Di libri

Sarà che sono diventata capricciosa o forse sono solo una snob, ma faccio molta fatica a trovare un libro che mi convince fino in fondo. Posso elencare tutti i libri che mi hanno colpita negli ultimi quattro anni e non sono tanti. Che succede? Ho cambiato gusti di lettura? O cerco ciò che non esiste?
Una buona storia con un’ottima scrittura sembra difficile da trovare nello stesso volume. E parlo anche di libri acclamati da molti, libri che hanno venduto tanto e che molti hanno comprato. A volte mi chiedo anche se qualcuno non compri i libri tanto per. Per riempire la libreria, per dire “io ce l’ho”, per essere sul pezzo.
Questo per i libri del momento che, comunque, io non compro mai.


Sono una grande fruitrice di biblioteche, l’ho già detto, e, soprattutto per un autore che non conosco ma di cui sono curiosa, faccio uso del prestito.
Anche gli ultimi libri che ho letto, tra cui American psycho di Bret Easton Ellis, mi hanno delusa.
Easton Ellis mi ha anche annoiata, non tanto per le descrizioni degli abiti e degli accessori, che molti hanno trovato superflue e noiose, ma per le parti macabre, quelle in cui il protagonista tortura, stupra, uccide, taglia a pezzi le vittime e anche le mangia.
Vuoi rendere l’idea di una società vuota, ossessionata dall’apparenza e dal successo? Gli abiti firmati, gli oggetti di culto, i ristoranti alla moda, il vuoto delle giornate del protagonista e dei suoi amici mi paiono già sufficienti a rendere l’idea. Potrebbe anche starci che il tizio sia un serial killer (ma forse è un altro tipo di romanzo), ma perché farne una macchietta che uccide chiunque, che semina violenza come fossero margherite e tutto questo capitolo dopo capitolo, sempre uguale?
Mi viene spontaneo chiedermi se Easton Ellis ci è o ci fa.
Sono sempre sospettosa di fronte a certe scritture.
Come se non bastasse tutto ciò, ogni tanto c’è un capitolo su un gruppo musicale o un cantanta famoso. Un capitolo scritto come fosse un articolo di Variety o come si chiama. Capitoli che io ho saltato del tutto. E anche capitoli su oggetti tecnologici, tipo stereo o lettore cd, scritti come fosse il catalogo dell’azienda (e qui sorrido pensando a chi mi ha fatto lo stesso appunto. Leggiti Easton Ellis e ne riparliamo). Anche questi li ho saltati. Ho avuto la tentazione di mollare il libro ma ho proseguito solo per vedere come ha sistemato il finale che, per fortuna (mia) si salva.
Resoconto: 500 e più pagine (non ho qui il libro) di cui 250 inutili.

Che dire di Andrea Vitali? Che un po’ mi irrita. O lui, o la sua casa editrice. Librini minuscoli stampati in corpo diciotto, che anche gli ipovedenti possono leggere e questo va bene, ma non me li puoi spacciare per “romanzo” e venderli a diciotto euro.
Sono storie carine è vero. Si leggono bene e scivolano via senza angustiare e senza farti pensare troppo, il che a volte è un bene. Vitali ha una bella scrittura e ha queste atmosfere lacustri che hanno buona presa sui lettori. Però…
L’ultimo che ho letto Dopo lunga e penosa malattia rispecchia il Vitali degli altri libri (ogni tanto me ne concedo uno, tra un Easton Ellis e un… ).

Ora qualcuno si domanderà, invece, quali sono i libri che ricordo con grande piacere. Se non se lo domanda, lo dico io.
Random, senza pensare:

Cecità di Josè Saramago
Revolutionary road
di Richard Yates
Non abitiamo più qui
di Andre Dubus
Underworld di Don DeLillo (anche se con le 880 pagine del suddetto io avrei realizzato tre romanzi). Ho cercato il mio pezzo su questo libro ma non l’ho messo in questo blog. Rimedierò presto

Poi, non a questo livello, ma quasi.

Olive Kitteridge di Elizabeth Strout
La sottile linea scura di Joe R. Lansdale
Il buio oltre la siepe di Harper Lee

Per oggi mi fermo qui. Ne manca qualcuno ma non sono poi tanti. E sono i libri che mi sono piaciuti molto negli ultimi quattro anni…

 

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21 pensieri su “Di libri

  1. Beh, di italiano:
    di recente mi ha colpito soltanto Sorrentino, con “Hanno tutti ragione”. Forse anche Calligarich con l’ancor più recente “Privati Abissi”e l'”Ultimo parallelo” di Filippo Tuena (ricostruzione “a la Sebald” della spedizione Scott al polo sud), di pochi anni fa (e inspiegabilmente ormai fuori catalogo). Cose carine anche da Tabucchi. Libri più che dignitosi, anche se nulla che mi abbia colpito come una folgorazione.
    Ma in questi ultimi anni ho anche scoperto la Ortese, dapprima con “Il cardillo addolorato” (letto dopo averlo fatto giacere diversi anni nella mia libreria), che è un vero, grande capolavoro di levità, fantasia, ironia, lessico. Poi il ben più arduo “Porto di Toledo”, da me approcciato più volte e ripetutamente abbandonato fino a che non è venuto il “suo” momento, che mi ha permesso di immergermici totalmente e godermelo fino alla fine. Ma anche “L’Iguana”, “Il mare non bagna Napoli” e il fino a poco tempo fa inedito “Mistero doloroso” (che riporta al “Cardillo”) hanno lasciato traccia profonda tra le mie letture. Solo “Alonso e i visionari” mi ha un po’ deluso. Ma alla fine, tirando le somme, ho scoperto nella Ortese non solo una tra le più grandi figure della letteratura italiana del secolo da poco trascorso, ma forse anche di quella mondiale.
    Sulla letteratura internazionale contemporanea forse i miei gusti li conosci già: Bolano, Sabato, Saramago (proprio per Cecità, che già da solo basta), De Lillo, McCarthy, Murakami, Ishiguro (hai letto “Non Lasciarmi” ?) e soprattutto il grandissimo W.G. Sebald, scrittore unico e grande “isolato” (come la Ortese, del resto, seppure diversissimi).
    Io mi sono focalizzato (con soddisfazione) su questi autori.

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  2. A me è piaciuto molto “Gente indipendente” di Halldor Laxness (magnifico anche “Il concerto dei pesci”), con questo contadino che ricorda un po’ Achab, che non si cura di niente e di nessuno (Dio, demoni, moglie, figli), e vuole solo riscattarsi dalla sua condizione. “La vera storia del pirata Long John Silver” di Bjorn Larsson (quello de “L’Isola del Tesoro”, racconta cosa c’è stato prima, e dopo l’Isola). Torgny Lindgren è quello che mi piace di più: “Per non sapere né leggere né scrivere”; “Miele” e “Per amore della verità”.
    Di italiani: Gian Andrea Rolla (spezzino) “Il funerale della balena”. È ambientato tra Africa e Liguria e racconta la caduta di tre famiglie con uno stile che richiama Garcia Marquez, ma lo fa in maniera geniale. Rolla non credo lo troverai in biblioteca (editore I Sognatori), gli altri forse sì, soprattutto Long John Silver il più famoso di Larsson (editore Iperborea).

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  3. Dopo aver letto L’iguana della Ortese che mi semplicemente steso passai in biblioteca a prelevare -il cardillo addolorato- ma non riuscii a legger oltre le 20 pagine, questo nel 92 , su consiglio di Carloesse dovrei riprenderlo in mano e leggerlo fino in fondo.

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  4. Forse non te ne pentirai, caro Falco. E’ che per la Ortese ci vuole il momento giusto…
    Che viene prima o poi. Ma te lo dirà il libro.
    Se vuoi prova prima con il piccolo Mistero doloroso. In poche ma intense pagine trovi quello che era già un abbozzo del Cardillo. Anche se poi l’altro è venuto tutt’altra cosa.

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    1. Ma tutti parlano di questo fenomeno di questa autrice di Einaudi. Di che parla Accadabora?
      Io dei supercoralli Enaudi ho letto per caso “Scappare fortissimo” ed è scritto benissimo, oltre che essere molto particolare.

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      1. Accabadora è la storia di Bonaria Urrai (Tzia Bonaria) e di Maria, una bambina che vive nella casa di Bonaria senza esserne figlia o parente. Spesso Bonaria viene chiamata di notte da qualcuno del paese e se ne va di corsa, coperta dallo scialle nero senza dire nulla a Maria di quello che va a fare.
        L’accabadora, l’ultima madre, conforta gli animi e quando è necessario procura una morte pietosa. Ciò che Maria ignora è che Tzia Bonaria l’ha presa con sé per farne la sua erede e insegnarle ciò che sa.
        La storia è affascinante e lo stile della Murgia notevole.
        Piaciuto molto.
        Di chi è ‘scappare fortissimo’? cerco in rete…

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  5. Anch’io come te usufruisco frequentemente del prestito bibliotecario, mi risulta meno ansiosa la scelta del libro e oso buttarmi su testi anche sconosciuti, consapevole che se non gradirò non avrò buttato inutilmente il denaro. Poi se il libro mi piace, sono anche capace di comprarmelo a lettura terminata.
    I libri che ultimamente mi hanno risvegliato qualche fermento sono stati:
    Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa, una bella storia d’amore che racconta al contempo frammenti storia recente;
    Il tunnel di Enesto Sabato, straordinaria introspezione psicologica anche qui di un rapporto amoroso disturbato dalla follia;
    Suttree di Carmac McCarthy, epico romanzo di un reietto, un diseredato.
    Ma ormai è finita per me l’epoca della grande folgorazione letteraria, mi accontento di trovare libri che propongano, almeno saltuariamente, passaggi sui quali ritornare o buoni spunti su cui fantasticare per conto mio.

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  6. American psycho l’ho letto diversi anni fa e non è piaciuto neppure a me, non ho più letto niente di Easton Ellis.
    I libri che più mi sono piaciuti nell’ultimo mese sono “Questo corpo mortale” di Elizabeth George e ” “Cosa tiene accese le stelle” di Mario Calabresi. Il primo libro di Calabresi, “Spingendo la notte più in là”, che ho letto appena uscito, è uno dei miei preferiti, Elizabeth George è la contemporanea che leggo più volentieri.

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  7. Tutti titoli molto interessanti…
    Se dovessi consigliarti qualche titolo, ti direi “Le correzioni” di Franzen – un libro di una qualità altissima, sia dal punto di vista della scrittura sia per i temi trattati. E poi un libro che io considero una specie di bibbia per chi vuole scrivere racconti, che è “Tutti i racconti” di Flannery O’Connor: la O’Connor, che è la più grande scrittrice americana di racconti (e in termini assoluti all’altezza di Cechov), era uscita di catalogo, ma ora è tornata grazie a Bompiani. Questo libro contiene i racconti più belli che io abbia mai letto (il finale di Greenleaf, da solo, vale i 15 euro del prezzo di copertina).

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    1. Di Flannery O’Connor ho letto solo un racconto e l’ho trovato poderoso. Prenderò al più presto i suoi racconti. Franzen non ricordo di averlo letto e mi segno pure lui. Per qualche anno sono a posto 😉

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  8. L’unico che valeva la pena ..è quello di Saramago…
    Sì..
    si comprano libri tanto per….

    Disdegno il 99% degli autori contemporanei…
    Non valgono un cazzo…
    e rappresentano soltanto uno spreco di carta… e di tempo..per gli idioti che li leggono.
    (Tant’è..altro non potrebbero neppure fare… volendo).

    Ben oltre la fine dell’arte all’epoca della sua riproducibilità.

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  9. passo per caso e leggo ……mi viene voglia di sapere cosa ne pensi se lo leggerai , e te lo consiglio ,”L’insolita Rumba” ISBN edizioni l’autore Biagio Autieri….non è per farmi pubblicità, mi e’ piaciuto il tuo modo di “sezionare” i romanzi che hai letto e che hai recensito
    un saluto
    Biagio

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  10. Mi permetto di consigliare un paio di autori, a mio avviso meritevoli di essere presi in considerazione: John Irving (il mondo secondo Garp. hotel new hampshire..) e Tullio Avoledo (lo stato dell’unione, la ragazza di vajont..). Uno straniero ed uno italiano (e talentuoso aggiungerei!). Attendo riscontri…
    Donato

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