Il mio romanzone

Ne ho già scritto ma una circostanza imprevista, e anche un po’ sorprendente, mi costringe a riparlarne.
Faccio un breve riepilogo: nel 2009 decisi che era giunto il momento per scrivere il mio primo romanzo, iniziato nel 2001 e subito abbandonato alla morte di Federica. Ripresi il testo iniziale, un primo capitolo quasi completo, gli appunti di allora e mi immedesimai di nuovo nella storia. Un romanzo è impegnativo, sentivo il bisogno di scrivere anche altro, così non mi sorpresi quando mi venne una visione. Scrollai le spalle e decisi di ignorarla per cont… ma questo a voi non interessa.

Il romanzone è ormai in viaggio verso qualche scrivania di editore e io suppongo anche verso qualche cestino.
Ma a me non piace tenere i testi nel cassetto, mi piace scrivere e condividere. Così, a qualche amico che l’ha chiesto (ma anche no), ho mandato il file. Uno di questi amici è Paolo Zardi (uno scrittore di cui ho già parlato. Qui la recensione al suo libro Antropometria, Neo. edizioni, 2010), che mi ha detto subito in privato cosa ne pensava.
Stamattina ho avuto uno scambio di mail con lui perché mi illustrava un suo programma che crea statistiche numeriche con le parole usate nel romanzo. Dopo un sette o otto mail di botta e risposta, Paolo mi scrive: ah, ieri sera ho pubblicato una recensione nel mio blog e ho messo anche qualcuna di queste statistiche.
Credendo che Paolo avesse recensito uno dei suoi amati Nabokov o Roth, sono andata a leggere. Il titolo del post mi ha lasciata stecchita:
Il romanzo esemplare di Morena Fanti
che mi sembra perfino troppo, ma chi sono io per contrastare le idee di Zardi?
Se avete letto, vi potrete fare un’idea di cosa tratta il mio romanzo: Paolo dice di famiglia, amore, figli, tradimenti, crescite, disincanto, arte. Io avrei detto con una parola sola che il romanzo parla di vita.
Se mi chiedessero di descriverne la storia direi che non ci sono avvenimenti eclatanti: nessuno muore, nessuna bomba che esplode, nessuno stupro, nessuna violenza. Anche se non si può definire la storia come ‘semplice’.
La struttura a tre mi è costata molta fatica ma mi è sembrata la più adatta a sostenere questi tre personaggi principali con le lore tre famiglie e le loro tre città.
Ho impiegato un anno e mezzo per la stesura e i vari rifacimenti, le riletture e le limature. L’ultima limatura è di due mesi fa: ho tolto solo le frasi superflue, nessuna scena, e ho eliminato quasi quaranta cartelle. L’ho trovato sorprendente e anche emozionante.
Vorrei pubblicare questo romanzo, mi sembra naturale. Il motivo è che vorrei che si facesse leggere.
Ma oggi sono molto contenta di questa lettura di Paolo. Grazie.

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2 pensieri su “Il mio romanzone

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