che basta.
Un romanzo non si improvvisa: richiede molto lavoro costante e un grande impegno mentale che diventa anche fisico. È faticoso scrivere un testo di 200 pagine e mantenere il ritmo, lo stile, il linguaggio. E non dimentichiamo che la storia deve anche filare, deve chiudere i fili e arrivare in un punto.
Però ci sono alcune considerazioni che ho maturato nel corso della scrittura del mio primo romanzo e che forse possono rivelarsi utili.

  • Non iniziare la scrittura se non si hanno le idee chiare sulla storia. Non sulle vicende che racconteremo ma sul loro senso: io devo sapere che cosa voglio dire (mostrare, indicare, suggerire) con il mio racconto. Se non lo so, non posso mostrarlo ai lettori e quindi avrò una narrazione non efficace.
  • Conoscere bene i personaggi: se parto senza sapere chi sono creerò dei personaggi falsi. Me ne accorgerò dopo molte pagine e dovrò ritornare sui miei passi e riscrivere tutto, con perdita di tempo e di motivazione.
  • Documentarsi e valutare se la storia è possibile e se ho le competenze per scriverla: è inutile che io voglia scrivere una storia su un hacker che viola il sito della CIA se non conosco il ‘linguaggio’ degli hackers e se non so nulla dei servizi segreti. Se tra le mie amicizie ci fosse un amico smanettone che potesse affiancarmi allora potrei tentare la storia di uno che s’infiltra nel sito di un’azienda e ruba una formula per un nuovo prodotto.
  • Conoscere i luoghi: se mi venisse in mente una storia ambientata in Russia, paese che non conosco per nulla, dovrei pensare se è possibile ambientarla in un altro luogo. Non vorrei scrivere un libro pieno di inesattezze. Se mi viene in mente una storia ambientata a Rapallo magari ci sono stata per una vacanza o ho un amico che mi può raccontare qualcosa. La verità rende il nostro romanzo più avvincente. Il lettore sente la verità.

Queste sono le prime considerazioni che mi vengono in mente. Aggiungerò altre idee nel prossimo post. 

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10 pensieri su “Regole per scrivere un romanzo

  1. L’idea dici. Nel mio caso si forma mentre procedo, diciamo allora che è meno di un’idea, è la sua ombra. Il rischio alla fine è raccontare appunto l’ombra e non il corpo che la crea.
    Sui personaggi, idem. Me li trovo tra i piedi, ma chi sono, che vogliono? Senza fretta i fatti svelano la loro natura.
    Però non parto mai dall’idea, sempre dal personaggio. Vedo il suo volto, gli occhi, la sua figura che cammina. Sta facendo qualcosa. Vediamo se ne esce qualcosa di buono…

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    1. Ho scritto quei punti nel post anche se io non ho seguito queste ‘regole’.
      Mi spiego meglio: ho iniziato il romanzone senza conoscere bene i miei personaggi. Infatti, uno non era credibile, aveva atteggiamneti che non erano suoi perché glieli avevo forniti io.
      Ma il tutto non reggeva.
      Ho dovuto ricominciare e riscrivere tutte le parti che lo riguardavano, cioè tutto fino a dove ero arrivata. Nonostante questo, non mi convinceva ancora. Mi sono fermata e l’ho visualizzato in ogni aspetto, ho scritto la sua scheda (a quel punto ho scritto la scheda anche degli altri due personagi principali) e ho ricominciato a scrivere.
      Perciò ho scritto quelle regole. Sono suggerimenti che nascono dalla mia esperienza e che possono fare risparmiare tempo e fatica.
      Ma non significa che ogni volta io seguirò le stesse mie regole.
      Io parto quasi sempre da un’idea.
      Sono come King: cosa accadrebbe se… ?

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  2. Sorrido, perché so di essere un tormento… E’ vero, dobbiamo parlare di cose che conosciamo. Non ha senso ambientare un romanzo in Russia se della Russia non abbiamo alcuna conoscenza. Ma questo non significa che dobbiamo attenerci al reale: il canone del romanzo, infatti, è la verosimiglianza, non la realtà. Possiamo inventare un mondo, purché stia in piedi. Possiamo mettere insieme Rapallo e Copenaghen, se ci piace: un tizio può entrare in una piazza uguale a Piazza Unità d’Italia a Trieste, e uscire in un rifugio di montagna – purché tutto questo sia verosimile. La realtà dei romanzi dovrebbe assomigliare più ai ricordi che al mondo che ci circonda, o a Street View di Google….

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  3. ahahhahha… Paolo, forse diciamo le stesse cose ma in modo diverso. Io credo che ci sia ampio margine di fantasia anche in un romanzo dove l’autore/trice ha messo veri nomi di vie o di paesi, come credo sia vero un mio racconto in un mondo futuro dove le persone si mettono reggiseni e mutande che una macchina forma loro addosso.
    Ma credo che ambientare un romanzo del 2011 in Russia senza saperne nulla sia un azzardo. Se lo ambientassi in un futuro tra trecendo anni potrei scrivere qualsiasi cosa, ma se fosse odierno no.
    Come so che un lettore esperto (tipo un giornalista di ‘nera’ o un Generale perché no, leggono pure i generali) s’incazzerebbe se mettessi un Maresciallo dei Carabinieri in Questura.

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    1. Infatti, credo che siamo molto più vicini di quanto emerga dal mio commento.
      Io “contesto” solo una frase: “La verità rende il nostro romanzo più avvincente”.
      Mi basterebbe sostituire “verità” con “verosimiglianza” e il gioco è fatto. Salgari non si era mai spostato da Torino, e i paesaggi esotici nei quali ambienta le sue avventure sono completamente sbagliati: ciò non toglie che i suoi romanzi siano avvincenti. Ciò che serve, è riuscire a rappresentare la “vividezza” della realtà, mescolando oggetti quotidiani con cose della nostra fantasia. In un teatro, basta un divano, un tavolino e un vaso di fiori su un tavolo per far capire che siamo in un salotto di una famiglia borghese… Non serve ricostruire il salotto di casa mia in ogni suo dettaglio! 😉

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  4. le mie idee partono sempre da cose e persone vere come le loro storie, ma ci vuole tecnica e molta passione, e poi non basta ci vuole tempo e silenzio io la chiamo pace. A presto ciao

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