Più incipit per tutti – la signora Bastiani

Sarà stato per quel suo centrino di pizzo, per quel tavolino così pulito e la libreria appena sistemata, per quella sua bella casa che la inorgogliva; sarà per tutti questi motivi messi insieme ma la signora Bastiani ha acceso le fantasie – a tratti anche semi erotiche – dei nostri autori.
È sorprendente leggere un tuo personaggio – di cui conosci l’aspetto, la casa, gli abiti, il carattere – trattato da penne altrui. La ‘bella casa’ della signora Bastiani – ma ce l’ha un nome? pare di no. io la conosco solo così – è un appartamento al terzo piano di un palazzo della via Massarenti a Bologna. Dalle finestre la signora vede il giardino e alcuni palazzi dell’ospedale Sant’Orsola. La signora, una sessantenne dall’aspetto curato e dall’aria dolce, non si è mai sposata e vive sola da anni, così può buttare un occhio sulle vicende della sua vicina di casa, che è ciò che serve a me per evitare una tragedia…
Avrete capito che la signora in questione è un personaggio del mio romanzone, un personaggio di contorno ma fondamentale per lo sviluppo della storia, come lo sono anche gli altri ‘contorni’ che ho inserito.
Non so se capita anche a voi, ma a me i personaggi di contorno riescono particolarmente bene: se sui personaggi principali devo ritornare, limare, correggere il tiro, su quelli secondari di solito non intervengo mai. Mi riescono, come dico io, ‘buona la prima’.
Credo che il motivo sia nella loro caratterizzazione accentuata e ‘breve’. Di solito il, o i, personaggi principali devono reggere per tutto il romanzo e devono vivere tante vicende che fanno in modo di mostrare il loro carattere, i modi di fare, le ansie e i cattivi pensieri. I personaggi ‘secondari’, invece, hanno vita breve e a sprazzi e servono per condurre la storia e spingere gli eventi – o altro che ci possa essere utile.

Torniamo all’incipit: chi legge per la prima volta forma nella sua mente un’idea della signora Bastiani e lavora su questa. Il lettore è un ricevente e nello stesso tempo un elaboratore. Sarebbe diverso se si potesse leggere tutto il romanzo. In quel caso [forse] la signora ci sembrerebbe più simile all’idea che di lei ha avuto lo scrivente. O no?
Voi cosa ne pensate?

*****

La signora Bastiani sistemò il centrino di pizzo appena stirato sul tavolino del salotto. Ci mise sopra un piattino di cristallo brillante di detersivo e panno morbido, a forma di rosa, e un portafoto d’argento lucido più dello specchio che aveva in anticamera. Ammirò l’angolo di libreria che aveva sistemato poco prima, i libri dal dorso scuro inciso in lettere dorate ai piani importanti, ad altezza degli occhi, e le edizioni meno pregiate in basso. Si allontanò per vedere l’effetto e si inorgoglì: aveva davvero una bella casa. Era una bella zona e le case avevano ancora un valore lì. Se avesse deciso di vendere avrebbe realizzato una bella cifra. Ma lei non ne aveva nessuna intenzione. Le piaceva stare lì. Era un palazzo abitato da gente perbene e si sentiva al sicuro quando stava nel suo appartamento. Pensò ai signori Pasquali del piano di sopra, ai Vicentini che stavano al primo piano, lui era un avvocato in pensione e lei una professoressa di tedesco, poi pensò alla signora Andreini dell’ultimo piano, dicevano fosse una contessa decaduta e lei pensava che fosse piena di classe. Dei bravi vicini, insomma; nel palazzo non succedeva mai niente, mai nessun litigio e disaccordo tra i condomini.

[…]

Alla sera faceva sempre una cena leggera: era quasi tentata di lasciare i piatti – un solo piatto e un padellino dove aveva cotto una fetta di pollo, oltre alle posate e al bicchiere – dentro il lavello fino all’indomani.
Ma il senso del dovere ebbe la meglio sul telefilm in preserata. La signora Bastiani lanciò uno sguardo alla tv in salotto, da dov’era ne vedeva un rettangolo illuminato dal sole di una giornata allegra – uno spot di biscotti senza zucchero – e decise che avrebbe fatto in tempo a lavare quelle due cose mentre la famiglia felice della tv vendeva merende e pannolini.
Mise le stoviglie nello scolapiatti, passò la spugna sulle gocce cadute sul ripiano – la cucina era già immacolata e le gocce erano invisibili -, si asciugò le mani pensando che avrebbe dovuto mettere la crema, e andò in salotto. Si sedette nella poltrona beige mentre iniziava la sigla del telefilm. Si mise comoda preparandosi a gustarselo.
Se le urla fossero venute da un altro appartamento, la signora Bastiani si sarebbe seccata molto. Siccome provenivano dall’appartamento di Annalisa abbassò il volume del televisore e si tese all’ascolto. Ripensò ai rumori sentiti nel pomeriggio. Ora le voci si erano zittite. La signora Bastiani sospirò di sollievo, prese il telecomando per alzare di nuovo il volume e sussultò allo sbattere della porta di Annalisa.
Si alzò in piedi e andò veloce verso la porta. Mise l’occhio allo spioncino e fece in tempo a vedere un uomo con i capelli scuri che non aveva mai visto prima – come immaginavo: non poteva essere quel bell’uomo distinto che è sempre insieme alla Malaguti -, che s’infilava nell’ascensore. Da come si muoveva intuì che fosse furibondo. L’uomo subito dopo uscì e prese la via delle scale quasi correndo. La signora Bastiani tornò verso la poltrona, ma non si gustò il telefilm come al solito.

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15 pensieri su “Più incipit per tutti – la signora Bastiani

  1. Io che ho usato questo incipit ho capito subito chi era l’autore; o meglio, l’autrice ;).
    Non credo che sarebbe uguale alla “mia” signora Bastiani. Chi scrive si trascina dietro atmosfere e dettagli letti in decine (centinaia?) di libri, e a questi si aggiunge talento, inclinazioni, gusti personali, sensibilità, eccetera eccetera.
    Speriamo che qualche editore si decida a pubblicarlo: ‘sta signora Bastiani che combina, si può sapere? 🙂

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  2. Eccola lì la Signora Bastiani, con la sua “i” finale, e non solo lei. Tutti i personaggi del tuo intrigante romanzo terminano con una “i” razionale, incisiva e velare.
    Senza ombra di dubbio, i personaggi son usciti fuori con garbo, lasciandoci alla fine la curiosità di un’ascensore semi chiuso.

    Alla tua domanda posso dire che: essendone tu l’autrice, riprodurre lo stile e la tecnica di scrittura dell’incipit è un compito che ha bisogno di precise analisi del lessico e dello stile, e quindi conoscere l’autore può aiutare molto. Pertanto la tua idea di Signora Bastiani, è venuta fuori con più attenzione.

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