Ancora

Mattina

Una manciata di piccioni
sulla terra scura;
nell’aria livida
radi fili d’erba
e gocce di rugiada.

Queste righe le scrissi il 29 novembre 2006, una mattina in cui non sapevo ancora cosa sarebbe accaduto. Quando le postai sul blog qualcuno scrisse che sembravano un cattivo presagio.
Stavolta non ho scritto nulla. Nessun presentimento e nessun piccione.
Ma le cose accadono ugualmente, piccioni o no.

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11 pensieri su “Ancora

  1. A volte siamo lettori inconsapevoli del destino nostro od altrui, attraverso rime, visioni e canzoni. Parole molto belle e molta malinconia. Un abbraccio.

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  2. I presagi si riconoscono come tali solo a posteriori.
    Restano le parole, da una parte, e le cose che accadono, dall’altra.
    Separate dal tempo, da un prima e un dopo.
    Perchè non siamo capaci di scrutare l’infinito, l’unico luogo dove sono realmente collegate.
    Piccioni o no, come tu stessa riconosci.

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  3. A volte si scrive per non tradire quello che deve succedere.

    Non chiedermi come mi sia venuta questa cosa che ho scritto
    dopo aver letto la tua poesia. Questo riflesso, si apre a infinite
    interpretazioni. Ti lascio una cosa che ho scritto ieri (quindi prima di averti letto)
    e che ancora non ha una forma definitiva, ma spero possa
    divenire una poesia prossimamente.

    “Non so ancora chi o che cosa
    ma si scrive per non tradire”

    La poesia che hai scritto è molto bella.
    vincenzo

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  4. Per me è difficile commentare una poesia. C’è qualcosa di strano, fragile, prezioso, che mi mette in difficoltà. O forse sono solo gli effetti di un’istruzione lacunosa che non mi permette di affrontarla con la stessa disinvoltura di un racconto. Leggendo questa mi vengono in mente queste parole: fragile, prezioso. Nient’altro purtroppo.

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    1. È sempre difficile commentare le parole altrui. Nel racconto c’è una storia e si può commentare anche su quella. Nelle poesie, anche se questa non lo è, si ascoltano le sensazioni o si apprezzano le immagini che suggerisce.
      “Fragile, prezioso” non è poco. Grazie.

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  5. Sull’immagine malinconica colorata di grigio provo a lanciare una manciata giallo cromo di granoturco ed ecco tutto cambia in un frullio d’ali . Ora basterebbe battere le mani per vedere ghirlande nel cielo.

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  6. Le cose, purtroppo accadono ugualmente, come dici tu Morena, piccioni o no…
    Sarebbe bello credere il contrario, ci aiuterebbe a non arrenderci alla casualità,
    ma forse leggiamo semplicemente tra le righe e le rughe del tempo e impariamo. Le tue righe mi fanno sobbalzare, non so cosa vi sia racchiuso ma rappresentano perfettamente un animo angosciato.
    Sono molto belli questi versi, Morena
    Un abbraccio 🙂

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